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Cari amici federalisti,

a due anni dall’ultima Assemblea statutaria il nostro mandato alla direzione della sezione MFE di Roma è giunto a termine. Le attività svolte (come di consueto consultabili sul sito http://www.mferoma.eu) testimoniano la continuità e la coerenza della nostra azione. Quanto ai contenuti, quelli di voi che hanno avuto modo di partecipare possono ricordare l’interesse e la vivacità degli incontri, in cui si è dibattuto di temi di grande attualità politica.

A dimostrazione di ciò cogliamo l’occasione per invitarvi in sede già il prossimo lunedì 23 Settembre per discutere a caldo i risultati delle elezioni in Germania e i suoi possibili risvolti nel processo d’integrazione europea che mostra sempre più i suoi limiti (vedi invito sul retro). Infatti il voto tedesco apre una stagione determinante per il futuro dell’Europa, che ci vedrà impegnati prima per l’elezione del nuovo Parlamento europeo e subito dopo per il semestre italiano di Presidenza dell’Unione europea.

In questo contesto sarà importante confermare una salda presenza dei federalisti europei nella capitale e dunque vi chiediamo, secondo la propria attitudine e la propria disponibilità, di rinnovare l’impegno per la causa della Federazione europea. Dal canto nostro saremo ben lieti di facilitare un ricambio negli incarichi di sezione in modo da favorire il massimo coinvolgimento di tutti gli iscritti e nuove risorse per la conduzione della vita della Sezione. Per questo motivo, dopo oltre 6 anni di mandato, sia il Segretario che il Tesoriere hanno espresso la volontà di passare la mano, grazie anche alla continuità della linea politica assicurata dalla disponibilità del Presidente a continuare il suo incarico. Dunque chiunque voglia dare la propria disponibilità ad entrare in Direzione e/o ad altri incarichi, può segnalarla scrivendo a mfe@mferoma.eu

Tutte le decisioni saranno prese all’Assemblea statutaria degli iscritti per il rinnovo degli organi che è convocata presso la nostra sede al quarto piano di Piazza della libertà 13 (Metro A Lepanto) per

Martedì 1 ottobre 2013, ore 17,30
Con il seguente ordine del giorno:

• Introduzione del Presidente
• Relazione del Segretario
• Relazione del Tesoriere e approvazione del bilancio
• Nomina dei delegati romani al Congresso regionale di novembre
• Elezione del Direttivo e degli altri organi della sezione
• Varie ed eventuali

Augurandoci di vedervi numerosi, vi porgiamo i nostri migliori saluti federalisti.

Il Presidente Il Segretario
Paolo Ponzano Paolo Acunzo

Si è tenuta presso il CIFE (centro italiano di formazione europea) il 10 settembre 2013 una conferenza sull’integrazione regionale tenuta da Fernando A. Iglesias, vicepresidente di democrazia globale di Buenos Aires e direttore della Cattedra Spinelli (CUIA). Ha introdotto l’incontro, il direttore del CIFE, Lino Venturelli, il quale ha letto una dichiarazione del ministro dell’integrazione Kienge, riguardo il problema del razzismo. Il ministro ha ricordato che “… solo con un dialogo opportuno senza violenza si possono risolvere problemi del genere”.

Il dott. Iglesias ha cominciato la propria relazione partendo dalla peculiarità della crisi in cui stiamo vivendo; ci troviamo in un momento in cui si possono fare solo passi avanti, e rinnovare l’attuale ordinamento politico, economico e sociale. Il sistema in cui viviamo ha utilizzato un tipo di approccio nell’affrontare i problemi, che adesso non è più adatto, ha detto il dott. Iglesias. Il metodo che si è utilizzato fino ad oggi può essere riassunto in quattro punti:
1- Integrazione funzionalista. Risolvere le questioni in funzione del problema singolo che si presenta, attuando riforme che possono aiutare solo nel breve periodo. Tale criterio ha funzionato nel passato, ma attualmente non riesce a far fronte al tipo di crisi in cui siamo coinvolti. Bisogna cominciare ad attuare quelle riforme di più larghe vedute che possano preservare il futuro; ad esempio, promuovere uno sviluppo energetico sostenibile al fine di rispettare l’ambiente.
2- Integrazione elitista: fino a questo momento ci sono stati uomini di spicco, come Altiero Spinelli, che hanno portato avanti delle idee senza che ci fosse un vero movimento dal basso che potesse promuoverle, come appunto l’idea federalista. I tempi richiedono una partecipazione del popolo, e quindi dal basso alle grandi idee, per riuscire a cambiare il sistema.
3- Idea Confederativa: questo punto si ricollega al primo; nel lungo periodo gli obiettivi dei singoli stati tendono a coincidere, quindi, conviene cercare di perseguire questi ultimi confederandosi. Nel breve periodo invece gli obiettivi e gli interessi dei singoli stati non coincidono; si consideri la differenza in Europa tra le esigenze degli stati creditori, come la Germania e gli stati debitori come l’Italia, la Grecia o la Spagna. E’ una questione di metodo. Cambiare è doveroso per andare avanti, sennò si rischia di fermarsi ai problemi contingenti senza guardare al futuro, con il rischio di un collasso del sistema.
4- Rapporto tra federazione mondiale e federazione europea: si è detto che non bisogna pensare che prima si debbano risolvere i problemi dei singoli paesi per poi arrivare a una federazione europea, ma c’è bisogno della federazione per risolvere i problemi degli stati. Questo ragionamento deve essere fatto anche a livello globale; non possiamo pensare di arrivare alla federazione europea rimanendo indifferenti a quello che succede nel mondo, sennò si rischia di rimanere indietro. Allo stesso modo, certi problemi europei possono essere risolti a livello mondiale, e quindi, con un’ipotetica federazione mondiale. Dunque, non esiste una precedenza o un ordine tra federazione europea e mondiale; lo sviluppo di ognuna di esse deve avvenire contemporaneamente. Lo sviluppo europeo è legato a quello mondiale, basti pensare alle interconnessioni economiche che oramai hanno degli effetti e interconnessioni globali. Si pensi ai temi quali la Carbon Tax (tassa sulle risorse energetiche che emettono biossido di carbonio nell’atmosfera) la Tobin Tax (tassa sulle transazioni sui mercati valutari) o un welfare state (sistema sociale che vuole garantire a tutti i cittadini, la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili). Tali misure per avere un senso vanno oggi affrontate a livello globale.

