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Lo scorso lunedi 18 dicembre il MFE di Roma ha organizzato un incontro con i candidati alle prossime elezioni politiche sulle tematiche europee presso il CIFE. Hanno partecipato Federica MOGHERINI, responsabile delle questioni internazionali per il Partito Democratico, Alberto PERA per Fermare il Declino, Rossella MUSTO per Monti per l’Italia e Claudio GIARDULLO per Rivoluzione Civile (Lista Ingroia).

 

Paolo ACUNZO, segretario del MFE, ricorda che solo una settimana prima, sempre presso la sede del CIFE, si è tenuta la conferenza-stampa per la presentazione del Comitato italiano per l’ICE, l’Iniziativa dei Cittadini Europei, cioè una sorta di legge popolare europea previsto dal Trattato di Lisbona.

 

Federico CASTIGLIONI della GFE ha letto le righe dedicate all’Europa dai programmi del PDL e di Fratelli d’Italia, che non hanno ritenuto di accogliere il nostro invito, come d’altronde fatto anche dagli esponenti del Movimento 5 Stelle.

 

In ordine alfabetico, esordisce GIARDULLO, dirigente di polizia, candidato anche a Napoli, città che ha problemi talmente gravi da far sembrare molto lontana l’Europa, che appare troppo tecnocratica e con poco coraggio politico. GIARDULLO sottolinea che questa è un’Europa per ricchi, in quanto dominata dalle banche, di cui contesta la separazione tra banche d’affari e d’investimento. Critica il prestito agevolato di 500 miliardi di euro concesso al 1%, che le banche hanno restituito nella prima tranche di 137 miliardi, ma nella seconda di soli tre. Sostiene che l’Europa si è dimostrata troppo attenta al rigore e poco attenta al welfare e che per una maggiore democratizzazione bisogna superare il modello intergovernativo.

 

MOGHERINI ricorda che è iscritta al MFE Roma ma cresciuta politicamente all’interno del PSE, del quale ammette i limiti ma ne sottolinea anche l’autenticità dello spirito europeista. Ritiene che sia lì che si giochi il futuro dei partiti nazionali e sostiene che l’interesse nazionale coincide ormai con l’integrazione europea ed esprime un giudizio negativo sulla diminuzione degli stanziamenti infrastrutturali e nella formazione previsti dal bilancio di previsione da poco approvato. La crisi attuale è in parte una profezia autoavverantesi: per decenni le destre hanno lavorato contro l’Europa e ora la criticano per le sue insufficienze. Per la prima volta ora è proprio il resto del mondo, preoccupato dalla nostra crisi, a chiederci una maggiore integrazione. Da questo punto di vista, basterebbe utilizzare tutti gli spazi che il Trattato di Lisbona ci offre. L’elezione diretta del presidente della Commissione rientra in queste possibilità, così come l’imposta sulle transazioni finanziarie. E’ poi evidente la stasi del processo di allargamento a Est e a Sud.

 

MUSTO, funzionaria del MIUR, dal 1994 si occupa di formazione del cittadino europeo nel mondo della scuola e dell’università. Sottolinea che gli investimenti della UE sulla formazione sono stati poco attenti alla qualità e alla dispersione scolastica, ma l’ultimo governo Berlusconi è stato il peggiore per i tagli all’istruzione per la formazione dei docenti . Ricorda che il MIUR ha creato Eurydice, un network che fornisce informazioni e analisi sui sistemi e le politiche educative su 36 paesi d’Europa.

 

PERA ammette che nel programma della sua lista non c’è molto sull’Europa perché si sono privilegiati gli interventi di modernizzazione dell’economia italiana, ma riconosce il ruolo molto importante giocato dalla UE e ricorda che paesi come Germania e la stessa Polonia hanno fatto le riforme che noi stiamo affrontando ora già dieci anni fa.

