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COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

12-03-2012

Martedì 13 Marzo dalle ore 14 il Movimento Federalista Europeo promuove un Presidio in occasione del vertice Monti-Merkel a Piazza Montecitorio dal titolo “Per un’Italia europea. Per un’Europa federale”. Tra le prime adesioni si segnalano quelle del vice presidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella, del presidente dell’intergruppo federalista alla Camera Sandro Gozi, del responsabile esteri del Partito democratico Lapo Pistelli, e del già euro-deputato Roberto Musacchio (Sel).

“Sono invitati a intervenire in Piazza – afferma il vice segretario del Movimento Federalista Europeo Paolo Acunzo – tutti quei movimenti, esponenti politici e sindacali o semplici cittadini che vogliono contribuire alla costruzione di un’altra Europa. Un’Europa democratica, sociale, solidale e federale. In definitiva tutti coloro che vorranno contribuire alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa”.

“L’incontro Monti-Merkel – continua Paolo Acunzo – cade in un momento storico per il nostro paese e per tutta l’Europa. Sarà possibile uscire dalla crisi solo se ci saranno scelte politiche ambiziose e lungimiranti. Solo dotandosi di un governo europeo dell’economia si potrà ridare slancio all’Euro e adottare quelle misure comuni di cui abbiamo urgente bisogno, come i project bonds per gli investimenti o forme di tobin tax che permettano l’istaurazione di un fondo europeo per lo sviluppo sostenibile. Solo con la costruzione degli Stati Uniti d’Europa – conclude Paolo Acunzo – sarà finalmente possibile ridare voce ai cittadini e costruire una compiuta democrazia europea”.

Il Movimento Federalista Europeo invita i rappresentanti dei governi italiano e tedesco a promuovere il rilancio della costruzione federale dell’Europa a partire dalla soluzione dei problemi posti dalla crisi economica e finanziaria.

COMUNICATO STAMPA MFE ROMA

 12-03-2012
Il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella e l’associazione Prima Persona, presieduta dallo stesso parlamentare europeo, hanno aderito al presidio promosso dal Movimento federalista europeo per domani 13 marzo alle ore 14 a Piazza Montecitorio, in contemporanea con l’incontro del presidente del Consiglio Mario Monti con la cancelliera tedesca Angela Merkel. La mobilitazione raccoglie l’appello lanciato dall’Unione dei federalisti europei il 13 novembre scorso secondo il quale senza un grande progetto europeo per far ripartire su scala continentale lo sviluppo e la crescita, i sacrifici a livello nazionale necessari per far fronte alla crisi del debito saranno vani e non riusciranno a far riguadagnare lo spazio economico e sociale perduto, lasciando l’Europa in bilico. Né è possibile continuare ad eludere il nodo della legittimità democratica e perpetuare una situazione in cui alcuni governi e parlamenti nazionali condizionano le scelte che investono l’intera Unione europea. E’ urgente una nuova iniziativa politica dei paesi dell’eurogruppo per porre le basi per la realizzazione di una Federazione europea attraverso un metodo democratico costituente. E’ necessario impegnarsi immediatamente per promuovere tutte le forme di mobilitazione dell’opinione pubblica a favore di un ‘’European New Deal’’ e a sostegno di reali trasferimenti di potere dal livello nazionale a quello europeo nei campi della fiscalità, del bilancio, della politica economica e della politica estera e di sicurezza, già a partire dallo sfruttamento della ‘’Iniziativa dei cittadini europei’’ prevista dagli attuali Trattati.

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

Martedì 13 Marzo dalle ore 14 il Movimento Federalista Europeo promuove un Presidio in occasione del vertice Monti-Merkel a Piazza Montecitorio dal titolo “Per un’Italia europea. Per un’Europa federale”.

Il MFE ribadisce con questa iniziativa quanto sta già da tempo rivendicando attraverso la Campagna per la federazione europea e la proposta del lancio di un piano europeo di sviluppo sostenibile. In particolare il MFE ritiene indispensabile non solo che l’Italia e la Germania ratifichino al più presto il fiscal compact, ma anche che questi due paesi si pongano all’avanguardia del rilancio sia del progetto per realizzare la federazione europea sia di un New Deal europeo.

