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RAI STORIA – OGGI NELLA STORIA

Altiero Spinelli , il padre dell’Europa

31 Agosto – Nasce a Roma Altiero Spinelli  politico e scrittore italiano, padre del movimento Federalista Europeo e cofondatore dell’Unione Europea dei Federalisti. Tra il 1970 e il 1976 è  membro della Commissione Europea, poi del Parlamento italiano e quindi, nel 1979, del primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale. La sua visione dell’Europa, con marcate caratteristiche federali, influenza in maniera significativa il cammino dell’Unione dai suoi esordi fino all’Atto unico europeo. Una visione tuttavia che ha perso nel tempo il vigore originale lasciando più spazio a una Europa delle nazioni.

(tratto da http://www.raistoria.rai.it/accaddeoggi/altiero-spinelli-il-padre-dell%E2%80%99europa-287.aspx )

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Campagna per la Federazione Europea

NOI, POPOLO EUROPEO”

CHIEDIAMO LA FEDERAZIONE EUROPEA

Per governare l’economia europea

Per una politica estera e di sicurezza europea

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Per la pace e la giustizia nel mondo

APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO, ALLA COMMISSIONE EUROPEA,

AL CONSIGLIO EUROPEO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO E AI PARTITI

(da fare sottoscrivere a cittadini, poteri locali, sindacati e movimenti della società civile)

 

Il progetto di un’Europa libera e unita,che cominciò a circolare nel 1941 con il Manifesto di Ventotene,non ha ancora raggiunto la sua meta.

I cittadini europei hanno un Parlamento, una Corte di Giustizia e una moneta unica, ma non ancora uno Stato e un governo federali, perché i governi nazionali non vogliono cedere all’Europa le loro sovranità nel campo dell’economia e della sicurezza.

Condannano così gli Europei al declino politico, all’arretramento sociale, alla perdita di competitività, privano le giovani generazioni di un futuro, alimentano la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Noi, popolo europeo, vediamo nell’unità politica dell’Europa la risposta più alta alla crisi politica della società contemporanea.

Rivendichiamo

la Federazione europea

  • con un governo federale dotato di poteri limitati ma reali nel campo dell’economia, della finanza pubblica, della politica estera e di sicurezza, e responsabile di fronte a un Parlamento europeo che eserciti pienamente il potere legislativo insieme alla Camera degli Stati,

  • a partire dai paesi disponibili a rafforzare l’unità – l’Eurogruppo – e in particolare da quegli Stati che storicamente hanno promosso l’unificazione europea – la Francia, la Germania e l’Italia -, perché vogliamo:

– creare un governo democratico dell’economia europea e salvare l’euro attraverso il risanamento delle finanze pubbliche e lo stimolo alla crescita;

– attuare un Piano europeo di sviluppo economico ecologicamente e socialmente sostenibile, basato su investimenti in infrastrutture, la riconversione in senso ecologico dell’economia, incrementando l’uso di energie rinnovabili, l’attività di ricerca ed innovazione, l’erogazione di beni pubblici europei e finanziato da un aumento significativo del bilancio europeo con l’emissione di euro-obbligazioni e con imposte europee (come quella sulle emissioni di CO2 equella sulle transazioni finanziarie) a parziale sostituzione di imposte nazionali, realizzando una più equilibrata distribuzione del carico fiscale tra i diversi livelli di governo (locale, regionale, nazionale ed europeo);

– difendere il modello sociale europeo, tutelare i soggetti più deboli, stabilire standard sociali e di lavoro minimi a livello europeo, garantire a tutte le persone i diritti politici, civili e sociali stabiliti dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”;

– dar vita a un’unica politica estera, di sicurezza e di difesa, che consenta all’Europa di parlare con una sola voce nel mondo, per promuovere la pace, il disarmo, la giustizia internazionale, e dei diritti umani, a partire dall’area mediterranea, africana e mediorientale.

Chiediamo

la convocazione di una Assemblea-Convenzione costituente

  • composta dai rappresentanti eletti dai cittadini a livello nazionale ed europeo, nonché dei governi e della Commissione europea, con il mandato di  elaborare superando i veti nazionali una Costituzione federale, che dovrà essere ratificata con un referendum, da tenersi nei paesi che avranno partecipato alla redazione della Costituzione, in modo da fondare sulla volontà popolare l’unità politica degli europei.

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ISTITUTO DI STUDI FEDERALISTI “ALTIERO SPINELLI”

IL FEDERALISMO IN EUROPA E NEL MONDO

We, the European peopleFirma l'Appello per la Federazione europea!

Ventotene, 29 agosto – 3 settembre 2011

Scheda confino di Spinelli

La scheda del Ministero degli Interni su Altiero Spinelli

Scarica il programma del

SEMINARIO DI VENTOTENE

Venticinquesimo anniversario della Morte di Altiero Spinelli

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
(Ithaca, Kostantin Kavafis)

Segnaliamo l’articolo apparso oggi su La Stampa

Altiero Spinelli, Ulisse nel mare dell’Europa

di Umberto Gentiloni

Il tempo che ci separa dalla scomparsa di Altiero Spinelli non ha sbiadito l’eredità del pensiero, la vitalità di un lungo viaggio nel Novecento. La sua figura rimane legata a un’idea di Europa proposta e perseguita con tenacia, ma spesso ridimensionata dalle repliche di una politica impietosa. Non convince una semplificazione – a tratti egemone – che fa di Spinelli il protagonista coraggioso di un sogno spezzato, di un’utopia che tende a sfumare confondendosi con le belle speranze o le buone intenzioni. Il segno del suo cammino è più profondo e vitale di quanto appaia dagli sguardi di superficie. Cosa rimane del suo ragionare sui destini e i compiti del Vecchio Continente? E soprattutto quale il nesso tra il percorso biografico e la cultura europea che si manifesta in momenti diversi senza smarrire un disegno di riferimento? Leggi l’articolo completo sulla Stampa.it

[…]

A 25 anni dalla scomparsa (il 23 maggio 1986), Altiero Spinelli è stato celebrato ieri a Roma nel convegno «Per un’Europa libera e unita. Per un’Italia europea», che si è tenuto presso l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo. Nel corso dell’incontro sono stati mostrati filmati e illustrate le pubblicazioni sulla figura di Spinelli e il federalismo europeo edite negli ultimi anni, insieme con le traduzioni del Manifesto di Ventotene nelle lingue ufficiali dell’Ue.