 

A questi interventi introduttivi è seguita la partecipazione dei presenti con osservazioni e domande. Vi sono stati una dozzina di interventi dal pubblico, tra i quali:

Luigi TANGREDI del PSI ricorda che nel Lazio la sua lista si presenta fuori da coalizioni e critica il Fiscal Compact per i forti vincoli che impone e i tagli alla scuola del governo Monti. La UE deve scegliere tra Berlino o Parigi. Marco MARAZZI, Segretario generale Partito Federalista Europeo, paventa la possibilità di una maggioranza di destra o di estrema sinistra al Parlamento Europeo, mentre Gabriella TOMA pone il problema del fallimento delle politiche tedesche di austerità neoliberista e del neokeynesismo di Krugman.

 

Alcide Scarabino

Vice Seg. MFE Roma

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Cari amici,

in attesa di poter far circolare la relazione di approfondimento del dibattito svolto che sta preparando Alcide Scarabino, Vice Seg. MFE Roma, e gli articoli dei giornalisti presenti, comunico che:

 

Il 18 feb dalle ore 18 si è tenuto presso il CIFE l’incontro con i candidati promosso dal MFE Roma “Per un’Italia europea, vota chi s’impegna per gli Stati Uniti d’Europa”. Il dibattito, che ha visto rispondere tutti i relatori presenti alle numerose sollecitazioni del pubblico per oltre tre ore, è stato partecipato da circa 40 persone e da 4 rappresentanti delle coalizioni che fanno capo rispettivamente a Bersani, Giannino, Ingroia e Monti (vedi programma in allegato). Infatti sia la rappresentante di Berlusconi che quella di Grillo hanno declinato all’ultimo momento l’invito: la prima per altri impegni elettorali con la promessa di essere sostituita da altro candidato; la seconda “perché il M5S ha deciso di concentrarsi sulla campagna elettorale nelle piazze e in particolare nell’organizzazione della manifestazione conclusiva che si terrà a Roma in Piazza San Giovanni”. Inoltre dalla platea sono intervenuti Luigi Tangredi, candidato al Senato per il PSI, e vari esponenti del Partito Federalista Europeo.

 

Ogni primo intervento dei relatori è stato introdotto da Federico Castiglioni, Dir. GFE Roma, con la lettura di estratti del programma sull’Europa delle relative forze politiche, precedentemente predisposte da Stefano Milia, Seg. gen. CIME, (vedi schede in allegato) e i lavori sono stati coordinati da Paolo Acunzo, Seg. MFE Roma, il quale ha ricordato le numerose iniziative e prese di posizione del MFE, a partire dall’invito a tutte le forze politiche presenti ad aderire al Comitato italiano per l’ICE per un Piano europeo per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione, costituito la settimana precedente presso la stessa sede.

 

Il lungo e acceso dibattito si è concluso con la firma di tutti i relatori dell’impegno proposto dal MFE, aggiungendo alle adesione gia raccolte dalla Sezione da parte di alcuni candidati del PD (Roberto Di Giovan Paolo, Sandro Gozi, Marco Miccoli e Vincenzo Vita) quelle dei relatori intervenuti, ossia Claudio Giardullo (Rivoluzione civile), Federica Mogherini (PD), Rosa Musto (Scelta civica) e Alberto Pera (Fare).

 

Paolo Acunzo

Seg. MFE Roma

 

Qui di seguito i link di alcuni articoli sulla nostra iniziativa:

 

http://www.euractiv.it/it/news/sociale/6688-elezioni-2013-mfe-candidati-a-confronto-sulleuropa.html

 

http://www.euractiv.it/it/interviste-e-opinioni/opinioni/6668-elezioni-2013-mfe-votare-chi-si-impegna-per-lue.html

Per un’Italia europea,

vota chi s’impegna per gli Stati Uniti d’Europa

 

L’Italia si salva e progredisce solo con l’Europa, con l’euro, con l’unione politica democratica del continente. Solo con il contributo decisivo delle politiche, dei programmi e delle risorse di una rinnovata Unione Europea potremo avere sviluppo e occupazione.

 

La costruzione della democrazia federale europea è necessaria per lo sviluppo della democrazia italiana ed è la condizione per decidere insieme agli altri popoli europei il nostro comune avvenire.