In questa ottica riveste una particolare importanza l’annunciato seminario di Berlino del 20 marzo prossimo sul futuro dell’Europa tra i rappresentanti dei governi di almeno nove paesi, che dovrebbe affrontare il tema del rilancio del metodo costituente per un governo democratico della fiscalità, del bilancio, della moneta e dell’economia dell’Eurozona.

Il Movimento Federalista Europeo invita i rappresentanti dei governi italiano e tedesco a promuovere il rilancio della costruzione federale dell’Europa a partire dalla soluzione dei problemi posti dalla crisi economica e finanziaria.

11-03-2012

Link all’Appello Federal Union Now

COMUNICATO DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

Sabato 14 gennaio 2012 alla Sala Capranica a Roma le forze politiche, sindacali e della società civile  si sono trovate a discutere insieme nel corso della “Convenzione sul ruolo dell’Italia per rilanciare l’obiettivo della Federazione europea” organizzata dal Movimento Federalista Europeo e dalla Gioventù Federalista Europea. Il tema della Convenzione, rilanciato con forza dal messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Presidente del MFE Lucio Levi, è stato quello della prospettiva della Federazione Europea come via d’uscita dalla crisi economica, finanziaria e sociale che attanaglia l’Italia. Sono giunti anche messaggi dal Ministro Passera, Presidente del Consiglio della regione Lazio Abbruzzese, il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, il Presidente della Provincia di Ferrara Zappaterra, il Sindaco di Milano Pisapia.

Ha introdotto e presieduto l’evento il Presidente del MFE Lucio Levi.

Tanti interventi hanno voluto ribadire la necessità di realizzare il sogno europeo, quello degli Stati Uniti d’Europa e l’urgenza di avviare il processo di creazione di un Governo economico europeo, che sia democratico e capace di affrontare in modo efficace la crisi del debito sovrano: gli europarlamentari Rinaldi (IDV), Gualtieri (PD), l’On Pistelli e molti rappresentanti degli altri partiti. I Presidenti dell’Intergruppo federalista alla Camera e al Senato, l’On. Sandro Gozi e il Senatore  Roberto Di Giovan Paolo hanno per esempio ribadito il loro sostegno alla visione politica del Movimento Federalista Europeo, alla Campagna per la Federazione europea e al progetto dell’ICE –iniziativa dei cittadini europei- su un piano di sviluppo economico europeo.

Molto significativa è stata l’adesione alla Convenzione da parte delle organizzazioni giovanili dei principali partiti italiani e delle organizzazioni federaliste europee: sono intervenuti Brando Benifei (Vice Presidente di Ecosy e Direzione nazionale dei GD), Rudi Russo e Ermanno Martignetti (Giovani dell’Italia dei Valori), Marco Furfaro (Responsabile politiche giovanili i SEL) e Thomas Tonucci (Giovani di FLI), Pauline Gessant, Presidente JEF, Federico Butti, Presidente GFE, François Xavier Hen, Vice Presidente JEF Francia, Daniel Matteo, International Officer JEF Germania. Questo ha testimoniato come il sogno europeo e la voglia di trasferire il dibattito politico a livello europeo sia vivo anche e soprattutto nei giovani.

Sono intervenuti anche Pier Virgilio Dastoli, Presidente CIME, Andrea Mone, Responsabile per l’Europa della CISL, Luca Cefisi, Responsabile politiche europee PSI, Mario Staderini, Radicali Italiani, Michele Picciano, Presidente AICCRE, Raimondo Cagiano, CIFE, Marco De Andreis, Senior policy fellow di European Council on Foreign Relations, Mario Di Napoli, Presidente AMI, Lorenzo Marsili, European Alternatives, Roberto Musacchio, Altramente, Franco Russo, Osservatorio Europa, Nicoletta Teodosi, CILAP Eapn Italia, Tomasso Dalla Vecchia, ALDA (Strasburgo), Paola Villa, in rappresentanza delle ACLI, Elettra Deiana SEL.