Ttatto da: LA STAMPA Cultura 24/05/2011 – L’EREDITÀ PIÙ VITALE

LA STAMPA.  Altiero Spinelli, Ulisse  nel mare dell’Europa

DI FRONTE ALLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA E ALLA RIVOLUZIONE IN ATTO NEL MONDO ARABO,
NON BASTA CELEBRARE L’EUROPA.
E’ ORA DI RILANCIARE IL PROGETTO POLITICO EUROPEO

Il progetto di un’Europa libera e unita, che cominciò a circolare nel 1941 con il Manifesto di Ventotene, non ha ancora raggiunto la sua meta.
I cittadini europei hanno un Parlamento, una Corte di Giustizia e una moneta unica, ma non ancora uno Stato e un governo federali, perché i governi nazionali non vogliono cedere all’Europa le loro sovranità nel campo dell’economia e della sicurezza.
Condannano così gli europei al declino politico, all’arretramento sociale, alla perdita di competitività, privano le giovani generazioni di un futuro, alimentano la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Il Movimento Federalista europeo e la Gioventù federalista europea vedono nell’unità politica dell’Europa la risposta più alta alla crisi politica della società contemporanea. Per questo promuove una Campagna per la Federazione europea e chiede la convocazione, a partire dai paesi favorevoli, di una Assemblea-Convenzione costituente per superare gli attuali limiti dell’Unione. Lo slogan della campagna è:

“NOI, POPOLO EUROPEO”
CHIEDIAMO LA FEDERAZIONE EUROPEA
Per governare l’economia europea
Per una politica estera e di sicurezza europea
Per uno sviluppo equo e sostenibile
Per la pace e la giustizia nel mondo

La mobilitazione dell’opinione pubblica sarà il fattore decisivo per contrastare la crisi in cui versa l’Europa e preparare il terreno per l’iniziativa costituente. Il Trattato di Lisbona (art. 11) prevede lo strumento dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per raccogliere un milione di firme in almeno sette paesi dell’Unione al fine di spingere la Commissione europea a promuovere un’iniziativa legislativa. Il Movimento Federalista europeo e la Gioventù federalista europea si rivolgono pertanto ai parlamentari europei e nazionali, nonché alle forze politiche, alle organizzazioni della società civile e agli enti locali per dar vita ad uno schieramento pronto a mobilitarsi per un’ICE, con la finalità di realizzare un piano europeo a sostegno della crescita, dell’occupazione e della difesa dei diritti sociali dei cittadini europei, finanziato da un aumento significativo del bilancio europeo.
Solo un forte movimento dal basso potrà stimolare la ripresa della costruzione dell’unità europea e sconfiggere le tendenze populistiche, xenofobe e antieuropee.

Movimento Federalista Europeo – Gioventù federalista europea
Roma 7 Maggio 2011

www.mfe.itwww.gfeaction.eu

 mfe@mfe.it – info@gfeaction.eu

DOCUMENTI CONGRESSUALI

di Piero Graglia

Viser haut et grand” – Il compito attuale del Movimento Federalista Europeo

Il XXV Congresso del Movimento Federalista Europeo, riunito a Gorizia i giorni 11-13 marzo 2011,

ricorda

  • che settant’anni fa a Ventotene venne redatto il documento Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto (Manifesto di Ventotene) in cui si indicava come nuova linea di demarcazione tra forze del progresso e forze della reazione l’adesione e il sostegno all’idea della federazione europea;
  • che il Movimento Federalista Europeo, fondato a Milano nell’agosto 1943, nacque indicando la priorità dell’obiettivo federalista per il continente europeo e successivamente, in tempi e modi diversi, fece proprio anche l’obiettivo del federalismo mondiale;
  • che l’obiettivo federalista indicato nel Manifesto di Ventotene resta attuale e urgente e continua a ispirare l’azione e la presenza del MFE sulla scena politica, culturale, sociale italiana ed europea.

Su questi presupposti irrinunciabili il Congresso ribadisce la validità dell’approccio federalista spinelliano ai problemi dell’Europa, alle sue insufficienze sul piano politico, alle sue precarietà sul piano economico e sociale.

Prende atto del fallimento del disegno di controllo multilaterale dei conflitti che gli Stati Uniti hanno cercato, dal 1989 in poi, di organizzare sulle macerie del confronto bipolare;

rileva che i molteplici problemi che si presentano con la crisi economico-finanziaria, con il dissesto ambientale, con la scarsità delle risorse rinnovabili e la carenza di fonti energetiche non possono essere trattati con soluzioni fondate su organizzazioni internazionali prive del potere di imporre la loro volontà a stati che, almeno formalmente, rimangono pienamente sovrani;

osserva con preoccupazione l’affermazione, sulla scena mondiale, di contro-poteri organizzati a livello internazionale, fondati sulla violenza e sulla sopraffazione, predicanti l’annientamento di supposti nemici assoluti, che esercitano un immenso potere economico basato su traffici illeciti e su commerci delittuosi: terrorismo internazionale di ispirazione religiosa, criminalità organizzata che si dedica al traffico di uomini e donne, sfrutta il dissesto e la povertà delle regioni del sud del mondo, si dedica al commercio di stupefacenti e di armamenti di tutti i tipi. Forze potenti, sebbene differenti e diversamente organizzate, che possono prosperare nell’assoluta incapacità degli stati di organizzare una valida rete di monitoraggio e di difesa senza rinunciare ai poteri sovrani tipici dell’organizzazione statuale otto-novecentesca.

