COME SI E’ ARTICOLATA L’AZIONE PER L’ICE

Per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile

Il Trattato di Lisbona prevede che un milione di cittadini di almeno 7 paesi dell’UE possano presentare alla Commissione europea un atto legislativo, una legge di iniziativa popolare.

Il testo di un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) deve essere composto da due parti. Il testo vero e proprio che deve rispettare vincoli e criteri imposti dalla Commissione europea per l’ammissibilità (titoli, sottotitoli, numero di caratteri per ogni parte del testo ecc.), mentre il documento di accompagnamento permette di illustrare più nel dettaglio la proposta.

 

Il MFE, al Congresso di Gorizia, ha deciso di sfruttare tale opportunità e attivare questa forma di partecipazione democratica a livello europeo per chiedere all’Europa, di rilanciare l’economia, lo sviluppo e l’occupazione, indicando anche i mezzi di finanziamento necessari. Alla base di questa decisione stava la constatazione dell’impotenza degli stati nazionali europei, singolarmente presi, a avviare uno sviluppo sostenibile e la convinzione che le misure di risanamento, richieste dall’Unione europea, dovessero essere accompagnate da concomitanti misure europee volte alla crescita e all’occupazione “stabile e di qualità”. L’ICE è dunque stata intesa dal MFE  come veicolo per riconquistare il consenso dei cittadini verso le istituzioni europee e per combattere i segni inquietanti di un crescente nazionalismo e populismo.

Considerati i limiti delle politiche di austerità finora sperimentate, questa è sembrata  essere la via maestra per uscire dalla crisi: un’Iniziativa dei Cittadini Europei per riavviare l’economia e l’occupazione; un’azione sorretta da un movimento dal basso che indicasse alle istituzioni europee proposte concrete.

L’aspetto innovativo della nostra proposta sta nell’aver indicato i mezzi di finanziamento: nuove “risorse proprie”del bilancio europeo, provenienti da una tassa sulle transazioni finanziarie – necessaria a penalizzare la speculazione finanziaria – una carbon tax – per combattere i cambiamenti climatici e favorire la transizione verso le energie rinnovabili – e da euro-obbligazioni, in particolare euro project bonds.

Questa proposta può contribuire a mettere in evidenza la necessità che l’Europa proceda con urgenza ad una profonda riforma istituzionale, e completando il disegno dei padri fondatori per la Federazione, colmi il deficit democratico e le dia legittimità, poteri e risorse per agire.

 

Il MFE ha dunque elaborato una prima bozza di testo e di documento di accompagnamento di un’ICE Per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile che è stata sottoposta al pubblico dibattito e al confronto con le forze economiche, politiche e sociali chiedendone la condivisione. L’operazione, che ha preso l’avvio in Italia per estendersi in seguito ad altri paesi dell’Unione europea, ha avuto consensi crescenti.

In Italia a livello locale e regionale sono nati circa 15  Comitati promotori per la Federazione europea. Al Comitato promotore di Torino per la Federazione europea e per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile, ad esempio, hanno aderito mplte importanti organizzazioni (Ab-Imis, ACLI, ACMOS, AEDE, AICCRE, ARCI, ASEGE, Centro studi Paralleli, Centro studi Sereno Regis, CESI, CGIL-Torino-Piemonte, CISLTorino-Piemonte, Federmanager, FIDAPA, FLARE, Forum Associazioni Insegnanti, GFE-To, GFE-Piemonte, Giovani Democratici Torino-Piemonte, Giustizia e Libertà, Gruppo Abele-Libera, IDV Torino-Piemonte, Ist. Studi Storici G. Salvemini, Lega-COOP, MFE-Torino-Piemonte, Partito radicale Torino-Piemonte, PDL-PPE, SAVT Valle d’Aosta, SIOI, Tavola della Pace, UDC-giovani, UDCTorino-Piemonte, UIL-Torino-Piemonte, UIL-Valle dAosta).

A livello italiano sono giunte le adesioni ufficiali di CGIL, CISL, UIL, ARCI, ACLI-FAI, LIBERA-FLARE, ASEGE, AICCRE, ANCI, Tavola della Pace, giovani democratici, Ecosy, FIDAPA ecc.

Il 22 gennaio è avvenuto un incontro tra il MFE, la GFE, l’AICCRE e il sindaco di Torino Piero Fassino che si è impegnato, una volta costituito il comitato italiano, a promuovere una rete di grandi città europee per farle aderire all’ICE. A breve sarà costituito il comitato promotore italiano.

Le Associazioni che hanno una rete europea, Flare/Libera, FAI-ACLI, ARCI, Ecosy ecc., hanno segnalato alle loro reti europee l’iniziativa invitandole ad aderire ai comitati nazionali.

Considerato l’oggetto dell’ICE sindacati, città, Organizzazioni della società civile insieme ai federalisti europei sono i naturali promotori dell’iniziativa.

Fin dal primo momento è stato richiesto che fossero i federalisti sia a livello nazionale che europeo a farsi carico, come forza super partes, del coordinamento dell’azione e così è avvenuto in Francia (la maggioranza dei federalisti francesi si sono impegnati a promuovere l’ICE), Spagna, Grecia (il Comitato greco si è costituito il 22 gennaio scorso), Belgio.

A livello europeo si stanno dunque costituendo i Comitati promotori in Grecia, Spagna, Belgio, Francia, Romania, Lussemburgo. Il 24 gennaio è avvenuto un incontro tra il Presidente MFE Lucio Levi e il Segretario generale del sindacato europeo CES-ETUC Bernadette Ségol che ha dichiarato di condividere gli obiettivi dell’ICE e si è impegnata a diffondere il progetto presso i propri affiliati, invitandoli ad aderire. La CISL sta lavorando alla preparazione di un incontro a Parigi con la CFDT e Notre Europe con l’ambizione di chiedere a Jacques Delors di presiedere il Comitato europeo.

 

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