Il Segretario MFE, Franco Spoltore ha concluso i lavori della Convenzione dopodiché la Gioventù Federalista Europea ha voluto portare anche in piazza il suo messaggio con un volantinaggio e un flash mob d’effetto davanti a Montecitorio: al grido “Federazione europea subito” la piazzetta di Montecitorio si è colorata di palloncini e bandiere del MFE.

In un momento di gravissima crisi che porta i cittadini italiani ad essere sempre più sfiduciati nei confronti dell’Unione Europea e delle sue istituzioni, la GFE ha voluto lanciare un messaggio positivo e di speranza per il futuro: quello di intraprendere il cammino degli Stati Uniti d’Europa per ridare dignità alla democrazia e un futuro credibile ai cittadini italiani e ai cittadini europei.

Rassegna stampa su: www.mfe.it

Sabato 14 gennaio 2012 h 10.00

Sala Capranica – Piazza Capranica – Roma

(scairca il Programma)

Il tempo confermerà se il risultato del vertice svoltosi a Bruxelles l’8-9 dicembre scorsi ha  sancito effettivamente una svolta nella storia dell’Unione. Ma l’autoesclusione della Gran  Bretagna dall’accordo con cui la Germania e la Francia hanno voluto segnare l’avvio del rafforzamento dell’Unione monetaria indica che si è consumata una rottura di enorme peso  politico, e che si apre una nuova fase del processo europeo.

In questa ottica assume una particolare importanza il ruolo che il governo e le forze politiche  italiani giocheranno nelle prossime settimane e mesi, a partire dagli incontri tra i Capi di Stato e di governo di Francia, Germania e Italia, su due fronti cruciali: quello per promuovere l’alternativa  federale al metodo intergovernativo del governo dell’Europa, e per affermare il principio della legittimazione democratica delle decisioni europee; quello per superare la mancanza di un piano  di sviluppo sostenibile nelle proposte di trattato per un’unione fiscale che non è ancora definita.

In questa ottica il Movimento federalista europeo ha proposto ai rappresentanti delle principali forze politiche, sindacali, imprenditoriali e della società civile italiane una Convenzione  per la federazione europea, in questo momento così cruciale per l’avvenire dell’Italia e dell’Europa. Questo per riaffermare ed evidenziare l’impegno comune di tutte queste componenti nella battaglia per realizzare la federazione europea, un obiettivo reso ormai ineludibile dal  precipitare della crisi del debito sovrano nell’eurozona e dalle nuove sfide di rilancio dell’Europa di fronte alle quali ci troviamo.

La Convenzione si propone come un’occasione per presentare e discutere proposte, per  analizzare i rischi che tuttora incombono sul nostro futuro, nonché i possibili mezzi europei –  economici, finanziari e politici – per affrontarli e risolverli.

PROGRAMMA
Ore 10.00 Inizio dei lavori – Presiede Lucio Levi, Presidente nazionale MFE

Sono previsti interventi programmati di esponenti e rappresentanti di IDV, PD, PDL, Radicali, Partito Repubblicano; di sindacati ed organizzazioni europeiste e federaliste europee, come il Movimento europeo, la JEF-Europa, la GFE, l’AICCRE, il CIFE; della società civile, come ACLI, AMI, CAD, CILAP, European Alternatives, Farefuturo, Osservatorio Europa, Altramente. Altri interventi e contributi  da parte di partiti ed organizzazioni sono in fase di conferma.

Ore 13.00 Conclusioni di Franco Spoltore, Segretario nazionale MFE

N. B. : Per motivi logistici e di sicurezza, si prega di comunicare in anticipo la partecipazione  all’incontro alla segreteria organizzativa, via mail all’indirizzomfe@mfe.it, oppure telefonicamente  allo 0382 530045, specificando il nominativo e l’organizzazione

Comunicato stampa del Movimento federalista europeo

Prendendo spunto dalle varie scadenze europee che l’Italia e la classe politica italiana dovranno affrontare nelle prossime settimane, il Movimento federalista europeo (MFE) e la Gioventù federalista europea (GFE) organizzano una “Convenzione sul ruolo dell’Italia per rilanciare l’obiettivo della Federazione europea”, sabato mattina 14 Gennaio a Roma presso il Teatro Capranica.