In questo scenario, il MFE rileva come il modello democratico occidentale, che per decenni ha rappresentato la forma più evoluta e avanzata di organizzazione politica e sociale, debba essere profondamente ripensato sia al livello delle relazioni tra gli Stati, sia al livello interno, cominciando dalla regione del mondo dove più acuta si coglie la contraddizione tra la convivenza di un vecchio sistema di relazioni tra gli stati e forme nuove che cercano di affermarsi fondandosi sulla interdipendenza economica, sociale, culturale.

Il sistema democratico, peraltro, non può da solo dare risposta ai tanti failed states che costellano le regioni più arretrate e povere del mondo (come mostra ad esempio la fase di marasma che sconvolge il Nord Africa), ma necessita di una rinnovata azione che coinvolga in primis l’Unione europea, che confina con tante di queste zone, e che fondi sul federalismo internazionale la sua ispirazione.

Ripensare il sistema democratico, le sue caratteristiche, i suoi obiettivi alla luce del federalismo deve quindi essere uno dei compiti di un movimento culturalmente avanzato come il MFE.

L’Unione europea in questo scenario deve diventare l’ambito privilegiato nel quale il MFE deve progettare la sua azione. Non si tratta di accettare supinamente l’evoluzione istituzionale dell’Unione e i suoi tanti errori e timidezze, bensì di prendere atto che è all’interno dell’Unione europea che si trova l’unica assise parlamentare multinazionale che, come è noto, già nel passato e sotto la guida di Spinelli ha preso l’iniziativa di un’azione costituente. In tale assise può nascere la prossima azione costituente che risolva l’assurdità di un’Unione europea con elementi federali e un ordinamento fondato su stati formalmente sovrani in alcuni campi fondamentali. Il MFE deve stare accanto e ispirare l’azione di soggetti come il gruppo Spinelli, unica vera novità politica dell’anno trascorso. Un gruppo che non può essere in competizione con il MFE ma che semplicemente lo rafforza, rende il nome di Spinelli una bandiera internazionale, coglie e interpreta le istanze più moderne del pensiero politico del grande federalista.

Attraverso lo slancio che può dare sulla scena internazionale l’attività del gruppo Spinelli, il MFE può e deve elaborare una continua e decisa azione sui partiti esistenti, sul mondo politico e culturale, sui mezzi di informazione per proporre il messaggio innovatore di Spinelli e del federalismo, prendendo spunto dalle tante occasioni nelle quali si può applicare l’analisi federalista sulle mancanze di un governo europeo dell’economia, sull’impossibile controllo delle crisi politiche e istituzionali in Europa e fuori d’Europa, sul dilagare della sfiducia della cittadinanza nei confronti di istituzioni sempre più corrotte e sempre più incapaci di dare risposte a problemi che superano le capacità di azione dei singoli stati.

La priorità del MFE deve essere quella di accantonare l’atteggiamento autoreferenziale che ha tenuto in varie occasioni fino a oggi, abbandonare il sogno di impossibili e velleitarie iniziative costituenti di alcuni Paesi membri – il cui principale desiderio non è tanto quello di condividere e approfondire le responsabilità di governo dell’Europa quanto quello di ricondurre il sistema dell’Unione a comportamenti determinati da un gruppo di Paesi di riferimento – fare “politica” nel senso più determinato e complesso del termine.

Questo significa costituire una “rete sopranazionale” per gli Stati Uniti d’Europa costituita dalla diverse espressioni del popolo europeo che condividono l’obiettivo della Campagna per la Federazione europea.

La mobilitazione del popolo europeo e la costruzione della rete sopranazionale può avvenire attorno ad un “programma di governo per l’Europa, programma che affronti i temi urgenti del debito, dello sviluppo compatibile e della crisi sociale ed occupazionale.

Proprio su questi temi, il MFE deve rilanciare la prospettiva di trattamenti sociali minimi comuni ed omogenei nell’intera Unione, quali il reddito minimo garantito e la cittadinanza europea di residenza, tali da rendere impossibile il dumping sociale tra stati, accompagnando tale azione con la convocazione di “Convenzioni dei cittadini europei”. Si tratterà dello strumento più idoneo per costruire una nuova ampia alleanza delle forze politiche democratiche (nazionali ed europee), associazioni, sindacati della società intera e per facilitare la creazione di coalizioni costituenti ai fini di una “Iniziativa dei Cittadini Europei” la cui presentazione potrà avvenire a partire dal 25 marzo 2012.

Nel 1941 il Manifesto di Ventotene aveva definito una nuova linea di divisione tra progressisti e conservatori: è ora di applicare questa linea alla realtà politica concreta e definire il grado di progressismo e di conservazione dei vari soggetti politici del nostro Paese e degli altri Paesi europei senza avere falsi timori di urtare suscettibilità o sensibilità. Chi finge un europeismo di comodo non sarà di alcuna utilità pratica nel futuro, mentre chi crede sinceramente nel valore dell’integrazione politica del continente ed è disposto a fare un pezzo di strada con noi, verrà rafforzato dalla fine delle ambiguità e delle indecisioni.

Il Congresso concorda sul fatto che, mentre si opera per creare le condizioni di un’azione costituente all’interno del Parlamento europeo, accompagnata da una vasta mobilitazione per sensibilizzare partiti, associazioni, cittadinanza, istituzioni nazionali e locali, in una parola, il popolo europeo, ai temi della federazione europea, non deve interrompersi la pressione sul sistema dell’Unione per l’evoluzione verso forme di organizzazione prefederale.