 

Lunedì 18 febbraio, ore 18

INCONTRO CON I CANDIDATI

CIFE, Salita de Crescenzi, 26 Roma (Pantheon)

 

  • Chiara COLOSIMO (Coalizione BERLUSCONI, Fratelli d’Italia)*

 

  • Claudio GIARDULLO (Coalizione INGROIA, Rivoluzione civile)

 

  • Marta GRANDE (Coalizione GRILLO, M5S)*

 

  • Federica MOGHERINI (Coalizione BERSANI, PD)

 

  • Rossella MUSTO (Coalizione MONTI, Scelta civica)

 

  • Alberto PERA (Coalizione GIANNINO, Fare)

 

* in attesa di conferma

 

La campagna elettorale, che ormai sta entrando nella sua decisiva ultima settimana, ha visto i principali candidati rincorrersi in strabilianti proclami e nell’attribuzione reciproca delle responsabilità dei numerosi scandali che si sono susseguiti. Ciò ha portato ad un generale disinteresse dell’opinione pubblica, stanca di vecchie litanie che si speravano ormai sorpassate e soprattutto delusa dell’assenza di proposte che potessero cambiare il futuro del paese e pertanto dei suoi cittadini.

Nel frattempo con i deludenti risultati del Consiglio europeo sul bilancio UE si è avuta la dimostrazione plastica che le sorti dell’Italia, e non solo, della sua uscita dalla crisi e in generale della ripresa della crescita e dell’occupazione in realtà, benché non fossero affrontati nella campagna elettorale in corso, venissero decisi da pochi “regnanti” riuniti in alcune grigie stanze di Bruxelles, senza che i cittadini apparentemente possano dire la propria, a meno che non prendano coscienza del potente mezzo che hanno a loro disposizione: il voto.

Il Movimento Federalista Europeo (MFE), consapevole di ciò da ormai 70 anni, ha approvato un proprio manifesto elettorale, benché non si presenti alle elezioni, una lettera d’impegno e promosso incontri pubblici con i candidati un po in tutta Italia (vedi www.mfe.it).

Anche la Sezione “Altiero Spinelli” del MFE ha promosso un analogo incontro che si terrà Lunedì 18 febbraio alle ore 18 a Roma presso il CIFE in Salita de Crescenzi 26 in zona Pantheon (vedi www.mferoma.eu).

L’intento dell’incontro è chiaro sin dal suo titolo. “Per un’Italia europea, vota chi s’impegna per gli Stati Uniti d’Europa” e coinvolgerà candidati di tutti gli schieramenti, a partire dalla partecipazione di tre candidate quali l’On. Federica Mogherini, responsabile per la Globalizzazione del PD, Marta Grande, seconda in lista alla camera per il Movimento 5 Stelle, o Rossella Musto, esperta di politiche comunitarie candidata per la Lista Monti.

Ciascun intervento sarà aperto dalle proposte sull’Europa estratte dal programma elettorale di ogni coalizione, in modo da potersi rendere conto immediatamente di quale rilevanza al tema venga riservata da ciascuna forza politica. Infatti ormai se è vero che le principali “policies” vengono definite in ambito comunitario, la “Politics” rimane ancorata ad una dimensione nazionale, che non è piu in grado da sola di prendere le decisioni che contano.

Il dibattito farà emergere se è vero, come alcuni osservatori sostengono, che in Italia è in corso uno scontro tra due visioni diverse per uscire dalla crisi, che nel continente è caratterizzata dalla dialettica Merkel-Hollande. Farà capire come potrebbe cambiare il ruolo del nostro paese nel contesto internazionale a seconda di chi vince e che queste elezioni saranno importanti anche per il futuro dell’UE, perché non è indifferente sapere chi sarà il “regnante” italiano che si siederà al prossimo Consiglio europeo, almeno fino a quando non si costruirà finalmente una piena democrazia federale in Europa. In definitiva l’incontro vuole essere un modesto contributo nel tentativo di costruire in modo partecipato un’Italia europea.

Paolo Acunzo

ndr: Articolo preparato per “EurActiv”. Di seguito il link dell’evento e in allegato la locandina. Vi aspettiamo !!!!