Il MFE  invita alla conferenza stampa indetta per venerdì 13 gennaio dalle ore 11,30 alle 12.30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4. Durante la conferenza alla quale parteciperanno Lucio Levi, Presidente del MFE, l’On. Sandro Gozi, Presidente intergruppo parlamentare per la federazione europea e membro del Gruppo Spinelli, Paolo Acunzo, Vicesegretario del MFE e Tommaso Visone, Direzione nazionale GFE, verranno illustrate le ragioni ed i dettagli dell’iniziativa.

Durante la conferenza stampa verrà anche presentata la mobilitazione promossa dal MFE che si terrà a Roma in occasione del vertice Monti – Merkel – Sarkozy il prossimo 20 gennaio.

A cura dell’Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo
(+39)339.1400236, (+39) 347.0359693, ufficiostampa@mfe.it

Lunedì 7 novembre 2011, ore 18.00
Parlamento Europeo, Ufficio per l’Italia, Sala delle Bandiere –

via IV novembre 149 – Roma

Oltre multiculturalismo e populismo: l’Europa di domani


 
In occasione dell’uscita del volume “Il domani appartiene al noi”, Rubbettino Editore
e del numero di Semestre Europeo
 
Ne discutono

Miguel GOTORItalia Futura;
Francesco TUFARELLI – Semestre Europeo;
Paolo ACUNZOMovimento Federalista Europeo;
Sergio BIANCHI – Agenfor;
Alfredo MANTICA
Sottosegretario di Stato- Ministero degli Esteri
 
Modera
Paolo QUERCIA
 
Saranno presenti

Federico Eichberg e Angelo Mellone autori del libro

Oggi mercoledì 25 maggio a Roma

alle ore 17.00 presso la CGIL nazionale 

Corso d’italia, 25 sala Di Vittorio

European Alternatives, Movimento Federalista Europeo, ARCI, CGIL, Da Sud, Osservatorio Europa, CIME, FLARE, Assopace, Uisp

organizzano un incontro per discutere su:

UNA RINNOVATA POLITICA EUROPEA A FAVORE DELLA TRANSIZIONE DEMOCRATICA IN MAGHREB / MASHREK

Firma l’appello:

APPELLO PER UNA RINNOVATA POLITICA EUROPEA A FAVORE DELLA TRANSIZIONE DEMOCRATICA IN MAGHREB E DEI DIRTTI DEI MIGRANTI

Appello al Parlamento europeo, alla Commissione europea e al Consiglio europeo

L’Europa è di fronte ad un’occasione unica di sanare le storiche ferite che la dividono dai paesi del Maghreb, sostenendo la transizione democratica in atto. Ma assente come entità politica, in questi giorni cruciali l’Unione europea si mostra agli occhi del mondo divisa tra la diplomazia delle bombe di Sarkozy, la paranoia xenofoba del governo italiano e l’indifferenza tedesca.

Lampedusa rappresenta, prima ancora di una tragedia, l’incapacità delle classi politiche nazionali di intercettare la volontà di cambiamento dei paesi del Maghreb e di mettere in piedi una ridefinizione dei rapporti nord-sud che vada oltre la fallimentare e cinica logica dell’emergenza continua, sbandierata per meri fini elettorali.

Le politiche nazionali nei confronti del fenomeno migratorio si sono rivelate finora inadeguate dal punto di vista della sua gestione (ingressi, accoglienza, inserimento, ecc.), da quello della tutela dei diritti individuali, civili e sociali, cosi come inadeguate sono le politiche di cooperazione e l’aiuto allo sviluppo.

Come la recente querelle tra Francia e Italia sulla questione dei migranti tunisini dimostra, la mancanza di una vera politica europea sulla migrazione ha determinato, insieme ad evidenti ingiustizie e a lesioni gravi del diritto internazionale, una situazione confusa, incerta e contraddittoria incapace di garantire la tutela dei diritti umani, civili, politici, sociali ed economici dei migranti e dei richiedenti asilo.

