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Lo scorso lunedi 18 dicembre il MFE di Roma ha organizzato un incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche sulle tematiche europee presso il CIFE. Hanno partecipato Federica MOGHERINI, responsabile delle questioni internazionali per il Partito Democratico, Alberto PERA per Fermare il Declino, Rossella MUSTO per Monti per l’Italia e Claudio GIARDULLO per Rivoluzione Civile (Lista Ingroia).

 

Paolo ACUNZO, segretario del MFE, ricorda che solo una settimana prima, sempre presso la sede del CIFE, si è tenuta la conferenza-stampa per la presentazione del Comitato italiano per l’ICE, l’Iniziativa dei Cittadini Europei, cioè una sorta di legge popolare europea previsto dal Trattato di Lisbona.

 

Federico CASTIGLIONI della GFE ha letto le righe dedicate all’Europa dai programmi del PDL e di Fratelli d’Italia, che non hanno ritenuto di accogliere il nostro invito, come d’altronde fatto anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle.

 

In ordine alfabetico, esordisce GIARDULLO, dirigente di polizia, candidato anche a Napoli, città che ha problemi talmente gravi da far sembrare molto lontana l’Europa, che appare troppo tecnocratica e con poco coraggio politico. GIARDULLO sottolinea che questa è un’Europa per ricchi, in quanto dominata dalle banche, di cui contesta la separazione tra banche d’affari e d’investimento. Critica il prestito agevolato di 500 miliardi di euro concesso al 1%, che le banche hanno restituito nella prima tranche di 137 miliardi, ma nella seconda di soli tre. Sostiene che l’Europa si è dimostrata troppo attenta al rigore e poco attenta al welfare e che per una maggiore democratizzazione bisogna superare il modello intergovernativo.

 

MOGHERINI ricorda che è iscritta al MFE Roma ma cresciuta politicamente all’interno del PSE, del quale ammette i limiti ma ne sottolinea anche l’autenticità dello spirito europeista. Ritiene che sia lì che si giochi il futuro dei partiti nazionali e sostiene che l’interesse nazionale coincide ormai con l’integrazione europea ed esprime un giudizio negativo sulla diminuzione degli stanziamenti infrastrutturali e nella formazione previsti dal bilancio di previsione da poco approvato. La crisi attuale è in parte una profezia autoavverantesi: per decenni le destre hanno lavorato contro l’Europa e ora la criticano per le sue insufficienze. Per la prima volta ora è proprio il resto del mondo, preoccupato dalla nostra crisi, a chiederci una maggiore integrazione. Da questo punto di vista, basterebbe utilizzare tutti gli spazi che il Trattato di Lisbona ci offre. L’elezione diretta del presidente della Commissione rientra in queste possibilità, così come l’imposta sulle transazioni finanziarie. E’ poi evidente la stasi del processo di allargamento a Est e a Sud.

 

MUSTO, funzionaria del MIUR, dal 1994 si occupa di formazione del cittadino europeo nel mondo della scuola e dell’università. Sottolinea che gli investimenti della UE sulla formazione sono stati poco attenti alla qualità e alla dispersione scolastica, ma l’ultimo governo Berlusconi è stato il peggiore per i tagli all’istruzione per la formazione dei docenti . Ricorda che il MIUR ha creato Eurydice, un network che fornisce informazioni e analisi sui sistemi e le politiche educative su 36 paesi d’Europa.

 

PERA ammette che nel programma della sua lista non c’è molto sull’Europa perché si sono privilegiati gli interventi di modernizzazione dell’economia italiana, ma riconosce il ruolo molto importante giocato dalla UE e ricorda che paesi come Germania e la stessa Polonia hanno fatto le riforme che noi stiamo affrontando ora già dieci anni fa.

