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                          MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

      Sezione “Altiero Spinelli”  Roma

 

ASSEMBLEA APERTA

degli iscritti e dei simpatizzanti

 

Mercoledì 28 novembre 2012, ore 18.30

Piazza della Libertà 13, IV Piano

(Metro A Lepanto) Roma

 

 

 

DIECI MINUTI PER L’EUROPA

 

Introduce

Paolo ACUNZO, Vice Seg. naz. MFE

 

Sono invitati a intervenire tutti gli iscritti del MFE Roma e tra gli altri hanno già confermato il loro contributo al dibattito:

Sergio BELLUCCI, fondatore NetLeft

Ines CALOISI, Pres. TIA Formazione International

Roberto CECCARELLI, Sinistra Europea

Roberto DI GIOVAN PAOLO, Pres. Intergruppo Federalista, Senato della Repubblica

Sandro GOZI, Pres. Intergruppo Federalista, Camera dei Deputati

Francesco GUI, Pres. MFE Lazio

Stefano MILIA, Seg. gen. CIME

Federica MOGHERINI, Deputato

Gianni PITTELLA, Vice Pres. vicario del Parlamento europeo*

David SASSOLI, Parlamentare europeo

Patrizia SENTINELLI, AltraMente

Debora SERRACCHIANI, Parlamentare europeo*

Tommaso VISONE, Pres. GFE Roma

 

Conclude

Paolo PONZANO, Pres. MFE Roma

 

* con invio di contributo scritto

 

Contributo di Gianni Pittella (Vice Presidente vicario del Parlamento Europeo)

Cari amici del MFE Roma,

vi ringrazio dell’invito alla vostra interessante Assemblea, ma impegni istituzionali mi costringono a non poter partecipare personalmente alla vostra iniziativa, esempio importante di dibattito diffuso e vicino ai cittadini per favorire quanto prima la costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Vogliate cio non dimeno accettare questo mio contributo al vostro/nostro dibattito.

Il varo del Trattato di Lisbona ha segnato due anni fa un salto di qualità nell’ambizioso progetto di dare una nuova governance all’Europa,  una svolta che in molti avevamo auspicato e sollecitato e nella quale l’europarlamento aveva riposto la speranza di ricucire un preoccupante vulnus aperto nella fiducia dei cittadini riguardo la validità e l’utilità stessa dell’Unione europea. Con il Trattato di Lisbona si è usato lo strumento del diritto per cominciare a tracciare una nuova architettura della dinamica del sistema dei ‘’check and balance’’ che regolano i rapporti tra i vari poteri, nella progressiva cessione di sovranità nazionale a un’entità sovrastatale che e’ alla base del complesso quadro comunitario.  Unico organismo eletto direttamente dai cittadini, ma che fino ad allora aveva ricoperto il ruolo di semplice organismo consultivo nell’attività normativa e nella formazione delle direttive assunte dalla Commissione e dal Consiglio europeo, al Parlamento europeo veniva riconosciuto finalmente lo status di ‘’co-decisore’’ nel processo legislativo dell’Unione, in materie fondamentali come la formazione del bilancio.

L’obiettivo politico principale che le forze progressiste avevano posto nel nuovo trattato, era di colmare un deficit di rappresentanza che aveva reso la burocrazia della Ue sempre più distante e addirittura ostile nella percezione comune dei suoi cittadini, con pericolose ricadute sulla tenuta democratica complessiva dell’intero continente. Il pericolo maggiore per il processo di integrazione europea era individuabile proprio nella diffidenza verso le istituzioni di Bruxelles, alimentata e cavalcata in questi anni da schieramenti populisti e xenofobi, fautori della primazia della nazione su ogni organismo sopranazionale e addirittura della reclusione rassicurante delle aspirazioni delle comunità locali nelle cosiddette ‘piccole patrie’, celebrate nel nostalgico e mitico ricordo di un presunto, idilliaco e antistorico passato.