Questo significa

  • operare per la trasformazione della attuale governance economica, incardinata nel Consiglio, in un governo europeo dell’economia impersonato dalla Commissione esecutiva responsabile di fronte al Parlamento, facendo perno sul cosiddetto Eurogruppo, menzionato anche nel Trattato di Lisbona. Ciò consentirà di aprire, in vista delle elezioni del 2014, un ampio dibattito per la nascita di un vero governo politico dell’Unione, che nasca dal voto dei cittadini europei.
  • Far leva sul riconoscimento dello stesso valore giuridico dei Trattati alla Carta dei diritti dell’Unione europea per mobilitare una vasta azione in favore della cittadinanza europea.
  • Sottoporre ogni iniziativa di governance economica organizzata dagli Stati membri al vaglio critico dell’approccio federalista. Iniziative come il coordinamento vincolante delle politiche di bilancio degli Stati membri dell’Eurozona, l’implementazione del Fondo europeo di stabilità finanziaria varato per fare fronte alla crisi greca, l’eventuale emissione di Union Bonds per sostenere investimenti infrastrutturali, hanno senso solo se si accompagnano alla formazione di un governo europeo dell’economia responsabile di fronte al Parlamento europeo, risultando altrimenti elementi di inasprimento della polemica politica tra gli stati membri e fonte di rivendicazioni di tipo neonazionalista.

Su questi presupposti, cosciente che oggi più che mai la costruzione lenta e costante dell’Unione europea si trova di fronte al bivio tra l’approfondimento e l’evoluzione in senso federalista e il ripiegamento in forme di cooperazione intergovernativa a carattere escludente, il MFE ribadisce che solo con la nascita della Federazione europea gli europei potranno tornare a guardare al loro futuro con fiducia, dando un senso all’interdipendenza che li lega e che lega il continente, ormai indissolubilmente, con il resto del mondo. Le conquiste sociali, il nostro sistema di vita, i diritti civili e politici consegnatici in dote dall’evoluzione storica del continente non possono sopravvivere nell’attuale situazione di ambiguità istituzionale, con il condominio esistente tra Unione e governi nazionali che mascheriamo con l’espressione di “sussidiarietà”.

Il MFE riafferma perciò la volontà di sviluppare la campagna per la Federazione europea, e impegna i suoi organi e le sezioni

  • a favorire quelle concrete iniziative del Parlamento europeo, della Commissione o dello stesso Consiglio europeo che consentano effettivi avanzamenti del processo di unificazione federale dell’Europa;
  • a organizzare e sostenere la “rete sopranazionale” già ricordata, intorno a un Programma di governo per l’Europa, cercando collaborazione con tutti quei soggetti che risultino sensibili al richiamo di un’azione progressista e non conservatrice.
  • ad adoperarsi perché il prossimo Congresso dell’UEF adotti, pur tenendo conto della specificità delle proprie organizzazioni nazionali, una campagna per la Federazione europea, che sia in grado di mobilitare un ampio schieramento di forze politiche, sociali, economiche e culturali, anche al fine di attivare l’Iniziativa dei cittadini europei, prevista dal Trattato di Lisbona, con la quale un milione di cittadini può chiedere alla Commissione di proporre un atto legislativo dell’UE;
  • ad assicurare il proprio sostegno a tutte quelle iniziative promosse dal WFM ed ispirate alla strategia del gradualismo costituzionale che possono prefigurare le prime istituzioni della Federazione mondiale, (quali per esempio la ratifica universale dello Statuto del Tribunale penale internazionale e la creazione di una Assemblea parlamentare dell’ONU, oltre che a campagne che contribuiscano a promuovere il disarmo, a combattere i cambiamenti climatici e ad attuare la riforma del sistema monetario internazionale);
  • a continuare sulla strada già intrapresa di una leadership collettiva e di una direzione collegiale del movimento, valorizzando tutte le anime che esprimono la storia del MFE, a partire dalle radici impostate da Spinelli e Rossi alle successive interpretazioni date da Mario Albertini.

Presentazione della graphic novel “La nebbia e il granito” edizione 001 (Caci – Gambotto – Surroz) a Bruxelles (mercoledì 9 febbraio 2011, La Piola Libri)

di Manuela La Gamma

Come ho tentato di diventare Altiero Spinelli

Uno Spinelli inedito è quello illustrato nelle vignette de La nebbia e il granito, graphic novel che nasce con l’intento divulgativo e didattico di far conoscere la prima parte della vita di Altiero Spinelli anche ai più giovani.

La bellissima immagine ripresa dal titolo è tratta dagli scritti spinelliani afferenti la sua adesione al comunismo, avvenuta attraverso la costruzione di quella che lui stesso definisce una cattedrale di nebbia e granito, in cui gli strati di granito – le nozioni studiate e assimilate – si alternano agli strati di nebbia, quelli delle verità quasi dogmatiche, dove la convinzione si fonde quasi con la fede.

Il leit-motiv della graphic novel è l’oblio, che pervade i colori del fumetto dall’inizio alla fine, dai ricordi d’infanzia che paiono più sfumati e assumono contorni e tinte di nebbia fino ad arrivare ai ricordi più recenti, prendendo forma nella figura di uno Spinelli maturo che alla fine del romanzo sfoglia un album di fotografie e ricorda.

Nel corso della presentazione, organizzata da l’Union des Fédéralistes Européens in collaborazione con l’Istituto Altiero Spinelli di Torino, sono intervenuti gli autori, Davide Caci e Fulvio Gambotto, e Pier Virgilio Dastoli, ex assistente parlamentare di Altiero Spinelli.