Ci vorrebbero dei trattati internazionali che salvaguardino in modo effettivo i diritti fondamentali dei cittadini del mondo, delle istituzioni sovranazionali legittimate a intervenire su questioni umanitarie (si considerino i problemi di molti paesi che si affacciamo sul Mediterraneo e il vento antidemocratico che attualmente caratterizza e genera tali problemi e che richiede immediati interventi politici e umanitari).

Il dott. Iglesias ha portato l’esempio dell’America Latina descrivendo la situazione in cui tale area di mondo si trova. In questo momento, il sud dell’America presenta una grave disuguaglianza economica e sociale ed è stata messa al primo posto, tra tutti i paesi del mondo, per il tasso di violenza. La criminalità organizzata dell’Argentina, per esempio, è inaffrontabile per il governo nazionale, poiché, l’organizzazione criminale opera a livello sovrannazionale, per cui il governo argentino per molte questioni non può intervenire in modo adeguato. Il dott. Iglesias propone di creare una Corte Penale Internazionale che sia competente a occuparsi della criminalità su scala globale.
L’unione di forze a livello federale e il rafforzamento della collaborazione internazionale servirebbero per far fronte alla crisi della sicurezza, al problema ecologico, finanziario e alla crisi demografica. Questi quattro punti rappresentano i pilastri della crisi attuale che nessuno stato da solo è in grado di fronteggiare.

Il Dott. Iglesias rimarca come l’Europa sia una risposta necessaria ma non sufficiente; essa non può affrontare lo strapotere del capitalismo mondiale. Occorre un’unione federalista politica più ampia su basi egualitarie. In questo momento l’UE sta stipulando un accordo commerciale con gli USA che nel giro di circa cinque anni circa sarà pienamente operativo. Quest’accordo può far nascere un accordo anche politico tra le due sponde dell’Atlantico? Sarebbe auspicabile, rileva il dott. Iglesias.
Nel frattempo, noi federalisti, confortati dalle idee di persone come il Dott. Iglesias dobbiamo solo continuare a diffondere l’idea di un’Europa più unita, e magari, di un di mondo maggiormente democratico, affinché possa affrontare in modo coordinato le grande sfide che il nostro futuro già ci riserva.
Eleonora Vasques(GFE Roma)

Cari amici,
visto che nessuno lo fa, proviamo noi a parlare dei possibili risvolti sull’Europa dei risultati delle elezioni in Germania del prossimo 22 settembre, grazie anche alla disponibilità raccoltà a Ventotene dal giornalista tedesco ed esperto di affari europei Michael Braun.
Spero di vedervi numerosi a questo interessante incontro (vedi invito allegato).
Paolo Acunzo
Seg. MFE Roma
001
“LA GERMANIA AL VOTO, L’EUROPA AL BIVIO”
Libere riflessioni sugli effetti del voto tedesco sul processo d’integrazione europea

Incontro con
Michael BRAUN
Giornalista del “Taz. die tageszeitung” e vincitore premio Altiero Spinelli 2013