Oggi questo pericoloso processo di disgregazione dell’Unione europea si è ripresentato sotto nuove forme sull’onda dello tzunami che ha investito l’economia e i mercati finanziari pubblici e privati, a partire dalla crisi dei sub-prime statunitensi nel 2008 che ne ha costituito l’innesco. Gli impegni finanziari richiesti per garantire la sostenibilità dell’Euro e dell’intero sistema bancario, hanno posto i maggiori paesi contributori del bilancio europeo e che accentrano le redini del sistema creditizio europeo, in una posizione condizionante e determinante sulle scelte richieste per arginare gli effetti devastanti della crisi economica sui debiti sovrani. Il risultato e’ stata una politica di austerity imposta con un meccanismo intergovernativo che ha visto soccombere la volontà popolare degli Stati membri risultati con i bilanci statali più deboli ed esposti alla speculazione, agli interessi nazionali perseguiti da Germania, Francia, Gran Bretagna e gli altri i paesi del nord Europa che in questo momento subiscono meno ripercussioni, se non addirittura traggono un beneficio e un vantaggio relativo, dalla debolezza delle economie dei ‘’concorrenti’’ europei.

Il processo di ‘’democratizzazione’’ e di ‘’comunistizzazione’’ accelerato dal Trattato di Lisbona ha subito cosi’ una brusca battuta d’arresto in nome dell’emergenza, quando essa stessa, con tutta evidenza, richiederebbe al contrario un’accelerazione sulla strada di una compiuta unità politica oltre che economica  dell’Europa, in grado di porre l’Unione a 27 nell’alveo di un’adeguata dimensione competitiva  rispetto agli altri grandi attori che agiscono sullo scacchiere internazionale e che gestiscono i grandi flussi di capitali e della produzione di beni e servizi sul pianeta.

L’Europa deve tornare a crescere nel suo complesso come non accade da due decenni ormai per assicurare ai suoi cittadini il lavoro e con esso la tenuta del suo modello sociale e di welfare. Per fare questo ha bisogno di istituzioni comuni autorevoli e democratiche, dotate di poteri decisionali e budget adeguati per realizzare le politiche di stimolo al progresso economico e sociale.

In queste ore e’ in atto l’ennesimo braccio di ferro tra Parlamento e Consiglio europeo, questa volta sulle prospettive finanziarie. I governi dei ben noti paesi si battono per ottenere riduzioni delle loro contribuzioni al budget, quando l’europarlamento spinge al contrario per soddisfare la necessità di avere nuovi fondi da mettere a disposizione della realizzazione della strategia 2020 e il conseguimento dei suoi indispensabili obiettivi. La posta in gioco è molto alta. Su questi scogli rischia di naufragare definitivamente il sogno europeo della piena integrazione tra paesi che si sono sempre combattuti tra loro. Probabilmente le difficoltà attuali e i diversi interessi ‘’vitali’’ sarebbero stati regolati,  in un tempo non troppo remoto, con nuovi conflitti armati. L’esclusione di vasti strati della popolazione, delle donne, dei giovani, dai meccanismi di redistribuzione del reddito, primo fra tutti il lavoro, sta alimentando la fiamma sotto una pentola a pressione pronta a esplodere sotto le istituzioni democratiche uscite dagli equilibri conseguenti al secondo conflitto mondiale e poi dalla fine della guerra fredda.

Si fa quindi sempre più impellente e necessitata l’esigenza di arrivare alle prossime elezioni europee mettendo al centro del dibattito la proposta del gruppo socialista di aprire la prossima legislatura con un Assemblea costituente che coinvolga tutti i cittadini europei nel porre le fondamenta giuridiche della costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

L’esigenza di rinforzare una partecipazione autenticamente popolare a tutti i livelli governativi vale anche per l Unione europea. L’attuale stagnazione in cui si trova il progetto di costruzione dell’unità politica del continente riflette le difficoltà strutturali del modello istituzionale funzionalista messo in pratica negli ultimi decenni L’idea cioè di costruire un’ Europa della moneta che avrebbe in seguito aperto la strada alla costruzione di un’Europa politica si è rivelata illusoria. Per ripartire, l’Europa ha bisogno di una legittimazione direttamente popolare. L’Europa non si farà senza una partecipazione attiva del popolo europeo Per rafforzare la legittimità del processo di costruzione europea bisogna ripartire dai cittadini e dalle istituzioni democratiche elette dai cittadini ,come il Parlamento europeo e superare così ogni tentazione tecnocratica e intergovernativa.

