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Il centro Italiano Formazione Europea (CIFE)

Il Consiglio Italiano del Movimento Europeo(CIME),

Il Movimento Federalista Europeo –  sezione “Altiero Spinelli” e

La Gioventù Federalista Europea  – GFE di Roma

organizzano un dibattito sul tema:

“Una Germania europea o un’Europa tedesca?”

Incontro con:
Hartmut Marhold,

Direttore del Centre International de Formation Européenne (CIFE)

è previsto l’intervento di

Francesco Gui

(MFE – Professore Ordinario “Storia dell’Europa” Università La Sapienza)
modera

Tommaso Visone

Gioventù Federalista Europea – GFE

L’incontro si terrà il 12 ottobre, alle 17.00
presso la sede del

CIFE

Salita de’ Crescenzi, 26

00186 Roma

tel. +39.06.6893864

Per informazioni
CIME/MFE/GFE Roma, Piazza della Libertà, 13 00192 Roma tel/fax 0636001705
mfe@mferoma.eu

RAI STORIA – OGGI NELLA STORIA

Altiero Spinelli , il padre dell’Europa

31 Agosto – Nasce a Roma Altiero Spinelli  politico e scrittore italiano, padre del movimento Federalista Europeo e cofondatore dell’Unione Europea dei Federalisti. Tra il 1970 e il 1976 è  membro della Commissione Europea, poi del Parlamento italiano e quindi, nel 1979, del primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale. La sua visione dell’Europa, con marcate caratteristiche federali, influenza in maniera significativa il cammino dell’Unione dai suoi esordi fino all’Atto unico europeo. Una visione tuttavia che ha perso nel tempo il vigore originale lasciando più spazio a una Europa delle nazioni.

(tratto da http://www.raistoria.rai.it/accaddeoggi/altiero-spinelli-il-padre-dell%E2%80%99europa-287.aspx )

GUARDA IL VIDEO

FIRMA L’APPELLO!

Campagna per la Federazione Europea

NOI, POPOLO EUROPEO”

CHIEDIAMO LA FEDERAZIONE EUROPEA

Per governare l’economia europea

Per una politica estera e di sicurezza europea

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Per la pace e la giustizia nel mondo

APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO, ALLA COMMISSIONE EUROPEA,

AL CONSIGLIO EUROPEO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO E AI PARTITI

(da fare sottoscrivere a cittadini, poteri locali, sindacati e movimenti della società civile)

 

Il progetto di un’Europa libera e unita,che cominciò a circolare nel 1941 con il Manifesto di Ventotene,non ha ancora raggiunto la sua meta.

I cittadini europei hanno un Parlamento, una Corte di Giustizia e una moneta unica, ma non ancora uno Stato e un governo federali, perché i governi nazionali non vogliono cedere all’Europa le loro sovranità nel campo dell’economia e della sicurezza.

Condannano così gli Europei al declino politico, all’arretramento sociale, alla perdita di competitività, privano le giovani generazioni di un futuro, alimentano la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Noi, popolo europeo, vediamo nell’unità politica dell’Europa la risposta più alta alla crisi politica della società contemporanea.

Rivendichiamo

la Federazione europea

  • con un governo federale dotato di poteri limitati ma reali nel campo dell’economia, della finanza pubblica, della politica estera e di sicurezza, e responsabile di fronte a un Parlamento europeo che eserciti pienamente il potere legislativo insieme alla Camera degli Stati,

  • a partire dai paesi disponibili a rafforzare l’unità – l’Eurogruppo – e in particolare da quegli Stati che storicamente hanno promosso l’unificazione europea – la Francia, la Germania e l’Italia -, perché vogliamo:

– creare un governo democratico dell’economia europea e salvare l’euro attraverso il risanamento delle finanze pubbliche e lo stimolo alla crescita;

– attuare un Piano europeo di sviluppo economico ecologicamente e socialmente sostenibile, basato su investimenti in infrastrutture, la riconversione in senso ecologico dell’economia, incrementando l’uso di energie rinnovabili, l’attività di ricerca ed innovazione, l’erogazione di beni pubblici europei e finanziato da un aumento significativo del bilancio europeo con l’emissione di euro-obbligazioni e con imposte europee (come quella sulle emissioni di CO2 equella sulle transazioni finanziarie) a parziale sostituzione di imposte nazionali, realizzando una più equilibrata distribuzione del carico fiscale tra i diversi livelli di governo (locale, regionale, nazionale ed europeo);

– difendere il modello sociale europeo, tutelare i soggetti più deboli, stabilire standard sociali e di lavoro minimi a livello europeo, garantire a tutte le persone i diritti politici, civili e sociali stabiliti dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”;

– dar vita a un’unica politica estera, di sicurezza e di difesa, che consenta all’Europa di parlare con una sola voce nel mondo, per promuovere la pace, il disarmo, la giustizia internazionale, e dei diritti umani, a partire dall’area mediterranea, africana e mediorientale.