Consapevoli che l’accoglienza di chi fugge dalla povertà e dalle guerre è necessaria ma non sufficiente sosteniamo la richiesta che emerge da tutti i movimenti sociali dei paesi africani per il diritto a restare e a partire. Soltanto lo sviluppo democratico, sociale ed economico può rendere il Maghreb un’area libera ed indipendente, dove le giovani generazioni possono costruire il loro futuro.

Siamo convinti che solo il rilancio del progetto di unità politica europea possa finalmente esprimere una politica estera e di sicurezza al servizio della pace, della democrazia, della giustizia e della solidarietà a livello internazionale; dichiariamo prioritaria la definizione di una nuova strategia europea di vicinato per i paesi del Maghreb e di co-sviluppo equo e compatibile con i delicati equilibri ambientali  per l’intera regione del Mediterraneo a partire dai seguenti punti:

1. Esercizio di pressioni politiche e diplomatiche dell’Unione europea per garantire il pieno rispetto delle domande e aspirazioni democratiche dei popoli del Maghreb.

2. Varo di una direttiva europea che preveda un permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro secondo criteri da stabilire in cooperazione con i Paesi del Maghreb, con il fine di creare un canale semplice, legale e unitario per i cittadini nordafricani interessati a lavorare o studiare all’interno dell’Unione europea, nel rispetto del diritto alla mobilità e nella piena consapevolezza del contributo dei migranti alla sostenibilità dei sistemi sociali europei.

3. Obbligo al rispetto assoluto del principio del non respingimento e sviluppo di standard minimi vincolanti per tutti i paesi europei sul trattamento dei richiedenti asilo e dei migranti irregolari, atti a garantire il pieno rispetto della dignità di ogni essere umano.

4. Ratifica europea della Convenzione dell’ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, approvata dall’Assemblea delle Nazioni unite il 18/12/1990 ed entrata in vigore nel 2003 ma non ancora ratificata da alcun paese dell’Ue.

5. Sostituzione del regolamento di Dublino con una vera politica europea di accoglienza dei richiedenti asilo, come auspicato dalle istituzioni europee nel Programma di Stoccolma.

6. Superamento del legame tra cittadinanza e nazionalità – che esclude milioni di immigrati dai diritti politici, sociali e civili – al fine di fondare la cittadinanza europea sulla residenza.

7. Rilancio di una politica europea di aiuto allo sviluppo che razionalizzi l’impiego delle risorse nazionali mettendo in piedi un piano per il nord Africa finalizzato allo sviluppo agricolo, alla gestione comune di acqua ed energie alternative e all’integrazione economica e politica dell’area, dando un impulso unitario a progetti a rilancio dell’economia dei paesi del Maghreb e a sostegno della transizione democratica in atto.

8. Creazione di uno strumento diretto di finanziamento per giovani maghrebini per incentivare l’avvio di nuove iniziative economiche o cooperative sul territorio.

9. Infine, la convocazione di una Convenzione Euromediterranea, aperta alla società civile, con il mandato di stendere una bozza di accordo che avvii un processo di allargamento dell’area di libera circolazione ai Paesi del mediterraneo con il consenso di tutte le parti.

PER FIRMARE CLICCA QUI:

EUROPEAN ALTERNATIVES APPELLO MAGHREB

Primi firmatari

European Alternatives (Transnazionale)

Movimento Federalista Europeo (Italia)

Egyptian Democratic Academy (Egitto)

Migrant Rights Network (Gran Bretagna)

Flare (Transnazionale)

CGIL (Italia)

Arci (Italia)

Osservatorio Europa (Italia)

Tavola della Pace (Italia)
Associazione per la Pace (Italia)

Consiglio Italiano del Movimento Europeo (Italia)
Un ponte per… (Italia)

UEF Franche-Comté (Francia)
Coordinamento Donne contro il Razzismo della Casa Internazionale delle Donne di Roma (Italia)

L’MFE ha partecipato alla manifestazione Primo Marzo Sciopero degli Stranieri, evento organizzato dal  Comitato Primo Marzo per  esprimere la volontà, anche quest’anno, di dire No al razzismo e allo sfruttamento sul lavoro e Sì ad un’Italia multiculturale e arcobaleno.