DOCUMENTI CONGRESSUALI

OdG “Noi popolo europeo. Con il Parlamento europeo. Verso gli Stati Uniti d’Europaadottato congiuntamente con l’Assemblea pre congressuale del MFE Genova

 

 

Noi Popolo europeo

Con il Parlamento europeo

Verso la Federazione europea

Con il Parlamento europeo per gli Stati Uniti d’Europa

Il XXV Congresso del Movimento Federalista Europeo sottolinea il bivio di fronte al quale si trovano i cittadini europei: da un lato, la chiusura identitaria e nazionalista che porta alla inevitabile decadenza della civiltà europea; dall’altro, l’apertura cosmopolita e federalista che conduce al progetto dell’Europa ‘libera e unita’ indicata settant’anni fa nel Manifesto di Ventotene.

Nonostante la crisi economica, sociale e ambientale i governi europei si illudono di mantenere il controllo delle politiche economiche, fiscali e di bilancio a livello nazionale e dimostrano una mancanza di volontà politica di proseguire sulla strada della creazione di un governo federale europeo. Rappresentano, in ultima istanza, l’ostacolo al completamento del processo di unificazione politica dell’Europa.

Per superare il freno rappresentato dall’azione dei governi, a partire dal direttorio tedesco-francese, è fondamentale il ruolo del Parlamento europeo, unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, per avviare l’iniziativa costituente sulla base di un progetto di riforma del Trattato di Lisbona che preveda fra l’altro l’abolizione generalizzata dell’unanimità nel Consiglio, la trasformazione della Commissione in un vero governo responsabile di fronte al Parlamento Europeo, l’istituzione di una fiscalità europea, forze di sicurezza europee e la ratifica a maggioranza delle modifiche ai trattati.

L’obiettivo di breve termine deve essere quello della trasformazione della attuale ‘governance‘ economica, incardinata nel Consiglio, in un “governo economico europeo” incardinato nella Commissione, responsabile di fronte al Parlamento, facendo perno sull’avanguardia di stati già riconosciuta dal Trattato di Lisbona, il cosidetto Eurogruppo. Ciò consentirà di aprire, in vista delle elezioni del 2014, una battaglia per la nascita di un vero governo politico dell’Unione, che nasca dal voto dei cittadini europei, e che risponda al Parlamento.

Inoltre, senza la partecipazione attiva del popolo europeo alla costruzione di uno spazio pubblico di dimensioni continentali non si potranno vincere le resistenze per giungere ad una Unione federale europea. In questo spirito si colloca la richiesta dei federalisti europei di sottoporre la futura costituzione federale ad un referendum europeo confermativo.

Compito prioritario del Movimento Federalista Europeo è la costruzione di una “rete sopranazionale” per gli Stati Uniti d’Europa costituita dalla diverse espressioni del popolo europeo che condividono l’obiettivo della Campagna per la Federazione europea.

La mobilitazione del popolo europeo e la costruzione della rete sopranazionale può avvenire attorno ad un “programma di governo per l’Europa, programma che affronti i temi urgenti del debito, dello sviluppo compatibile e della crisi sociale ed occupazionale.

Per invertire la tendenza di un crescente euroscetticismo e di un risorgente nazionalismo occorre infine far leva sulla forza trainante costituita dal conferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea di un valore giuridicamente vincolante. L’attuazione piena dei diritti della Carta può divenire il motore della mobilitazione per una piena ed autentica cittadinanza europea.

A tal fine è necessario rilanciare la prospettiva di trattamenti sociali minimi comuni ed omogenei nell’intera Unione, quali il reddito minimo garantito e la cittadinanza europea di residenza, capaci di evitare alla radice il pericolo di dumping sociale tra stati, per dare sostanza ed effettività alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Tale Campagna per la Federazione europea troverà nelle ‘Convenzioni dei cittadini europei’ lo strumento più idoneo per attivare una nuova ampia alleanza delle forze democratiche, sociali e sindacali della società civile (il cosiddetto ‘movimento dal basso’) e dei partiti europei e per facilitare la creazione di coalizioni costituenti ai fini della ‘Iniziativa dei Cittadini Europei’ la cui presentazione potrà avvenire a partire dal 25 marzo 2012.

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento federalista europeo saluta con soddisfazione la decisione di un grande quotidiano come il ”Corriere della Sera” di inserire il Manifesto di Ventotene tra i ”Classici del Pensiero libero”.

Era il 1941 quando uno sparuto gruppo di confinati antifascisti decise di scrivere il documento Per un’Europa libera e unita. Progetto d’un manifesto. Quel documento e’ diventato il testo forse piu’ simbolico, profetico e innovativo della Resistenza italiana ed europea. Oggi lo conosciamo come Manifesto di Ventotene.

I due autori , Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, provenivano da storie ed esperienze diverse. Giovane comunista Altiero Spinelli, che nei dieci anni di carcere aveva maturato la decisione di allontanarsi dal partito comunista, dal quale fu espulso nel 1938. Un simbolo per l’antifascismo democratico Ernesto Rossi, figlio spirituale di Gaetano Salvemini, allievo di Luigi Einaudi, fondatore con Riccardo Bauer e Ferruccio Parri della colonna italiana di ”Giustizia e Liberta”’. I due, insieme con Eugenio Colorni che scrisse poi la Prefazione del Manifesto, scelsero la strada difficile dell’anticonformismo intellettuale, cominciando a riflettere sulla situazione internazionale, sulle caratteristiche del totalitarismo, sulla storia europea in un periodo in cui il nazifascismo sembrava stesse vincendo la guerra.