Chiediamo

la convocazione di una Assemblea-Convenzione costituente

  • composta dai rappresentanti eletti dai cittadini a livello nazionale ed europeo, nonché dei governi e della Commissione europea, con il mandato di  elaborare superando i veti nazionali una Costituzione federale, che dovrà essere ratificata con un referendum, da tenersi nei paesi che avranno partecipato alla redazione della Costituzione, in modo da fondare sulla volontà popolare l’unità politica degli europei.

PER FIRMARE CLICCA QUI

ISTITUTO DI STUDI FEDERALISTI “ALTIERO SPINELLI”

IL FEDERALISMO IN EUROPA E NEL MONDO

We, the European peopleFirma l'Appello per la Federazione europea!

Ventotene, 29 agosto – 3 settembre 2011

Scheda confino di Spinelli

La scheda del Ministero degli Interni su Altiero Spinelli

Scarica il programma del

SEMINARIO DI VENTOTENE

Venticinquesimo anniversario della Morte di Altiero Spinelli

Sempre devi avere in mente Itaca
– raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
(Ithaca, Kostantin Kavafis)

Segnaliamo l’articolo apparso oggi su La Stampa

Altiero Spinelli, Ulisse nel mare dell’Europa

di Umberto Gentiloni

Il tempo che ci separa dalla scomparsa di Altiero Spinelli non ha sbiadito l’eredità del pensiero, la vitalità di un lungo viaggio nel Novecento. La sua figura rimane legata a un’idea di Europa proposta e perseguita con tenacia, ma spesso ridimensionata dalle repliche di una politica impietosa. Non convince una semplificazione – a tratti egemone – che fa di Spinelli il protagonista coraggioso di un sogno spezzato, di un’utopia che tende a sfumare confondendosi con le belle speranze o le buone intenzioni. Il segno del suo cammino è più profondo e vitale di quanto appaia dagli sguardi di superficie. Cosa rimane del suo ragionare sui destini e i compiti del Vecchio Continente? E soprattutto quale il nesso tra il percorso biografico e la cultura europea che si manifesta in momenti diversi senza smarrire un disegno di riferimento? Leggi l’articolo completo sulla Stampa.it

[…]

A 25 anni dalla scomparsa (il 23 maggio 1986), Altiero Spinelli è stato celebrato ieri a Roma nel convegno «Per un’Europa libera e unita. Per un’Italia europea», che si è tenuto presso l’Ufficio d’Informazione in Italia del Parlamento europeo. Nel corso dell’incontro sono stati mostrati filmati e illustrate le pubblicazioni sulla figura di Spinelli e il federalismo europeo edite negli ultimi anni, insieme con le traduzioni del Manifesto di Ventotene nelle lingue ufficiali dell’Ue.

Ttatto da: LA STAMPA Cultura 24/05/2011 – L’EREDITÀ PIÙ VITALE

LA STAMPA.  Altiero Spinelli, Ulisse  nel mare dell’Europa

Venticinquesimo anniversario della morte di Altiero Spinelli

…Pertanto la meta finale della sua odissea non è ancora visibile. Ma la sua vita resta
un’ispirazione per chi prosegue il viaggio e, in particolare, per tutti coloro che
vogliono portarlo a termine.

(John Pinder -L’odissea federale europea di Altiero Spinelli )

Nel giorno della ricorrenza della morte di Altiero Spinelli, segnaliamo di seguito alcuni documenti a ricordo della sua figura e alcuni eventi commemorativi.

Un articolo di Pier Virgilio Dastoli: Gli Stati Uniti d’Europa. La visione di Altiero Spinelli

Un’interessante documentario di RAI EDUCATIONAL/RAI SCUOLA:  ALTIERO SPINELLI – IL PROGETTO EUROPEO. I PROFETI DELL’EUROPA

Inoltre, il canale RAI STORIA alle 11.05 di oggi, con replica alle 05.05, ripercorre –  all’interno del magazine Europa –  la nascita e la storia della Comunità Europea attraverso la figura di Altiero Spinelli

Infine, ricordiamo che oggi si svolgerà a Roma l’incontro  Per un’Europa libera e unita.

