L’incontro annuale del Gruppo Spinelli quest’anno è stato suddiviso in tre parti, la prima relativa ai partiti, alla comunicazione ed al rapporto con i media, la seconda relativa all’economia sociale di mercato e la terza relativa alla convergenza economica dei paesi dell’Unione Europa e dell’area euro. L’incontro è stato aperto elencando i principali insuccessi dell’Unione Europea (solamente quelli recenti); il leader dei liberali europei Verhofstadt ha citato Cipro, con riguardo all’economia, l’Ungheria ove è di fatto venuta meno la democrazia e la Siria, che è un fallimento della politica estera dell’Unione Europea. Isabelle Durant ha aggiunto che è stato un gravissimo errore non coinvolgere il popolo nell’integrazione europea, si sarebbero dovuti fondare veri partiti (liste transnazionali) e si sarebbe dovuto fare ampio ricorso al referendum

1. Democrazia, partecipazione, media (prima sessione)
Isabelle Durant, Sylvie Goulard, Andrew Duff, Pierre Defraigne (direttore esecutivo di Ma Collegio Europeo); Daniela Vincenti (Direttore di Euractive)
• Sono stati riconosciuti i problemi dell’affluenza alle urne calante alle elezioni europee e della mancanza di veri partiti europei che facciano una campagna elettorale unica in tutta l’Unione. Spesso quando si parla di Europa si sentono solo le voci degli euroscettici. Al parlamento europeo vi sono grandi comunicatori sia tra gli europeisti, Verhofstadt e Cohn Bendit, che tra gli euroscettici, Farage
• L’Unione Europea ha un pessimo rapporto con i media, viene rilevato che le testate europee che hanno visibilità fuori dall’unione, Economist e Financial Times, sono notoriamente euroscettiche. Duff contesta che i media sono controllati dalla politica nazionale restia alle cessioni di potere all’Unione, Cohn Bendit afferma che Economist e Financial Times sono testate ricche, con cui è difficile competere. E’ fondamentale stabilire media europei, che su tutto il territorio dell’Unione analizzino i medesimi temi
• Bisognerebbe creare un patriottismo europeo, paesi molto eterogenei come la Cina e l’India vi sono riusciti
• Sylvie Goulard ha rilevato che l’Unione Europea, i cui antesignani sono stati creati per ricucire la frattura franco-tedesca potrebbe degenerare in una frattura tra la Germania ed il resto del continente. Si noti che tale affermazione viene fatta da una donna considerata filotedesca in patria
• Sono necessarie liste transnazionali che competono per la conquista del potere; si inizi facendo indicare a ciascun partito il proprio candidato alla commissione per le elezioni europee 2014. A proposito Roberto Gualtieri ha affermato che non è auspicabile che tutti gli europeisti e federalisti convergano su una sola lista, un confronto tra il liberale Verhofstadt e il socialista Schulz è nettamente preferibile ad un rischioso confronto tra europeisti ed euroscettici.
• Sono state riconosciute grosse responsabilità della Commissione Barroso e del metodo Van Rompuy che è nettamente intergovernativo. Duff ha affermato che obiettivi del suo draft di fundamental law sono un esecutivo responsabile verso il parlamento e ad una riduzione del peso del consiglio, non perché quest’ultima sia un’istituzione non democratica (i suoi membri sono espressione di governi eletti), ma perché è inefficace. Verhofstadt ha affermato che bisogna arrivare ad una costituzione per l’Europa, partendo dalla lavoro che sta portando avanti un gruppo guidato da Andrew Duff (la fundamental law)

2. Verso una genuina economia sociale di mercato (seconda e terza sessione)

Verhofstadt, Bendit, Gualtieri, Paul De Grauwe (Economista LSE e direttore dell’istituto europeo); Elsa Fornero, Jo Leinen, Fintan Farrel (direttore European Antipoverty Network), Ulrich Van Santum (direttore centro per gli studi di economia applicata, università di Munster)