Essi abbandonano il sistema tolemaico degli stati nazionali sovrani. Invece di accettare come normale cio’ che la storia d’Europa offriva quale forma ‘naturale’ di organizzazione delle nazioni europee, scelgono la via copernicana: osservare il sistema dall’esterno, trovarlo limitato, proporre una soluzione diversa. Per i federalisti di Ventotene, lo stato nazionale sovrano e’ giunto a una svolta tragica: ha fallito il suo compito storico di tutelare e proteggere la vita dei suoi cittadini, si e’ trasformato in un moloch avido di conquiste e sterile politicamente e idealmente. L’unico modo per conservare la civilta’ europea, che pure si e’ sviluppata grazie allo stato nazionale, e’ che lo stato ceda una parte della sua sovranita’, quella relativa alla difesa, alle relazioni esterne, alla politica economica e alla moneta, e accetti di diventare parte di una federazione continentale.

Quell’idea, accolta con diffidenza e scetticismo da quasi tutte le forze antifasciste (fecero eccezione il Partito d’Azione e alcuni settori della nascente Democrazia Cristiana) ha continuato per tutti gli anni del secondo dopoguerra ad animare il dibattito culturale e politico, non solo italiano.

E’ grazie ai federalisti se l’Italia ha saputo giocare nel corso degli anni Cinquanta un ruolo di guida e di proposta in seno al gruppo dei Sei Paesi fondatori; e’ ancora grazie a Spinelli ed ai federalisti se il dibattito sulla riforma delle istituzioni comunitarie avviato dal Parlamento europeo nel corso degli anni Ottanta si e’ incentrato su parole d’ordine federaliste e su concetti, come la sussidiarieta’, che assumono un significato nuovo quando interpretati alla luce del federalismo europeo.

Il Manifesto di Ventotene puo’ essere interpretato e inteso come un libro dei sogni, ma certo molte delle sue intuizioni oggi sono diventate un’opzione nello sviluppo dell’Unione europea.
Il Manifesto ha 70 anni, ma non ha perso nulla della sua attualita’ e del suo peso come ideale promemoria per l’Europa del terzo millennio, perche’ – come amava dire Spinelli – ”la forza dell’idea europea sta nella capacita’ di risorgere dalle sue ceneri”.

Lo dimostra anche la recente nascita di un ”Gruppo Spinelli” ad opera di alcuni leader del Parlamento europeo come Daniel Cohn Bendit e Guy Verhofstadt e di altre importanti personalita’ come Ulrich Beck ed Amartya Sen.

A cura dell’Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo

0039.347.0359693

ufficiostampa@mfe.it

Riportiamo di seguito la mozione di politica generale presentata dal Segretario e dal Presidente

Il XXV Congresso del Movimento Federalista Europeo, riunito a Gorizia l’11 – 12 – 13 marzo 2011,

ricorda

– che settant’anni fa a Ventotene fu redatto il Manifesto per un’Europa libera e unita, in cui si affermava che la linea di divisione tra conservazione e progresso passa tra nazionalismo e federalismo;

– che il Movimento federalista europeo fu fondato per affermare la priorità dell’obiettivo federalista in Europa e nel mondo;

– che l’obiettivo indicato nel Manifesto di Ventotene resta tuttora attuale e continua a ispirare l’azione del MFE.

Riafferma

  • che la causa principale dei mali di cui soffre il mondo sta nel fatto che la fine dell’ordine mondiale monopolare e del disegno egemonico degli Stati Uniti non è stata accompagnata dalla formazione di un nuovo ordine mondiale;
  • che la crisi finanziaria, economica, ambientale, energetica, alimentare, la proliferazione nucleare, il terrorismo e la criminalità internazionali sono problemi che non riescono ad essere affrontati alla radice, perché le organizzazioni internazionali, in primo luogo l’ONU, sono prive di un potere proprio e quindi sono paralizzate dal principio nefasto della sovranità nazionale assoluta;
  • che, a causa della contraddizione tra un mercato e una società civile che si stanno globalizzando e la politica che resta prigioniera degli schemi nazionali, le decisioni dalle quali dipende il destino dei popoli tendono a spostarsi fuori dalle istituzioni rappresentative verso attori non statali privati; ne consegue che bisogna globalizzare la democrazia prima che la globalizzazione distrugga la democrazia.
  • che anche l’UE, che pure si è spinta più avanti rispetto alle altre organizzazioni internazionali sulla via del superamento della sovranità nazionale e dell’affermazione della democrazia internazionale, non riesce a dare risposte efficaci e credibili ai maggiori problemi del nostro tempo, perché, malgrado la moneta unica, non dispone dei mezzi né per governare l’economia europea, né per parlare con una sola voce nel mondo e soprattutto per il fatto che, malgrado abbia un Parlamento eletto direttamente, i cittadini non hanno il potere di scegliere chi li governa a livello europeo;
  • che l’accentramento del potere negli Stati nazionali, che impedisce ai governi di fare fronte ai grandi problemi dai quali dipende il nostro avvenire, impedisce anche l’autogoverno regionale e locale e la trasformazione in senso federale degli Stati nazionali.