Nel corso dell’incontro verranno mostrati filmati sulla figura di Spinelli e illustrate le pubblicazioni su “Ulisse” e il federalismo europeo edite negli ultimi anni, insieme alle traduzioni del Manifesto di Ventotene nelle lingue ufficiali dell’UE, pubblicate con il contributo della Regione Lazio. Gli Atti del Comitato, Omaggio ad Altiero Spinelli, sono editi da Bulzoni, Roma 2011.

L’evento verrà preceduto da una cerimonia di ricordo di Altiero Spinelli da tenersi presso la targa a lui dedicata, in via Uffici del Vicario, in Roma, con la partecipazione di personalità politiche e militanti federalisti.

Sono previste analoghe cerimonie presso il Bâtiment Spinelli del Parlamento europeo a Bruxelles, a cura dello Spinelli Group, e nel luogo della fondazione del Movimento federalista europeo (agosto 1943) a Milano. Alle celebrazioni verranno invitate anche le scuole e le istituzioni intitolate ad Altiero Spinelli.

Comitato Nazionale Altiero Spinelli - Ministero Beni Culturali
“Per un’Europa libera e unita”

Per un’Italia europea

MFE

con presentazione degli Atti del Comitato nazionale Altiero Spinelli

e delle recenti pubblicazioni a lui dedicate

Roma, lunedì 23 maggio 2011, ore 15.00-19.00

Parlamento Europeo, Ufficio d’Informazione in Italia

“Sala delle Bandiere”

Via Quattro Novembre, 149


             Indirizzi dGIOVENTU' FEDERALISTA EUROPEAi saluto:

             Clara Albani, Direttore Uff. Informazione in Italia del Parlamento europeo

       Lucio Battistotti, Direttore Rappresentanza in Italia Commissione europea

      Renato Guarini, Presidente Comitato Nazionale Altiero Spinelli

       Oreste Calliano, Vice Presidente Associazione Universitaria Studi Europe

AICCRE              Paolo Acunzo, Vice Segretario nazionale Movimento Federalista Europeo

             Michele Picciano, Presidente Ass. Ital. Consiglio Comuni e Regioni d’Europa

             Lettura del messaggio del Presidente della Repubblica,

Giorgio Napolitano

         Introduzione: Gianni Pittella, Vice Presidente vicario Parlamento europeo

          Ricordano Altiero Spinelli e il suo messaggio federalista:

       Emma Bonino*, Roberto Di Giovan Paolo, Giovanni Maria Flick, Paola Gaiotti De Biase, Sandro Gozi

     Presentano gli Atti del Comitato Spinelli: Francesco Gui e Piero Graglia

      

Intervengono: Gianni Bonvicini, Raimondo Cagiano de Azevedo, Pier Virgilio Dastoli, Giulio        Ercolessi, Luigi Moccia, Roberto Musacchio, Edmondo Paolini, Jean-Marie Palayret, Gabriele Panizzi,     Paolo Ponzano, Tommaso Visone

    Modera: Giampiero Gramaglia

Nel corso dell’incontro verranno mostrati filmati sulla figura di Spinelli e illustrate le pubblicazioni su “Ulisse” e il federalismo europeo edite negli ultimi anni, insieme alle traduzioni del Manifesto di Ventotene nelle lingue ufficiali dell’UE, pubblicate con il contributo della Regione Lazio. Gli Atti del Comitato, Omaggio ad Altiero Spinelli, sono editi da Bulzoni, Roma 2011.

L’evento verrà preceduto da una cerimonia di ricordo di Altiero Spinelli da tenersi presso la targa a lui dedicata, in via Uffici del Vicario, in Roma, con la partecipazione di personalità politiche e militanti federalisti.

Sono previste analoghe cerimonie presso il Bâtiment Spinelli del Parlamento europeo a Bruxelles, a cura dello Spinelli Group, e nel luogo della fondazione del Movimento federalista europeo (agosto 1943) a Milano. Alle celebrazioni verranno invitate anche le scuole e le istituzioni intitolate ad Altiero Spinelli.