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.2777052217932.137772.1006910923&type=1#!/events/202489406562525/

Per un’Italia europea,

vota chi s’impegna per gli Stati Uniti d’Europa

 

L’Italia si salva e progredisce solo con l’Europa, con l’euro, con l’unione politica democratica del continente. Solo con il contributo decisivo delle politiche, dei programmi e delle risorse di una rinnovata Unione Europea potremo avere sviluppo e occupazione.

 

La costruzione della democrazia federale europea è necessaria per lo sviluppo della democrazia italiana ed è la condizione per decidere insieme agli altri popoli europei il nostro comune avvenire.

 

Lunedì 18 febbraio, ore 18

INCONTRO CON I CANDIDATI

CIFE, Salita de Crescenzi, 26 Roma (Pantheon)

 

  • Chiara COLOSIMO (Coalizione BERLUSCONI, Fratelli d’Italia)*

 

  • Riccardo GALLO (Coalizione GIANNINO, Fare)

 

  • Marta GRANDE (Coalizione GRILLO, M5S)

 

  • Flavio LOTTI (Coalizione INGROIA, Rivoluzione civile)*

 

  • Federica MOGHERINI (Coalizione BERSANI, PD)

 

  • Rossella MUSTO (Coalizione MONTI, Scelta civica)

 

* in attesa di conferma

La decisione del Consiglio europeo di ridurre il bilancio dell’Unione europea
è un altro grave segnale dell’incapacità dell’Unione Europea di rispondere alle
sfide che la incalzano. Una incapacità che paradossalmente emerge anche da un
passaggio dello stesso comunicato finale del Consiglio europeo, in cui si
chiede che vengano introdotte nuove risorse proprie a partire da iniziative di
gruppi di Stati, come quella promossa da undici paesi dell’Eurozona per
introdurre la tassa sulle transazioni finanziarie, e non dall’Unione europea in
quanto tale. Bene hanno dunque fatto i capigruppo delle principali famiglie
politiche europee al Parlamento europeo a contestare la decisione del Consiglio
europeo. Tuttavia, non basta chiedere l’aumento delle risorse proprie dell’UE,
perché i Trattati impongono che questa decisione sia presa all’unanimità.
Come da tempo sostiene il MFE,
– è necessario reperire nuove risorse proprie con una tassa sulla transazioni
finanziarie e una carbon tax a partire dai paesi dell’Eurozona e fondare questa
richiesta sulla spinta dal basso proveniente da almeno un milione di cittadini,
utilizzando l’Iniziativa dei cittadini europei per un piano europeo di sviluppo
sostenibile e per l’occupazione;
– occorre collegare il tema della creazione di un bilancio adeguato, e del
rilancio della politica europea di sviluppo, ad un progetto politico
costituente nel quadro dell’Eurozona; e in questo quadro è indispensabile
avviare subito l’unione bancaria, fiscale, economica e politica e dar vita a
quel governo economico e politico indispensabile per far uscire l’Europa dalla
crisi.
Solo così gli europei potranno recuperare la sovranità ed il controllo
democratico sulle decisioni determinanti per il loro avvenire, che hanno
perduto! a livel lo nazionale, e che non hanno ancora riconquistato a livello
europeo.
Per questo, in vista delle elezioni nazionali, il MFE ha chiesto ai candidati
di impegnarsi a
– sostenere la creazione di un bilancio aggiuntivo ad hoc per l’Eurozona
dotato delle risorse necessarie per avviare un New Deal europeo e le riforme
necessarie per un controllo democratico della gestione di tale bilancio;
– dare impulso alla costruzione della Federazione europea a partire dai paesi
dell’Eurozona attraverso una Convenzione costituente democratica, allo scopo di
trasferire a livello sovranazionale i poteri e le risorse indispensabili nei
settori della fiscalità, del bilancio e della politica economica.

L’ICE è un istituto di democrazia partecipativa
previsto dall’art 11 del

Trattato di Lisbona che consente a un milione di cittadini, di almeno 7 Paesi

dell’UE, di presentare alla Commissione europea una proposta di legge di

iniziativa popolare europea.