Giampiero GRAMAGLIA Stefano MILIA
Direttore di EurActiv.it Segretario gen. CIME

Coordina Paolo ACUNZO, Seg. MFE Roma

Lunedì 23 settembre, ore 18
Piazza della Libertà 13 (IV piano) Roma

Si è appena concluso il trentaduesimo seminario di formazione “Il Federalismo in Europa e nel mondo” nell’isola di Ventotene. Dall’uno al sei settembre 2013 centinaia di ragazzi hanno partecipato a diverse conferenze e dibattuto a fondo su vari temi tra loro legati e analizzati nello stato attuale e in un’ipotetica federazione europea. Si è in particolare discusso di diritti dei cittadini, crisi economica, politica estera, pace, politica dell’integrazione dei migranti ecc., nell’ottica comune del progetto federalista europeo.
La banda comunale di Ventotene ha segnato l’avvio dei lavori; il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, l’assessore della provincia di Latina Davide Minchella e il vice presidente dell’istituto Spinelli Gabriele Panizzi, hanno formulato i propri saluti ai ragazzi presenti. Dopo l’introduzione di Alfonzo Iozzo, Direzione dell’Unione Europea dei Federalisti, il governatore della banca d’Italia Ignazio Visco ha presentato ai ragazzi una relazione dettagliata sulla crisi economica e sul debito pubblico.
Nell’ultima giornata sono intervenuti il sindaco di Ventotene Giuseppe Assenzo, il segretario dell’Movimento Federalista Europeo (“MFE”) di Roma Paolo Acunzo, l’assessore alla provincia di Latina Silvio D’arco, ed Eros Brega, coordinatore della conferenza delle Assemblee legislative delle regioni e delle province autonome. Come ultimo intervento, Massimo Contri, direttore dell’istituto Spinelli, ha consegnato al giornalista Michael Braun (corrispondente da Roma di Tageszeitung e direttore della Friedrich-Ebert-Stiftung), il premio giornalistico Altiero Spinelli.
Il seminario è stato articolato in tre fasi principali: la relazione su ciascun tema oggetto di analisi, i gruppi di lavoro e il dibattito in plenaria.
In particolare, i relatori spiegavano l’argomento per dare ai ragazzi gli strumenti e una visione generale del tema; in seguito, i gruppi di lavoro hanno approfondito alcuni aspetti dei temi, per poi porre delle domande ai relatori in una successiva riunione plenaria gestita dai moderatori.
La peculiarità di questo seminario e soprattutto della battaglia federalista, è il diverso modo di far politica che viene alla fine proposto.
Non ci si mobilita per un’ideologia ma bensì per fare in modo che i cittadini europei possano, nell’ambito delle proprie rispettive posizioni politiche e ideologiche, avere cittadinanza e rappresentatività nell’ambito di un più ampio progetto federalista europeo.
Gli Stati Uniti d’Europa sono la conseguenza indispensabile che avrebbe origine dalla formazione di una Costituzione europea, dal riconoscimento e al rispetto sostanziale dei diritti fondamentali e dalla gestione della crisi economica tramite politiche di sviluppo a livello europeo (“agli stati il rigore all’Europa lo sviluppo”). Per far questo, l’Europa ha bisogno di un’unità politica; occorre che l’Europa abbia una sola voce, ad esempio, nell’ambito dei conflitti internazionali.
Esistono i presupposti per una federazione europea, ma adesso le istituzioni europee sono limitate dai poteri decisionali che detengono i singoli stati. Si è parlato, infatti, del principio di sussidiarietà che regola le relazioni tra gli stati membri e le istituzioni comunitarie (enti territoriali, stato, commissione Europea).
Verso la fine della settimana, si è discusso a lungo sulla diffusione dell’idea federalista. Quanto i mass media ne parlano, e in che modo? Come diffonderle in maniera più efficace? E’ stato detto da molti relatori che il problema non è la mancanza d’informazioni corrette sui temi dell’Europa ma la presenza di tante informazioni fuorvianti che rappresentano una visione distorta. Bisognerebbe analizzare come noi giovani federalisti europei possiamo diffondere ai nostri concittadini l’idea di un’Europa federata.
Da qui il tema dell’impegno e della militanza in chiave europeista.
L’MFE non riceve soldi pubblici e non viene finanziato se non tramite i proventi delle attività di tesseramento.
Tutti i relatori hanno fatto notare la necessità degli Stati Uniti d’Europa in questo momento. Spesso si pensa che prima bisogna trattare i problemi all’interno degli stati membri e poi proporre soluzioni di rafforzamento delle istituzioni europee in un’ottica federalista. Dal seminario è emerso esattamente il contrario. Per far fronte ai problemi dei singoli stati bisogna creare una federazione europea maggiormente coesa anche a livello politico, perché proprio grazie a quest’ultima che i problemi, che oramai hanno assunto una dimensione mondiale (che nessuno stato membro può singolarmente risolvere), si affronterebbero nel giusto modo e nella giusta misura.
L’obiettivo è, dunque, uno e concreto: verso gli Stati Uniti d’Europa. Subito.
Eleonora Vasques GFE Roma.

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