Locandina dell’evento

In collaborazione con:

Comunicato del Movimento federalista europeo

A seguito delle sorprendenti dichiarazioni del Ministro Maroni su che senso abbia rimanere oggi nell’Unione europea, il Movimento
federalista europeo ricorda che in passato l’Italia non si sarebbe salvata senza l’Europa e che nell’era della globalizzazione non c’e’
futuro per l’Italia senza l’Europa.

Non c’e’ alcuna prospettiva di progresso e di benessere al di fuori di una politica a favore di un’Europa democratica e capace di rispondere alle sfide di fronte alle quali ci troviamo.

Per questo occorre che l’Italia ed i suoi rappresentanti agiscano nel solco del federalismo europeo propugnano da Luigi Einaudi, Alcide De Gasperi ed Altiero Spinelli.

Se si vuole davvero piu’ Europa occorre impegnarsi per la sua unita’ politica, non minacciare di dividerla o di uscirne. Occorre fare la
federazione europea.

__________________________________________________________________________________________________

A cura dell’Ufficio stampa del Movimento Federalista Europeo

(+39) 339.1400236, (+39) 347.0359693, ufficiostampa@mfe.it

Considerazioni alla vigilia del congresso del Mfe

Un patto fra antichi e nuovi federalisti

Aprire il Movimento ai movimenti

di Pietro Caruso

La lettura dei testi di Spoltore e Pistone mi hanno spinto ad esprimere alcune considerazioni sulla linea politica del Mfe e sul dibattito precongressuale a pochi giorni dall’appuntamento di Gorizia.

Il Mfe prende atto, nella mozione di politica generale, di mantenere alto il dibattito sul federalismo mondiale. Le tradizionali battaglie del presidente Lucio Levi, fatte proprie dal Movimento dopo un dibattito mai facile, sono diventate patrimonio collettivo di tutti.Per anni sappiamo che la storia della Uef e del Wfm sono corse parallele e, sul piano di molte azioni, è ancora così.

La relazione di Spoltore aggiorna le parole d’ordine di Alternativa Europea e le traduce, secondo uno schema organizzativo noto, ad una nuova campagna per la federazione europea capace di coinvolgere almeno 100 città. Spoltore ammette che da solo il Mfe (ma anche tutta la tradizionale forza federalista affine) non è in grado di raccogliere 1 milione di firme, neppure se coinvolgesse tutte le sezioni esistenti che formano l’Uef. E’ sicuramente un passo avanti perché cambia strategia. Non si parla più dei paesi fondatori che sono, allo stato delle cose, ridotti alla metà sul piano dei convincimenti potenzialmente alleati al federalismo europeo e ammette, senza annunciarlo esplicitamente, che le iniziative di stimolo verso le istituzioni tradizionali dell’istituzionalismo europeista come finora si è conosciuto sono meritevoli di azioni concrete del Movimento.

Pistone, con l’esperienza storica maturata nelle fasi di elaborazione dei documenti del Movimento è riuscito a sostenere, anche con ardite argomentazioni, come tenere insieme le iniziative del Movimento e la riflessione strategica che fu di tipo convenzionalista e ha pervaso per molti anni la linea politica di maggioranza del Mfe.

Perché allora un gruppo di militanti e di sezioni del Mfe sono inquiete, addirittura scontente? Non è forse vero che dopo anni di dissidi acuti e profondi il Mfe sta per riunificarsi? Non è forse vero che i contrasti si ricompongono? Cosa c’è per essere non felici? La questione è di natura politica più che personale. Riguarda come orientare la vita interna ed esterna del Mfe nel XXI secolo, a settanta anni dal Manifesto di Ventotene, a 68 anni dalla sua fondazione a Milano su impulsi di un gruppo di militanti politici provenienti da posizioni eretiche rispetto ai loro mondi ideali di provenienza, ma pur sempre ispirati da un approfondimento e sviluppo di pensiero che aveva visto Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi autori di prima grandezza ed Eugenio Colorni ispiratore di una riflessione filosofica, sulla natura dell’empirismo logico e del pensiero scientifico che servirà a quel mondo minoritario, ma pure esistente, che ha sempre diffidato della partizione a destra e a sinistra di Croce nella sua interpretazione dell’idealismo. Rintracciare nella storia tutte le pulsioni del primo gruppo dirigente del Mfe fra il 1943 e il 1948 ci aiuta a comprendere come il Movimento ha vissuto epoche tormentate, anche se non prive di grandi suggestioni per il futuro.