• L’economia sociale di mercato, indicata quale obiettivo dell’unione nell’articolo 3 del trattato di Lisbona è un concetto definito da alcuni economisti tedeschi negli anni quaranta, si tratta di un compromesso tra liberismo e socialismo (reale). L’economista Van Santum la definisce come un sistema caratterizzato da imprese e mercati efficienti, associato a sostenibilità dei conti pubblici e sostenibilità ambientale e caratterizzato da elevata inclusione sociale in termini di istruzione e di mercato del lavoro. A suo parere sono molto orientate all’economia sociale di mercato Germania e Svezia, sono molto distanti Francia e Spagna
• Il modello sociale europeo, riconosciuto anche fuori dall’Europa, è “sotto attacco” da molti anni. Vengono individuati quali problemi la presenza di oligopoli, (settori ove il 90% del mercato è coperto da tre o quattro competitor);il fatto che molte risorse vengano trasformate in rifiuti (Farrel); la corruzione che sottrae soldi al popolo e gonfia le mafie (Leinen); la competizione scaricata sui lavoratori (Fornero)
• L’economia sociale di mercato è soprattutto regole. Le banche considerate troppo poco regolate
• Necessita un’unione sociale. I più concordano sull’opportunità di un reddito minimo (salario minimo per i lavoratori e sussidio di disoccupazione per tutti i cittadini), Farrel afferma che sarebbe opportuno introdurlo per direttiva. Eccezionale è la posizione di Von Santum che ritiene che il salario minimo produce disoccupazione (è stato contestato dalla platea). Verhofstadt ha affermato che occorre una certa convergenza anche sulle pensioni, sarebbe opportuno che nessun lavoratore ottenesse una pensione inferiore al 45% dell’ultima retribuzione. Purtroppo in molti paesi dell’Unione questo non si verifica, e ciò accade anche nella benestante Olanda. Bisogna una convergenza buona, per rispondere alla tanto temuta convergenza cattiva, che consiste in una gara al ribasso sui salari
• Occorre dotare l’Unione Europea/l’area euro di un proprio budget. L’assenza di un budget e di un tesoro federale comportano la mancanza di credibilità. L’UE ha un budget dell’1% del prodotto interno lordo, mentre la Svizzera ne ha uno del 15% del pil e gli Stati Uniti ne hanno uno del 25%. Il prossimo parlamento europeo, con un gesto senza precedenti, deve pretendere la rinegoziazione del budget (Verhofstadt). Gli Stati si oppongono all’aumento del budget di mezzo punto percentuale del Pil e poi garantiscono il meccanismo europeo di stabilità con il 7/8% del Pil (a tanto ammonta l’impegno di Italia e Germania). Con l’1/2% del pil si potrebbe realizzare una politica estera e di difesa comune e con un altro budget dell’1/2% del pil si potrebbe realizzare l’unione sociale
• La convergenza sociale necessita di tasse uniformi almeno sulle banche e sulle grandi società (Cohn Bendit), se non si può arrivare alle stesse aliquote, almeno deve esserci la stessa base imponibile (Verhofstadt)
• La BCE si comporta da banca centrale solo da meno di un anno. Se l’economista De Grauwe ha sottolineato che in crisi sarebbe opportuno svalutare la moneta, Cohn Benit ha affermato che la Germania aveva un’industria brillante anche ai tempi del potentissimo marco, mentre per esempio in Italia spesso le svalutazioni della lira si tradussero in aumenti del costo dell’energia
• Occorre una politica industriale comune, si tratta di una caratteristica di tutti o i grandi attori (Cina, India, Stati Uniti), mentre l’UE ha solo elementi di una politica industriale comune (politica della concorrenza, politica dell’ambiente); tra l’altro alcuni speaker hanno criticato la politica della commissione eccessivamente rigorosa, che ha bloccato fusioni che non avrebbero impattato sul mercato dell’UE, ma solo sul mercato di uno o pochi paesi (la fusione Volvo-Skania); alcuni speaker (ma non tutti) ritengono quindi che la politica della concorrenza debba essere rivista

A margine dell’incontro alcuni giornalisti italiani hanno chiesto un parere al ministro Fornero sull’indiscrezione, attribuita a fonti vicine al commissario Rehn, secondo cui la Commissione Europea non concederà all’Italia il permesso di pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, derogando alla patto di stabilità. Il ministro ha affermato che il governo uscente ha imposto grandi sacrifici al paese, che erano necessari, ma hanno acutizzato la recessione, se la commissione bloccasse i pagamento dei debiti dimostrerebbe di non aver capito la situazione italiana.

Salvatore Sinagra

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