L’azione si sta sviluppando a livello europeo. Stanno nascendo analoghi

comitati promotori in Grecia, Spagna, Belgio, Francia, Romania, Lussemburgo. Si

sta costituendo una rete di città europee per promuovere l’iniziativa. Il

Segretario Generale della Confederazione Europea del Sindacati Bernadette Ségol

ha dichiarato di condividere gli obiettivi dell’ICE.

A Roma erano presenti 11 organizzazioni che hanno dato vita alla costituzione

del Comitato italiano e si sono impegnate a coinvolgere le loro reti europee

per la raccolta delle firme.

La conferenza stampa di presentazione del Comitato è stata aperta dall’

intervento del Movimento Federalista Europeo, promotore dell’ ICE. Sono seguiti

gli interventi di CGIL, CISL, UIL, ARCI, ACLI-FAI, Legambiente, Libera-FLARE,

European Alternatives, Movimento Europeo, AICCRE.

Paolo Ponzano, Presidente MFE-Roma, ha illustrato l’Iniziativa del Cittadini

Europei e data notizia che la prima iniziativa lanciata in Europa da parte dei

comitati per l’acqua pubblica ha già raggiunto il milione di firme. Ciò

dimostra la fattibilità di questo strumento di democrazia partecipativa.

Lucio Levi, Presidente nazionale MFE ha affermato: “vogliamo dare voce ai

milioni di cittadini che pagano il costo della crisi, soprattutto i 25 milioni

di disoccupati in Europa”. Né le politiche di austerità né le risorse dei
bilanci nazionali sono sufficienti a rilan! ciare l92economia, che è integrata a

livello europeo.

Occorre quindi un piano europeo di sviluppo sostenibile finanziato da risorse

proprie da reperire attraverso la tassa sulle transazioni finanziarie e la

Carbon tax sulle emissioni di CO2.

Usiamo la parola “sviluppo” e non crescita perché non è l’aumento dei consumi

da perseguire, ma il miglioramento della qualità della vita.

Il reperimento delle risorse è il tema più difficile da affrontare date le

opposizioni di alcuni paesi all’aumento del bilancio della UE. Per questo

occorre superare il sistema di voto che prevede il veto e si può ipotizzare un

budget separato della zona Euro e questo impone una modifica dei trattati ed

una riforma istituzionale.

L’euroscetticismo dilagante si combatte non a parole ma con concrete

iniziative per lo sviluppo.

Breve sintesi degli interventi

Andrea Mone, responsabile del Coordinamento politiche europee CISL, ha

affermato che occorre superare l’approccio intergovernativo e rilanciare il

modello sociale europeo. Il pregio di questa proposta sta nell’indicazione

concreta delle forme di finanziamento.

Stefano Tassinari vice presidente nazionale ACLI : la crisi non è solo

economica ma politica, c’è un problema di governance internazionale. Non si

esce dalla crisi con le stesse ricette che a questa crisi hanno portato. Il

contributo della Tobin Tax dovrà essere utilizzato dall’Europa e non dai

singoli Stati. La spinta dei cittadini è utile per cambiare il tipo di

governante dell’Europa.

Andrea Costi responsabile ambiente UIL nazionale . Le organizzazioni sindacali

non possono non sostenere iniziative come queste che puntano allo sviluppo

sostenibile. Questa ICE è un valido strumento per sviluppare la green economy.

Raffaella Bolini responsabile internazionale ARCI : L’ARCI mette a

disposizione la propria struttura per la raccolta delle firme. Per! fino Oba ma

indica investimenti pubblici e una conversione ecologica dell’economia per

uscire dalla crisi. Il Parlamento Europeo, che ha contestato la riduzione del

bilancio dell’Unione ha bisogno dell’appoggio dei cittadini. Significativo e

positivo il fatto che il primo comitato per questa ICE si sia costituito nelle

scorse settimane in Grecia.