Constata

  • che in questa situazione di potere, finora subita passivamente dalle élite politiche e culturali del mondo, le energie sociali che si formano a tutti i livelli diversi da quello nazionale, prive del riferimento ad altri livelli di governo democratici e indipendenti – sul piano locale, europeo e mondiale -, non possono né manifestarsi con successo né ambire a controllare il processo storico-sociale in corso per contribuire a risolvere i grandi problemi del nostro tempo e le sfide poste dalla globalizzazione;
  • che a causa dell’impotenza dei governi e delle classi dirigenti di fronte alle sfide globali stanno prendendo il sopravvento tendenze negative, se non addirittura distruttive, nella selezione della classe politica, nella partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e nelle aspettative, specialmente nel mondo giovanile, circa il proprio futuro e il proprio lavoro;
  • che in questo quadro i governi nazionali europei, impotenti di fronte alla gravità dei problemi di dimensione europea e mondiale, non sono in grado né di assicurare l’affermazione di un nuovo modello di sviluppo, né di offrire un valido contributo per promuovere una riforma dell’ordine politico e finanziario internazionale, né di condurre politiche innovative nel campo della sicurezza militare ed ambientale. Ostinandosi a mantenere nelle loro mani il potere di decidere in settori cruciali, anche se non possono più esercitarlo in modo autonomo, essi lasciano di fatto i loro cittadini in balia delle forze non governate della globalizzazione e delle decisioni dei vecchi e nuovi poli del potere in campo economico, energetico, tecnologico e militare. Vecchi e nuovi poli che – a meno che non mutino gli equilibri di potere in modo che possano maturare le condizioni per governare il mondo in modo più giusto, democratico, pacifico ed ecologicamente sostenibile – saranno inevitabilmente indotti a cercare di conservare ed accrescere la propria condizione di superiorità economico-finanziaria, tecnologica e militare.

Ribadisce

  • che la Federazione europea cambierebbe le prospettive: a) sullo scenario internazionale, in quanto essa disporrebbe di un potere contrattuale sufficiente e credibile – sia sul terreno economico, monetario, energetico e ambientale sia su quello della sicurezza – per inserirsi nel dialogo sulla riforma dell’ordine economico e monetario e sul disarmo; b) su quello europeo in quanto aprirebbe una nuova era di sviluppo politico nella vita di tutti gli europei;
  • che, proprio in quanto scopo ultimo della lotta federalista resta la Federazione mondiale, il federalismo non potrà dirsi davvero realizzato finché le istituzioni federali non si saranno estese a tutte le regioni del mondo e al mondo intero.

In questa ottica, considerando la sfida che maggiormente incombe oggi sull’Europa, cioè la crisi economica e finanziaria, dal cui esito dipende in gran parte il futuro degli europei, il Congresso del MFE rileva

  • che oggi l’UE rischia di essere travolta dalla crisi del debito sovrano degli Stati che minaccia la sopravvivenza dell’euro e quindi dello stesso mercato unico;
  • che la radice dell’attuale debolezza europea deriva dal fatto di aver creato una moneta senza Stato e di aver dato vita ad un mercato senza governo;
  • che le istituzioni europee, create dopo la fine della seconda guerra mondiale all’ombra dell’egemonia americana, nel nuovo quadro mondiale oggi in formazione risultano inadeguate e insostenibili a causa della loro subordinazione agli Stati nazionali, del deficit democratico che le indebolisce e della loro irrilevanza sul piano internazionale;

sottolinea la contraddittoria azione dei governi

  • che da un lato sono costretti ad intervenire per sostenere i paesi in difficoltà per salvare l’euro, mentre dall’altro cercano di mantenere il controllo delle politiche economiche, fiscali e di bilancio a livello nazionale, limitandosi a rafforzare regole che tutti si sono finora dimostrati incapaci di rispettare e di far rispettare.

Constata

  • che questo atteggiamento dimostra una preoccupante mancanza di volontà politica da parte dei paesi membri dell’Unione europea, e in particolare di quelli dell’Eurozona, di proseguire sulla strada della creazione di un potere europeo sovranazionale;
  • che l’alternativa tra Federazione europea e caos non può essere ignorata, come ormai testimoniano i sempre più frequenti richiami di commentatori e politici alla necessità di un soprassalto politico, alla creazione degli Stati Uniti d’Europa, all’unione fiscale federale e così via.

Pertanto il MFE ribadisce il proprio sostegno a tutte quelle iniziative che sono rivolte ad accrescere la solidarietà tra i paesi membri, a rafforzare il quadro di integrazione a livello europeo e a impedirne la disgregazione, a decidere con il voto non solo i rappresentanti nel Parlamento europeo, ma anche i responsabili del governo dell’Unione europea, a partire dall’elezione del Presidente della Commissione, quali

  • sul terreno economico e finanziario:

a) l’evoluzione del patto di stabilità nella direzione di un coordinamento vincolante delle politiche di bilancio degli Stati membri dell’Eurozona, intesa come sviluppo dell’iniziativa in corso del “semestre europeo di bilancio”;

b) il rafforzamento del “Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria”, varato dai paesi dell’euro nel momento più acuto della crisi greca, e la sua evoluzione in un’Agenzia federale del debito, per assicurare il rigore nella gestione delle finanze pubbliche e per consentire agli Stati indebitati di ottenere prestiti a tassi inferiori a quelli di mercato;

c) l’emissione di Union Bonds per finanziare infrastrutture ed altri investimenti di interesse comune europeo e che potrebbero essere garantiti istituendo risorse proprie dell’Unione ed in particolare la carbon tax per finanziare la ricerca e la riconversione ecologica dell’economia europea;

d) l’apertura di un dibattito sulla natura e la consistenza del bilancio dell’UE, promuovendo un’Assise dei rappresentanti dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo;

e) il rafforzamento e l’ampliamento dei compiti delle istituzioni dell’Eurogruppo;

f) la rappresentanza unica europea in seno al FMI per consentire ai paesi dell’Eurogruppo di partecipare alla riforma del sistema monetario internazionale e per promuovere il passaggio da un sistema dominato dal dollaro a un sistema multilaterale fondato su un paniere di monete – che includa anche le monete dei principali paesi emergenti –, inteso come tappa verso una moneta di riserva mondiale;

  • sul terreno della politica estera e della sicurezza:
  1. le iniziative di cooperazione strutturata a partire da Francia e Germania ;
  2. la rappresentanza unica europea in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU;
  • sul terreno istituzionale
  1. la maturazione della volontà politica in un primo nucleo di paesi (innanzitutto Francia, Germania e Italia) di promuovere un salto verso l’unità politica federale;

un’iniziativa rivolta ai parlamentari europei e nazionali (a partire da quelli appartenenti ai paesi dell’Eurogruppo) per porre al centro della loro agenda politica il problema dell’unione politica europea.

