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Roma, 2 novembre 2015
Onorevoli Deputati,
come cittadini europei e giovani convinti della necessità di “più Unione nell’Europa e più Europa nell’Unione europea”, secondo quanto recentemente affermato dal Presidente Juncker, siamo davvero stupiti nel constatare che nel sito ufficiale della Ue, leggibile in tutte le lingue e da tutto il mondo, l’Unione si autopresenta in prima pagina essenzialmente come un’alleanza, “unica nel suo genere”, di carattere economico e politico. Vi sono inoltre altre affermazioni che sembrano sminuire tanto l’importanza quanto – fondamentale – gli elementi di sovranazionalità della nostra Unione.
Ecco il testo:
L’UE è un’alleanza economica e politica, unica nel suo genere, tra 28 paesi europei che coprono buona parte del continente.
La costruzione europea è nata sulle rovine della II Guerra mondiale con l’obiettivo di promuovere innanzitutto la collaborazione economica tra i paesi, partendo dal principio che il commercio produce un’interdipendenza che riduce i rischi di conflitti.
Nel 1958 è stata così creata la Comunità economica europea (CEE), che ha intensificato la collaborazione economica tra sei paesi: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Da allora, è stato creato un grande mercato unico, che continua a svilupparsi per realizzare appieno le sue potenzialità.
Dall’unione economica a quella politica
Quella che era nata come un’unione puramente economica è diventata col tempo un’organizzazione attiva in tutta una serie di settori, che vanno dagli aiuti allo sviluppo alla politica ambientale. Per riflettere questo cambiamento, nel 1993 il nome CEE è stato sostituito da Unione europea (UE).
L’Unione europea si fonda sul principio dello stato di diritto: tutti i suoi poteri riposano cioè sui trattati europei, sottoscritti volontariamente e democraticamente dai paesi membri. Questi accordi vincolanti fissano anche gli obiettivi dell’UE nei suoi numerosi settori d’intervento.
Mobilità, crescita, stabilità e una moneta unica
Fattore di pace, stabilità e prosperità da mezzo secolo, l’UE ha contribuito ad innalzare il tenore di vita e introdotto una moneta unica europea, l’euro.
Grazie all’abolizione dei controlli alle frontiere tra i paesi membri, le persone possono ora circolare liberamente in quasi tutto il continente. È diventato inoltre molto più facile vivere, lavorare e viaggiare in un altro paese dell’UE.
Il mercato unico o mercato “interno”, che permette la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone, è il principale motore economico dell’UE. Uno dei suoi obiettivi fondamentali è sviluppare questa immensa risorsa per consentire ai cittadini europei di beneficiarne pienamente.
Diritti umani ed uguaglianza
Uno dei principali obiettivi dell’UE è la protezione dei diritti umani, sia al suo interno che nel resto del mondo. Dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e rispetto dei diritti umani sono i valori fondamentali dell’UE. Dall’entrata in vigore del trattato di Lisbona, nel 2009, la Carta dei diritti fondamentali sancisce tutti questi diritti insieme. Le istituzioni dell’UE hanno l’obbligo giuridico di difenderli, e altrettanto sono tenuti a fare i paesi membri quando applicano la legislazione europea.
Istituzioni trasparenti e democratiche
Mentre continua ad accogliere nuovi paesi, l’UE è impegnata a rendere le sue istituzioni più trasparenti e democratiche. Il Parlamento europeo, eletto a suffragio universale diretto, dispone ora di maggiori poteri, mentre i parlamenti nazionali assumono un ruolo più importante, affiancando le istituzioni europee nella loro attività. A loro volta, i cittadini europei dispongono di sempre maggiori opportunità per partecipare al processo di elaborazione delle politiche.
Tutto qui.
Cari Parlamentari europei
siete d’accordo che l‘Unione sia soltanto una mera alleanza un po’ unica nel suo genere, o concordate anche Voi, in quanto rappresentanti di noi cittadini europei (nel senso che esiste una cittadinanza europea, non solo dei cittadini genericamente europei) che nell’autopresentazione dell’Unione debba figurare in primo luogo il messaggio della Dichiarazione Schuman? Quella grazie alla quale il 9 maggio ricorre la festa dell’Unione europea?
Nella dichiarazione del “padre dell’Europa” francese, da cui prese inizio (non citata nell’autopresentazione) la prima Comunità, del Carbone e dell’Acciaio, si possono leggere queste parole:
La fusione della produzioni di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea, e cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui più costantemente sono state le vittime. [e ancora:] Questa proposta costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace.
Già all’epoca, tra l’altro, si creavano delle istituzioni con caratteri almeno in parte sovranazionali e con evidenti potenzialità federali, dall’Alta Autorità all’Assemblea parlamentare, alla Corte di Giustizia. Difatti, a riconoscere aspetti di sovranazionalità alla nostra Comunità/Unione è persino un sito di informazioni piuttosto semplificate, quale Wikipedia. Che così recita:
L’Unione europea (abbreviata in UE) è un’unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo.
Al contrario, l’autopresentazione di sovranazionalità non ne parla affatto. Così come ci sembra piuttosto riduttivo far partire tutto solamente dal 1958.
L’autopresentazione omette inoltre di citare l’impegno originario per uno “sviluppo equilibrato ed armonioso”, nonché – e siamo veramente sorpresi – l’Unione Economica e Monetaria (Uem), la Politica estera e di sicurezza comune, le competenze in materia di Giustizia e affari interni. Lo stesso dicasi per la politica sociale, l’economia sociale di mercato, o la coesione economica, sociale e territoriale, per non dire della solidarietà tra gli Stati membri (tutto contenuto nei trattati “vincolanti”).
Insomma, cari eletti
un sito ufficiale che si rivolge a 7 miliardi di cittadini del mondo non può permettersi di sminuire così la nostra Unione. Andando alle urne, abbiamo creduto di votare non già per un’alleanza priva di ambizione, davvero “unica nel suo genere”, bensì per un’Unione con caratteri di sovranazionalità che si propone di diventare una vera “unione politica”.
Certo, comprendiamo che non sarà facile trovare un’autodefinizione di se stessi. Tuttavia crediamo che sia Vostro dovere, come rappresentanti dei cittadini europei, quello di fornire una diversa e più vera definizione della costruzione istituzionale che gli europei stanno faticosamente, quanto progressivamente portando a compimento, nell’interesse proprio, ma al tempo stesso di tutto il mondo.
Solo Voi potete dare una risposta, aggiornando il sito ufficiale della nostra comune identità, senza reticenze e in nome della verità. Voi ne avete la responsabilità, prima di tutti gli altri. Per parte nostra aspettiamo fiduciosi.
Cordialmente,
Gioventù Federalista Europea Movimento Federalista Europeo- Roma
Il Presidente, Simone Fissolo Il Segretario, Ugo Ferruta
Il Segretario, Giulio Saputo
Il Tesoriere, Antonio Argenziano
“Europa federale”, La task-force dei giovani universitari federalisti
Movimento Federalista Europeo- Lazio Associazione Culturale Alternativa Europea
Il Segretario, Mario Leone Il Presidente, Olimpia Troili

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