In questa concezione esclusivamente intergovernativa dell’Unione si fa strada una logica del piu’ forte, del compromesso e dello scambio di benefit e concessioni tra ex potenze che porta frequentemente il Consiglio europeo in conflitto con le due istituzioni sovranazionali: la Commissione ed il Parlamento, in particolare con i poteri rafforzati dal Trattato di Lisbona attribuiti all’assemblea di Strasburgo. Questo atteggiamento si riflette nei tentativi di ridurre la libera circolazione delle persone nei confini dell’Unione e di renderne sempre piu’ difficile l’ingresso, nell’ostilità al progetto di istituire gli Eurobond e l’unione fiscale come strumenti autonomi  di finanziamento degli investimenti a dimensione europea sullo sviluppo e la crescita e più in generale in relazione alle prospettive finanziarie dell’Unione europea dal 2014 al 2020, nella politica Estera e di Difesa. Eppure gli obiettivi che l’Europa si e’ posta nella sua dimensione federativa e transnazionale piu’ consapevole, rappresentata dalle istituzioni e dai trattati europei, sono quanto mai ambiziosi e disegnano da qui al 2020 una strategia di progresso scandita da traguardi di civilta’ in tutti i settori, dall’ambiente, al lavoro, all’inclusione e la coesione sociale.

Tuttavia questa debolezza rischia di allontanare i cittadini dal grande progetto dell’integrazione europea. Vi è il rischio che si saldino dinamiche di un ritorno a protezionismi nazionalistici con dinamiche di localismi miopi, allontanando l’Europa non solo dal nobile processo della sua integrazione e del suo allargamento, ma soprattutto dalla necessità della costruzione di un sistema economico sociale giusto inclusivo e competitivo, che sappia rispondere alle sfide della globalizzazione, dell’immigrazione, dell’occupazione giovanile e dell’invecchiamento demografico. Per questi motivi si deve andare avanti senza farsi intrappolare dalle derive populiste.

Non si deve arretrare di un millimetro sul terreno dei diritti e delle conquiste acquisiti, che vanno difesi insieme ai principi che le hanno animate. Si deve rilanciare con forza l’obiettivo della costruzione degli Stati Uniti d’Europa e di una nuova cittadinanza euro-mediterranea, inclusiva di tutte le popolazioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, dando subito vita a una comunita’ di paesi rivieraschi simile all’organizzazione che diede origine alla Comunita’ europea, con una prima struttura di cooperazione rafforzata e di delega di poteri a un’entita’ sovrannazionale. Per raggiungere traguardi tanto ambiziosi in una congiuntura politica cosi’ negativa dobbiamo dotarci di partiti che sappiano trasformare questa crisi in un’opportunità. Riformare le istituzioni e le nostre forze politiche aprendole decisamente alla partecipazione, come abbiamo fatto con il Pd nella coraggiosa operazione di introdurre le primarie nell’esercizio democratico del paese, conducendo la nostra battaglia a fianco e dentro l’alveo della grande famiglia socialista europea: deve essere questa la stella polare che dobbiamo porre sul nostro orizzonte per dare saldezza e forza alla prospettiva e alle regioni del progresso sociale ed economico, in Europa e in Italia, fino a giungere alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

Con amicizia

Gianni Pittella

 

 

 

 

 

 

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Cari amici federalisti,

è sotto gli occhi di tutti il delicato momento politico che stiamo vivendo non solo in Italia, ma in tutta Europa. La crisi economica e finanziaria evidenzia l’incapacità dei governi nazionali di dare risposte esaurienti alle grandi questioni democratiche globali. Lo stesso dibattito politico si sta estremizzando, facendo delle posizioni che si assumono riguardo l’Europa, l’elemento qualificante di ogni azione di governo. Oggi, infatti, da più parti viene messa in discussione non solo la stabilità economica di alcuni paesi europei, ma l’esistenza stessa dell’Euro e dell’Unione europea, cosi almeno come l’abbiamo conosciuta fino adesso.