Primo Marzo 2011 - sciopero degli straineri

Manifestazione Primo Marzo 2011 Sciopero degli stranieri

Per info e approfondimenti:

http://www.primomarzo2011.it/

O sulla pagina  Facebook

Contributo al dibattito per il Congresso MFE di Gorizia

A cura di Roberto Castaldi

Segretario Centro Regionale Mfe Toscana

1. Un nuovo spazio d’azione per l’azione federalista

La crisi economico-finanziaria del 2008 non aveva portato a significative proposte di riforma nell’UE, ancora impelagata nel processo di ratifica del Trattato di Lisbona. La crisi del debito sovrano, mettendo a repentaglio la stessa esistenza dell’Euro ha suscitato invece alcune reazioni, sebbene insufficienti. La primavera scorsa la Commissione ha chiesto un rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche e di bilancio; la BCE ha parlato invece di “governance economica”, chiedendo che le proposte della Commissione di sanzionare uno Stato membro potessero essere approvate a maggioranza qualificata e respinte all’unanimità, come nel processo legislativo ordinario, ma dimenticandosi completamente il Parlamento europeo. Che ha risposto rilanciando il tema delle risorse proprie rispetto al bilancio europeo.

Oggi si parla apertamente di emendare il Trattato di Lisbona. Francia e Germania vogliono rimettere mano al Patto di Stabilità. Il Parlamento europeo lavora a una proposta di Duff per creare un collegio elettorale europeo accanto a quelli attuali, che richiederebbe di aumentare il numero dei parlamentari europei, modificando il Trattato. Vediamo il frutto del nuovo meccanismo previsto da Lisbona, che amplia al Parlamento e alla Commissione la possibilità di presentare emendamenti al Trattato, avviando così la procedura di riforma per via semplificata o ordinaria – che prevede la convocazione a maggioranza semplice di una nuova Convenzione nel caso di presentazione di emendamenti molto significativi. E’ possibile che il cantiere delle riforme istituzionali, che si voleva chiuso per lungo tempo dopo Lisbona, si riapra entro questa legislatura europea. Ma è essenziale che le proposte di emendamento riguardino i nodi decisivi dell’autonomia di bilancio – risorse proprie, capacità impositiva ed eurobonds (i poteri della CECA!) –, della trasformazione della Commissione in un vero governo, dell’abolizione generalizzata dell’unanimità, della creazione di una politica estera e di difesa unica europea. Inserire questi temi nell’agenda della riforma, ovvero porre la questione del salto federale, non può essere che il nostro compito.

2. Una “sponda” istituzionale

Storicamente le campagne federaliste hanno avuto successo solo in presenza di una “sponda” nelle istituzioni europee o in qualche governo nazionale – quella che abbiamo chiamato “leadership europea occasionale”. Altrimenti non hanno raggiunto i loro obiettivi, tranne la sopravvivenza del Movimento, come nel caso del Congresso e poi del Censimento del Popolo europeo. Egualmente, le iniziative delle istituzioni europee, prive di un raccordo con le campagne popolari dei federalisti, sono fallite – come lamentava Spinelli delle iniziative di Hallstein.

La Commissione Prodi e Fischer sono state le ultime “sponde” dei federalisti, manifestatesi prima e durante la Convenzione. La creazione del Gruppo Spinelli testimonia di una volontà di battersi da parte di alcuni parlamentari europei. E la sua apertura alla società civile indica che può costituire una nuova sponda per la nostra azione. Per ora ha chiaro il nemico – l’Europa intergovernativa – e l’obiettivo ultimo della federazione, ma non si è ancora dato una strategia. Possiamo usare le nostre campagne anche per indicare i temi e le questioni su cui il Gruppo è chiamato a dare battaglia, rispetto alle due parallele questioni dell’utilizzo massimo del quadro di Lisbona – anche per mostrarne i limiti – e del suo superamento mediante la presentazione di emendamenti al Trattato che ne alterino l’impostazione, tormando a porre sul tavolo di chi partecipa all’UE l’obiettivo della Federazione, anche rispetto alle modalità di ratifica della riforma – come già accaduto a Philadelphia, e nel Progetto Spinelli del 1984.