 

A questi interventi introduttivi è seguita la partecipazione dei presenti con osservazioni e domande. Vi sono stati una dozzina di interventi dal pubblico, tra i quali:

Luigi TANGREDI del PSI ricorda che nel Lazio la sua lista si presenta fuori da coalizioni e critica il Fiscal Compact per i forti vincoli che impone e i tagli alla scuola del governo Monti. La UE deve scegliere tra Berlino o Parigi. Marco MARAZZI, Segretario generale Partito Federalista Europeo, paventa la possibilità di una maggioranza di destra o di estrema sinistra al Parlamento Europeo, mentre Gabriella TOMA pone il problema del fallimento delle politiche tedesche di austerità neoliberista e del neokeynesismo di Krugman.

 

Alcide Scarabino

Vice Seg. MFE Roma

La campagna elettorale, che ormai sta entrando nella sua decisiva ultima settimana, ha visto i principali candidati rincorrersi in strabilianti proclami e nell’attribuzione reciproca delle responsabilità dei numerosi scandali che si sono susseguiti. Ciò ha portato ad un generale disinteresse dell’opinione pubblica, stanca di vecchie litanie che si speravano ormai sorpassate e soprattutto delusa dell’assenza di proposte che potessero cambiare il futuro del paese e pertanto dei suoi cittadini.

Nel frattempo con i deludenti risultati del Consiglio europeo sul bilancio UE si è avuta la dimostrazione plastica che le sorti dell’Italia, e non solo, della sua uscita dalla crisi e in generale della ripresa della crescita e dell’occupazione in realtà, benché non fossero affrontati nella campagna elettorale in corso, venissero decisi da pochi “regnanti” riuniti in alcune grigie stanze di Bruxelles, senza che i cittadini apparentemente possano dire la propria, a meno che non prendano coscienza del potente mezzo che hanno a loro disposizione: il voto.

Il Movimento Federalista Europeo (MFE), consapevole di ciò da ormai 70 anni, ha approvato un proprio manifesto elettorale, benché non si presenti alle elezioni, una lettera d’impegno e promosso incontri pubblici con i candidati un po in tutta Italia (vedi www.mfe.it).

Anche la Sezione “Altiero Spinelli” del MFE ha promosso un analogo incontro che si terrà Lunedì 18 febbraio alle ore 18 a Roma presso il CIFE in Salita de Crescenzi 26 in zona Pantheon (vedi www.mferoma.eu).

L’intento dell’incontro è chiaro sin dal suo titolo. “Per un’Italia europea, vota chi s’impegna per gli Stati Uniti d’Europa” e coinvolgerà candidati di tutti gli schieramenti, a partire dalla partecipazione di tre candidate quali l’On. Federica Mogherini, responsabile per la Globalizzazione del PD, Marta Grande, seconda in lista alla camera per il Movimento 5 Stelle, o Rossella Musto, esperta di politiche comunitarie candidata per la Lista Monti.

Ciascun intervento sarà aperto dalle proposte sull’Europa estratte dal programma elettorale di ogni coalizione, in modo da potersi rendere conto immediatamente di quale rilevanza al tema venga riservata da ciascuna forza politica. Infatti ormai se è vero che le principali “policies” vengono definite in ambito comunitario, la “Politics” rimane ancorata ad una dimensione nazionale, che non è piu in grado da sola di prendere le decisioni che contano.

Il dibattito farà emergere se è vero, come alcuni osservatori sostengono, che in Italia è in corso uno scontro tra due visioni diverse per uscire dalla crisi, che nel continente è caratterizzata dalla dialettica Merkel-Hollande. Farà capire come potrebbe cambiare il ruolo del nostro paese nel contesto internazionale a seconda di chi vince e che queste elezioni saranno importanti anche per il futuro dell’UE, perché non è indifferente sapere chi sarà il “regnante” italiano che si siederà al prossimo Consiglio europeo, almeno fino a quando non si costruirà finalmente una piena democrazia federale in Europa. In definitiva l’incontro vuole essere un modesto contributo nel tentativo di costruire in modo partecipato un’Italia europea.

Paolo Acunzo

ndr: Articolo preparato per “EurActiv”. Di seguito il link dell’evento e in allegato la locandina. Vi aspettiamo !!!!

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2777052217932.137772.1006910923&type=1#!/events/202489406562525/

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