Saremo in grado di uscire definitivamente da questa crisi di sistema solo grazie alla creazione di un reale governo comune europeo e solo rilanciando la lotta per la Federazione europea, unica proposta in grado di dare risposte esaurienti alle numerose sfide globali della società contemporanea. Il Movimento Federalista Europeo affronterà anche questi temi durante il suo XXVI Congresso nazionale, che si svolgerà dal 22 al 24 marzo 2013 a Milano, ovvero nella città in cui 70 anni fa fu fondato il Movimento.

Come sempre la sezione “Altiero Spinelli” non mancherà di dare il proprio contributo di idee e di capacità di iniziativa per la causa federalista. Ma per far ciò occorre il contributo di tutti, a cominciare dall’iscrizione al MFE Roma, per far sentire forte la nostra voce e far pesare le nostre posizioni.  Anche solo con questo semplice gesto, ma unica fonte di finanziamento di cui disponiamo, si contribuisce fattivamente a mantenere vive le nostre attività e a dar forza al progetto degli Stati Uniti d’Europa. [*]

Per iniziare a discutere insieme di tutto questo è convocata Mercoledì 28 novembre 2012, ore 18,30, l’Assemblea annuale degli iscritti presso la nostra sede di Piazza della Libertà, 13 (IV Piano). L’intenzione è quella di realizzare un confronto aperto con tutti i possibili interessati alle proposte del MFE, dando a chiunque lo voglia dieci minuti per poter intervenire.

Alla fine dell’Assemblea, inoltre, chi vorrà potrà ritrovarsi a cenare insieme in modo conviviale.

Certi di poter contare sul vostro contributo, vi porgiamo i nostri migliori saluti federalisti.

 

Il Presidente                                                                                                   Il Segretario

Paolo Ponzano                                                                                             Paolo Acunzo

 


[*] Si ricorda che le quote annuali di iscrizione al MFE Roma sono: € 30 Ordinario (con abbonamento a rivista); € 15 Familiare (residente con altro socio), Giovane (under 18 anni) e AEDE; € 90 Militante; € 300 Benemerito.

L’iscrizione può essere rinnovata personalmente in Assemblea o fino a fine anno tramitebonifico bancario sul CONTO CORRENTE Banco Posta N° 91797001 intestato a MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO – Sezione di ROMA CIN: Y ABI: 07601 CAB: 03200. CAUSALE: tessera 2012 + cognome;o pagamento in posta del bollettino di versamento sul CONTO CORRENTE Banco Posta N° 91797001 intestato a MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO – Sezione di ROMA CIN: Y ABI: 07601 CAB: 03200; CAUSALE: tessera 2012 + cognome. IBAN IT 98 Y 07601 03200 000091797001 Codice BIC: BPPIITRRXXX Per informazioni potete contattare il tesoriere scrivendo a v.cidone@virgilio.it

Cari amici,

in questo fine settimana vi è stato un grande fermento di iniziative federaliste tra Firenze e Roma, a cui abbiamo partecipato direttamente.

In allegato trovate la mozione approvata da Comitato Centrale di sabato, durante il quale è stato convocato a Milano il XXVI Cong. naz. che si terrà dal 22 al 24 Marzo a distanza di 70 anni nella stessa città in cui fu fondato il MFE. Sin da ora pregherei di segnalarmi chi fosse interessato a partecipare al congresso e a tal fine vi allego anche una prima nota informativa.