Altiero Spinelli è stata una personalità straordinaria, inimitabile, ma pur nel disegno improntato ad un titanico sforzo tattico e strategico resta il più importante simbolo che il Mfe può facilmente riconoscere a livello italiano ed europeo. Per certi versi assomiglia, con la dovuta differenza fra i secoli un incrocio di pensiero ed azione. Una sintesi, passatemi l’esempio non completamente centrato, fra Mazzini e Garibaldi. Il suo carattere personale non era certo amabile e non solo per i militanti del Mfe, ma è “l’Apostolo”.

Mario Albertini, tecnicamente, è il vero educatore e organizzatore del Movimento per trenta anni. Il Mfe è improntato sul suo modello di riferimento e di pensiero. La sua metodicità e la profondità del suo sapere filosofico politico, un vero inventore del modello federalista, è riuscito ad attrarre alcune centinaia di giovani militanti che, nel corso del tempo, ne hanno assunto in qualche modo la forma mentis, il modo di pensare, la cautela nell’agire. Questo Mfe è n stato culturalmente parlando soprattutto “Albertiniano” e i suoi migliori dirigenti nelle generazioni over-60 anni hanno costruito una sorta di “foedus”, di patto che ha anche l’ambizione, oserei dire l’utopia, di mantenere i tratti purissimi del Mfe secondo uno schema quasi antropologico: rigore intellettuale, sacrificio della persona, coerenza del militante, scelta di vita definitiva che investe anche la famiglia del militante o la sua ostinata solitudine. Ci sono le stimmate dei rivoluzionari professionali che non usano le bombe Orsini o il pugnale nelle mani, ma vivono questo rigore. Non è un caso che l’importante struttura del collegio Ghisleri (da me studiata negli annali storici dell’università italiana) ne assume un po’  il luogo ideale.

Non è il caos estivo di Ventotene la Betlemme di questo Mfe, nè l’ormai perduto luogo del primo raduno del Mfe a Milano…ma gli istituti studi che hanno conservato la memoria del Mfe sotto l’impronta albertiniana. Oggi tutta questa eredità da sola non basta al Mfe.

Il XXI secolo impone a tutto il Mfe di tentare un salto di qualità, almeno per come concepisco l’agire politico e la capacità del pensiero di aggiornarsi. Il Mfe non deve diventare un partito politico, non credo nemmeno se fosse il Partito federalista europeo, ma deve assumere alcune caratteristiche che lo rendano “primo fra i movimenti”. Per fare questo, inevitabilmente, deve ammalgamare quei militanti che hanno una militanza politica nei partiti, nei sindacati disposti però a mantenere una primazia al Mfe e alla sua carta dei valori. La purezza del Movimento non deve degenerare in una sorta di “Heimat” del federalisti storici contro i federalisti nuovi.

Fra le cause, non di ora, della crisi di adesione e di militanza del Mfe c’è quella di non procedere ad un ricambio dei gruppi dirigenti, dalle sezioni al Comitato centrale, dalla direzione alla Segreteria con innovazioni tali da rimescolare le certezze derivate dalla diuturna regola della militanza dalla quale, dopo un lungo corso di sacrifici e di onori, spunta un “primus inter pares” ma che in realtà è uno dei trenta storici militanti espressi dalle sezioni più forti. Forti per capacità e iniziativa, ma anche per tesoro. Da questo punto di vista, nella ristretta articolazione delle trafile dirigenti ha un senso preciso se da Verona torna a Pavia la guida della segreteria e se Torino mantiene la presidenza dopo una franca discussione al proprio interno.

Ma è una scelta che ritengo difensiva.

Avendo rinunciato alla tradizionale carriera partitica e anche a quella sindacale, per motivi agli amici più cari noti, non vivo la vita quotidiana del Movimento ma la seguo praticamente ogni giorni, avendo avuto modo con franchezza di dire al più autorevole dirigente del Movimento di ora penso che sia necessario prima di dare al voto ciò che è stato predeterminato un momento ultimo di riflessione.

Dove vogliamo portare, politicamente parlando in Italia e in Europa, questo Movimento? Lo vogliamo consumare in vista di un risultato che appare non vicino se non sorretto da una catastrofe economica, politica e sociale di immani proporzioni oppure vogliamo articolarlo come, per usare una vecchia e non del tutto felice espressione, renderlo “movimento di lotta e di programma, movimento di idee e di governo”? La candidatura alla segreteria del genovese Grossi, l’eventualità che nel caso di una non unanime condivisione sul suo nome venga avanti quella di Piero Graglia, docente formato alla scuola fiorentina di Gaetano Arfè e di Giovanni Spadolini, ha davvero l’aspetto di una provocazione per la storia del Movimento. Di una insanabile frattura o è un germe del cambiamento? Io non temo il mutamento specie per il compito immane che ha il Mfe davanti a sè.