Maurizio Gubbiotti coordinatore nazionale Lega Ambiente. La campagna

elettorale è passata dal tormentone “ce lo chiede l’Europa” al totale silenzio

sull’impegno e sulle politiche europee, come c’è silenzio sulle tematiche

ambientali. Dobbiamo ripartire da iniziative come l’ICE sullo sviluppo

sostenibile, perché c’è bisogno di Europa proprio per affrontare i temi dello

sviluppo e dell’ambiente, e l’Europa può fare la differenza.

Giulia Barbucci segretariato Europa CGIL. La CGIL nella sua Conferenza di

programma ha indicato obiettivi identici, che sono indicati anche nel “social

compact” proposto dal sindacato europeo ETUC/CES, la cui segretaria generale

Bernadette Ségol appoggia espressamente questo piano.

Gabriele Panizzi vice presidente AICCRE . L’attuale ICE ripropone quella

spinta dal basso che rappresenta il motivo ispiratore delle iniziative

federaliste da Spinelli in poi. Va coinvolto il Comitato delle Regioni e l’

AICCRE opererà per questo.

Ludovica Ioppolo Gruppo Abele LIBERA-FLARE . Lottare contro le

organizzazioni criminali, che è il compito della nostra organizzazione,

presuppone uno sviluppo che dia speranza e coraggio alle fasce deboli della

popolazione.

Stefano Milia segretario CIME. Il Movimento Europeo da tempo cerca di

promuovere lo strumento ICE come forma di partecipazione popolare alla

dimensione democratica dell’Europa. Il lancio di questa e di altre iniziative

contribuirà a promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini alle

elezioni europee del 2014.

Lorenzo Marsi! li Diret tore European Alternatives : European Alternatives ha

già lanciato un’altra ICE sulla libertà dei media e sostiene anche questa : lo

strumento ICE è un percorso difficile ma essenziale per creare l’Europa

democratica che ancora non c’è. Importante sarà anche la battaglia per il

bilancio europeo che il Parlamento Europeo si accinge a fare. Importante in

questa ICE è che non grava sui contributi dei singoli Stati ma su risorse

proprie, quindi non contraddice la necessità di ridurre i disavanzi nazionali.

Al seguente link la foto di un momento della conferenza stampa: http://www.

flickr.com/photos/13121571@N05/8465098090/in/photostream

Blog: http://eci-sviluppoeoccupazioneineuropa.blogspot.it/

COME SI E’ ARTICOLATA L’AZIONE PER L’ICE

Per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile

Il Trattato di Lisbona prevede che un milione di cittadini di almeno 7 paesi dell’UE possano presentare alla Commissione europea un atto legislativo, una legge di iniziativa popolare.

Il testo di un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) deve essere composto da due parti. Il testo vero e proprio che deve rispettare vincoli e criteri imposti dalla Commissione europea per l’ammissibilità (titoli, sottotitoli, numero di caratteri per ogni parte del testo ecc.), mentre il documento di accompagnamento permette di illustrare più nel dettaglio la proposta.

 

Il MFE, al Congresso di Gorizia, ha deciso di sfruttare tale opportunità e attivare questa forma di partecipazione democratica a livello europeo per chiedere all’Europa, di rilanciare l’economia, lo sviluppo e l’occupazione, indicando anche i mezzi di finanziamento necessari. Alla base di questa decisione stava la constatazione dell’impotenza degli stati nazionali europei, singolarmente presi, a avviare uno sviluppo sostenibile e la convinzione che le misure di risanamento, richieste dall’Unione europea, dovessero essere accompagnate da concomitanti misure europee volte alla crescita e all’occupazione “stabile e di qualità”. L’ICE è dunque stata intesa dal MFE  come veicolo per riconquistare il consenso dei cittadini verso le istituzioni europee e per combattere i segni inquietanti di un crescente nazionalismo e populismo.

Considerati i limiti delle politiche di austerità finora sperimentate, questa è sembrata  essere la via maestra per uscire dalla crisi: un’Iniziativa dei Cittadini Europei per riavviare l’economia e l’occupazione; un’azione sorretta da un movimento dal basso che indicasse alle istituzioni europee proposte concrete.