Ribadisce

  • che solo con la nascita della Federazione europea, gli europei potranno tornare a progettare il proprio futuro, perseguendo un nuovo modello di sviluppo ecologico e sostenibile, difendendo e aggiornando le conquiste dello stato sociale, tutelando i diritti civili, sociali e politici di ciascun individuo, contribuendo alla nascita di un ordine mondiale cooperativo, sostenendo la pace e il processo di disarmo, rafforzando le istituzioni internazionali e indicando la via per la pace mondiale;
  • che, per giungere alla formazione della Federazione europea, occorre attivare una procedura costituente pienamente democratica, alla quale siano associati i cittadini, a partire da un’avanguardia di Stati;
  • che l’obiettivo deve pertanto essere quello della convocazione di una Convenzione costituente investita del mandato di elaborare la costituzione federale; questa assise dovrà associare gli organi parlamentari e di governo dei paesi decisi ad unirsi nella Federazione insieme a rappresentanti della Commissione europea e del Parlamento europeo;
  • che questa Convenzione, diversamente da quanto previsto dal Trattato di Lisbona, che pure indica un progresso verso il superamento del metodo delle conferenze intergovernative e del monopolio dei governi sul potere di revisione dei Trattati, dovrà avere le seguenti caratteristiche:

a) il veto di uno o più Stati non potrà impedire che la Convenzione possa riunirsi e prendere le proprie decisioni

  • b) per quanto riguarda il metodo di decisione in seno a questa assemblea, si dovrà passare dal principio del consensus a quello della doppia maggioranza dei parlamentari e dei governi;
  • c) per quanto riguarda la ratifica, nei paesi che hanno dato vita ai lavori dell’organo costituente, del testo costituzionale da esso elaborato, si dovrà passare dal principio dell’unanimità a quello della maggioranza qualificata dei cittadini e degli Stati, sulla base di un referendum popolare da tenersi simultaneamente in tutti i paesi coinvolti, in modo che la costituzione federale entri in vigore negli Stati che l’hanno ratificata.

Riafferma perciò la volontà di sviluppare la campagna per la Federazione europea, e impegna i suoi organi e le sezioni

  • a promuovere tutte quelle iniziative utili a sostenere il progetto della Federazione europea e dell’iniziativa di un’avanguardia di Stati in tal senso, cui l’Italia dovrebbe partecipare attivamente;
  • a favorire le iniziative del Parlamento europeo, della Commissione o dello stesso Consiglio europeo che consentano avanzamenti del processo di unificazione federale dell’Europa;
  • ad articolare tale campagna nei confronti dell’opinione pubblica, della società civile nelle sue diverse forme organizzate, della classe politica a tutti i livelli, delle istituzioni locali, nazionali ed europee, cercando in primo luogo di stimolare la collaborazione con quelle formazioni (come per esempio il Gruppo Spinelli e l’Intergruppo federalista), dove più forte appare la coscienza della necessità di un’Europa politica;
  • a promuovere la mobilitazione dei cittadini, dei partiti e dei movimenti della società civile, sulla base di un appello rivolto al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio europeo, cominciando dal livello locale con la realizzazione del progetto “Cento Città per la Federazione europea”, per convogliare in un unico contesto le diverse iniziative adottate e far sì che le azioni locali possano diventare cumulabili tra loro, riconoscibili all’esterno, proponibili anche fuori dall’Italia, utili per costituire delle reti di contatti – incluse quelle personalità della politica e della cultura, che sempre più di frequente adottano il linguaggio federalista – e per suscitare nuove energie da impegnare in ulteriori azioni di coinvolgimento dell’opinione pubblica su scala più ampia, a partire da una “Convenzione nazionale per la Federazione europea” da tenersi entro il 2012;
  • a privilegiare nell’organizzazione di eventi locali e regionali la formula della “Convenzione dei cittadini” con l’obiettivo di suscitare un grande movimento popolare, coagulando consenso attorno alla battaglia per la Federazione europea;
  • ad adoperarsi perché il prossimo Congresso dell’UEF adotti, pur tenendo conto della specificità delle proprie organizzazioni nazionali, una campagna per la Federazione europea, che sia in grado di mobilitare un ampio schieramento di forze politiche, sociali, economiche e culturali, anche al fine di attivare l’Iniziativa dei cittadini europei, prevista dal Trattato di Lisbona, con la quale un milione di cittadini può chiedere alla Commissione di proporre un atto legislativo dell’UE;
  • a costruire, a questo fine, una rete sovranazionale costituita dalle diverse espressioni del popolo europeo che condividono l’obiettivo della Federazione europea – o che comunque vogliono promuovere progressi in questa direzione – quali coalizioni, alleanze, think tanks, associazioni e movimenti transnazionali portatori di istanze che non possono essere soddisfatte a livello nazionale, ma necessitano dell’intervento di un governo democratico dell’Unione;
  • ad assicurare il proprio sostegno a tutte quelle iniziative promosse dal WFM ed ispirate alla strategia del gradualismo costituzionale che possono prefigurare le prime istituzioni della Federazione mondiale, (quali per esempio la ratifica universale dello Statuto del Tribunale penale internazionale e la creazione di una Assemblea parlamentare dell’ONU, oltre che a campagne che contribuiscano a promuovere il disarmo, a combattere i cambiamenti climatici e ad attuare la riforma del sistema monetario internazionale);
  • a continuare sulla strada già intrapresa di una leadership collettiva e di una direzione collegiale, condizioni indispensabili per valorizzare tutte le energie e per assicurare il passaggio del testimone alle nuove generazioni di federalisti.

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