E’ vero: sarebbe un paradosso se ritrovata l’unità con gli amici pavesi si apre un’altra frattura in un’altra parte del territorio di questo Movimento…e non credo neppure che se un gruppo di amici si chiamasse da parte si potrebbe parlare di una “Sinistra del Mfe”. Solo che il Movimento è a un bivio. O è capace di trovare una nuova sintesi fra “antichi” e “moderni” federalisti o di fronte ai fraintendimenti che si sta facendo soprattutto in Italia con il microfederalismo etnico leghista e xenofobo in Europa rischiamo di continuare le nostre dispute. Lo stesso tono dei nostri documenti risente di quella dimensione proclamatoria tradizionale, dove la vecchia distinzione fra teoria e prassi risente di una dimensione ideologica più hegeliana che kantiana.

Inoltre io credo che le riflessioni avanzate sui temi dell’ambientalismo nell’analisi teorica di Guido Montani, come completamento del bagaglio federalista; il dibattito mondialista di Levi; l’incessante lavoro di persuasione di Pier Virgilio Dastoli oggi presidente del Movimento Europeo verso le leadership dei partiti ma anche della presidenza della Repubblica siano parte del bagaglio del Mfe di cui andare orgogliosi.

Nuovi quadri stanno nascendo. Da noi in Emilia-Romagna ne abbiamo le prove viventi. Molte delle cose dette da Ballerin vale la pena considerarle parte della strategia del Movimento. Igino Poggiali è una certezza delle più moderne istituzioni culturali. L’attivismo di Lamberto Zanetti nella costituzione di nuove sezioni Mfe non è un problema del partito a cui ha aderito (per altro a quanto vedo non da solo) ma di un processo che è opposto a quello che taluni dirigenti e militanti temono. L’entrismo non lo fa il Pd o Sel, se mai è il contrario perchè a quanto mi consta nessuno dei militanti che io conosco vanno davanti ai segretari nazionali o regionali o di circolo con il cappello in mano o a prendere ordini. Se mai testardamente cercando di imporli o di essere considerati come eguali nello sforzo del mutamento della Storia.

Io non so cosa succederà a Gorizia e mi auguro che questo Mfe cresca, più di ora, sano e robusto.

So che cosa rischia il Movimento e non è come teme taluno…un’altra scissione della sua storia.

Temo che il Mfe si atrofizzi su se stesso. Concepisca la sua storia come la stanca celebrazione di un rito e non riesca, neppure, a porsi quell’obiettivo di trasferimento del proprio potere simbolico ad una nuova generazione di militanti. L’esempio del turn over in Gfe in questi ultimi dieci anni dovrebbe aiutarci a riflettere. Quanti sono i giovani federalisti europei che hanno abbandonato il Movimento?

I nostri tempi sono terribili, ma non possono obbligare alla costruzione degli “uomini di ferro”. La capacità di persuasione, formazione, studio e iniziativa di ogni singolo militante va aggiornata agli strumenti e le possibilità nelle quali vive. Abbiamo bisogni di risultati.

Questo deve fare un vero gruppo dirigente. Non solo aggiornare, con la misura del pendolo, il rigore della sua storia, ma riuscire a costruirla con il racconto, con l’azione, con l’entusiasmo dei piccoli e grandi cospiratori che agiscono per il bene collettivo.

So di non essere stato breve, ma questo Movimento la discussione sa che cosa è. Il fatto che avvenga sul Forum, forse, anche questo è un segno dei tempi.

Quanti sono gli interventi non “coerenti” e “politicamente non ortodossi” che il Movimento ha raccolto nel corso dei suoi congressi? Il timore di rendere cagionevole la sua purezza è già il sintomo di una inguaribile debolezza. Una leadership politica sa convincere, sa mediare, sa guidare. Buona fortuna dunque ai vecchi federalisti, se sapranno essere anche saggi, e in bocca al lupo per i coraggiosi e generosi nuovi federalisti. Il mio cuore e la mia mente sapete ora per chi parteggia.

Pietro Caruso

Presidente della sezione Mfe di Forlì “N. S. Bargossi”.

Forlì 3 marzo 2011.

Dal Forum MFE-GFE

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