L’aspetto innovativo della nostra proposta sta nell’aver indicato i mezzi di finanziamento: nuove “risorse proprie”del bilancio europeo, provenienti da una tassa sulle transazioni finanziarie – necessaria a penalizzare la speculazione finanziaria – una carbon tax – per combattere i cambiamenti climatici e favorire la transizione verso le energie rinnovabili – e da euro-obbligazioni, in particolare euro project bonds.

Questa proposta può contribuire a mettere in evidenza la necessità che l’Europa proceda con urgenza ad una profonda riforma istituzionale, e completando il disegno dei padri fondatori per la Federazione, colmi il deficit democratico e le dia legittimità, poteri e risorse per agire.

 

Il MFE ha dunque elaborato una prima bozza di testo e di documento di accompagnamento di un’ICE Per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile che è stata sottoposta al pubblico dibattito e al confronto con le forze economiche, politiche e sociali chiedendone la condivisione. L’operazione, che ha preso l’avvio in Italia per estendersi in seguito ad altri paesi dell’Unione europea, ha avuto consensi crescenti.

In Italia a livello locale e regionale sono nati circa 15  Comitati promotori per la Federazione europea. Al Comitato promotore di Torino per la Federazione europea e per un Piano europeo straordinario di sviluppo sostenibile, ad esempio, hanno aderito mplte importanti organizzazioni (Ab-Imis, ACLI, ACMOS, AEDE, AICCRE, ARCI, ASEGE, Centro studi Paralleli, Centro studi Sereno Regis, CESI, CGIL-Torino-Piemonte, CISLTorino-Piemonte, Federmanager, FIDAPA, FLARE, Forum Associazioni Insegnanti, GFE-To, GFE-Piemonte, Giovani Democratici Torino-Piemonte, Giustizia e Libertà, Gruppo Abele-Libera, IDV Torino-Piemonte, Ist. Studi Storici G. Salvemini, Lega-COOP, MFE-Torino-Piemonte, Partito radicale Torino-Piemonte, PDL-PPE, SAVT Valle d’Aosta, SIOI, Tavola della Pace, UDC-giovani, UDCTorino-Piemonte, UIL-Torino-Piemonte, UIL-Valle dAosta).

A livello italiano sono giunte le adesioni ufficiali di CGIL, CISL, UIL, ARCI, ACLI-FAI, LIBERA-FLARE, ASEGE, AICCRE, ANCI, Tavola della Pace, giovani democratici, Ecosy, FIDAPA ecc.

Il 22 gennaio è avvenuto un incontro tra il MFE, la GFE, l’AICCRE e il sindaco di Torino Piero Fassino che si è impegnato, una volta costituito il comitato italiano, a promuovere una rete di grandi città europee per farle aderire all’ICE. A breve sarà costituito il comitato promotore italiano.

Le Associazioni che hanno una rete europea, Flare/Libera, FAI-ACLI, ARCI, Ecosy ecc., hanno segnalato alle loro reti europee l’iniziativa invitandole ad aderire ai comitati nazionali.

Considerato l’oggetto dell’ICE sindacati, città, Organizzazioni della società civile insieme ai federalisti europei sono i naturali promotori dell’iniziativa.

Fin dal primo momento è stato richiesto che fossero i federalisti sia a livello nazionale che europeo a farsi carico, come forza super partes, del coordinamento dell’azione e così è avvenuto in Francia (la maggioranza dei federalisti francesi si sono impegnati a promuovere l’ICE), Spagna, Grecia (il Comitato greco si è costituito il 22 gennaio scorso), Belgio.

A livello europeo si stanno dunque costituendo i Comitati promotori in Grecia, Spagna, Belgio, Francia, Romania, Lussemburgo. Il 24 gennaio è avvenuto un incontro tra il Presidente MFE Lucio Levi e il Segretario generale del sindacato europeo CES-ETUC Bernadette Ségol che ha dichiarato di condividere gli obiettivi dell’ICE e si è impegnata a diffondere il progetto presso i propri affiliati, invitandoli ad aderire. La CISL sta lavorando alla preparazione di un incontro a Parigi con la CFDT e Notre Europe con l’ambizione di chiedere a Jacques Delors di presiedere il Comitato europeo.

 

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