Non va dimenticato che una nuova Convenzione convocata per discutere gli emendamenti effettivamente presentati sarebbe ben diversa dalla precedente, sostanzialmente ostaggio del Presidium e dai testi di lavoro da esso predisposti.

Ovviamente, questo implica di includere, come da tempo e da più parti richiesto, anche il Parlamento europeo tra i destinatari della Campagna per la Federazione europea e dei relativi Appelli e documenti in cui la campagna si articola – e su cui incredibilmente continua ad esserci una certa confusione sui nomi anche sul sito del MFE, nonostante i documenti approvati e l’opportuna segnalazione di Nicola Forlani qualche settimana fa. Al riguardo sarebbe forse utile predisporre una pagina della Campagna per la Federazione Europea ben visibile nella homepage del sito del MFE. Un testo rivolto essenzialmente solo a Francia e Germania può infatti essere un utile documento di pressione rispetto a tali Paesi, ma non il testo-base di una Campagna, che andrà concordata a livello europeo.

3. Le necessità di una “rottura”

L’esperienza della precedente fase di riforma istituzionale ha confermato che nell’Europa dei 27 all’unanimità nessuna riforma è possibile. L’azione per aprire una nuova fase di riforma deve essere accompagnata dalla rivendicazione che essa deve essere portata avanti anche solo da un’avanguardia di Stati se non tutti fossero disponibili al completamento dell’unità federale. E’ evidente che serve una rottura, che può essere politicamente percorribile di fronte all’opinione pubblica solo scaricandone la responsabilità su chi sta fuori. La rottura è uno strumento necessario per arrivare all’obiettivo della federazione, ma non è e non va presentato come obiettivo a sé stante.

Bisogna portare la classe politica più europeista ad accettare l’idea della necessità della rottura, ovvero mostrare l’impossibilità/inefficacia anche delle nuove procedure previste dal Trattato di Lisbona (passerelle, nuova procedura di emendamento, ecc.), che però vanno esperite per predisporre un progetto di riforma (una posta in gioco) su cui valga la pena di “rompere”. E bisogna fornire il segnale che l’opinione pubblica vuole più Europa, in una fase in cui l’euroscetticismo sembra nuovamente in ascesa, e rischia di sembrare che l’Europa sia vista più come un problema – vincoli ai bilanci nazionali – che come la soluzione.

4. Che cosa chiedere? E come?

Discende da quanto detto che nella nostra campagna uno dei punti essenziali dovrà essere l’individuazione di quali emendamenti richiedere. Sinteticamente potremmo riassumerli con:

  1. l’abolizione generalizzata dell’unanimità;

2. la trasformazione della Commissione in un vero governo;

3. l’istituzione di una fiscalità europea e di forze di sicurezza europee;

4. una norma transitoria sulla ratifica del nuovo testo mediante referendum europeo, e sua entrata in vigore tra gli Stati in cui sia stata raggiunta la maggioranza, facendo salvo l’acquis communitaire, per gli altri.

Quest’ultimo emendamento equivale di fatto a porre fin dall’inizio la rottura come strumento per la fondazione della Federazione, ma sfruttando le norme stesse del TdL.

Essendo previsto dal trattato il diritto di iniziativa popolare, presentare proposte così radicali senza quel tipo di consenso sarebbe politicamente molto debole. E’ dunque inevitabile una campagna popolare volta a raccogliere un milione di firme, senza le quali saremmo poco credibili, e soprattutto non daremmo il segnale del risveglio del popolo europeo, senza questo segnale, d’altronde, né il Parlamento né i governi si impegnerebbero in un’impresa così rivoluzionaria. Inutile sottolineare che l’impresa è estremamente ardua, ma fare la federazione europea non è mai stato un compito semplice. La crisi in corso è esistenziale e la linea d’azione volta a trovare alleanze messa positivamente in atto in Piemonte, segnala che sono possibili significative convergenze con molte forze della società civile, e certamente anche con i partiti. Se i federalisti non avranno il coraggio di battersi per raccogliere il consenso dei cittadini per il salto federale, difficilmente tale coraggio potrà averlo la classe politica nel prendere un’iniziativa adeguata al raggiungimento della Federazione europea.

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