In fondo invece potete trovare una breve sintesi del Social Forum di Firenze 10+10 a cui ha partecipato una folta delegazione federalista (vedi foto).

Infine vi allego l’invito ad un interessante convegno promosso dalla nostra iscritta Ines Caloisi, a cui va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto in sezione e quello che sta svolgendo fuori, a cui interverranno diversi iscritti al MFE Roma (Vittorio Calaprice, Ines Caloisi, Roberto Di Giovan Paolo, Sandro Gozi, Livia Liberatore e Stefano Milia).
Locandina_Convegno_Europa_Ines

Più di 4 mila participanti, 300 reti e organizzazioni da 28 paesi non solo europei si sono incontrati alla Fortezza da Basso a Firenze per dibattere e fare strategia insieme per un’altra Europa.  Più di 100 incontri e il lancio di nuove reti e campagne pan-europee.  Un appello alla mobilitazione unitaria è emerso dalle convergenze, e la proposta di un’agenda comune:

UNIRE LE FORZE PER UN’EUROPA COMUNE

La nostra Democrazia invece della Loro Austerità

Organizzazioni della società civile, movimenti sociali, sindacati e cittadini impegnati contro l’austerità e il debito, per i beni comuni sociali e naturali, per i diritti sociali e del lavoro, per la democrazia, la giustizia globale e la pace, per le istanze di genere e i diritti dei migranti si sono ritrovati a Firenze 10+10.

Noi chiediamo una mobilitazione europea permanente che sostenga le lotte per sconfiggere la

crisi e costruire un futuro per tutti in Europa e nel mondo. Questa mobilitazione includerà sia

azioni di convergenza che mobilitazioni locali.

La prima iniziativa unitaria di larga convergenza europea sarà loSciopero Generale e le mobilitazioni contro l’austerità in tanti paesi europei il 14 novembre.

Promuoviamo una giornata comune di mobilitazione in occasione del Summit di Primavera dell’Ue che avrà luogo il 23 marzo a Bruxelles.

_________

I resoconti dalle 5 sfere di alleanza, gli appelli e gli altri documenti prodotti durante gli incontri di Firenze 10+10 saranno pubblicati sul sito  www.firenze1010.eu quando arriveranno all’indirizzo: info@firenze1010.eu

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a tutti i volontari che hanno reso possibile questo straordinario evento!

Jason Nardi

per il comitato organizzatore di Firenze 10+10

Congesso Nazionale MFE Milano 22/23/24 Marzo 2013

Mozione CC10-11-2012def
Nota Congresso x CC

COMUNICATO STAMPA:

 

IL MFE CONDANNA LA MANIFESTAZIONE NEOFASCISTA DI ROMA “EURORIBELLIONE”

 

 

Il Movimento Federalista Europeo (MFE) si ispira agli alti ideali antifascisti del Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il loro confino nell’isola durante il regime. Come si legge nel Manifesto: “Quando, superando l’orizzonte del vecchio continente, si abbracci in una visione d’insieme tutti i popoli che costituiscono l’umanità, bisogna pur riconoscere che la federazione europea è l’unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici ed americani possono svolgersi su una base di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo”.

L’Europa libera e unita per cui il MFE si batte dagli anni della Resistenza, riconoscendosi nei valori della costituzione repubblicana, deve essere dunque federale, democratica e pacifica, secondo quanto recita la “Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea”: “Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà; essa si basa sul principio della democrazia e sul principio dello Stato di diritto. Pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell’Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia”.

Ecco perchè in accordo con l’ANPI e con tutte le altre forze politiche che si ispirano ai medesimi valori, la Sezione “Altiero Spinelli” di Roma e il Centro regionale MFE del Lazio considerano gravemente offensiva e pericolosa la manifestazione “Euroribellione”, che ha dato appuntamento nella capitale, il prossimo sabato 10 novembre, a movimenti xenofobi e populistici di tutta Europa, la cui matrice ideologica è di chiara ispirazione neofascista.

Affermare come fa il Movimento sociale per l’Europa, promotore della manifestazione, che “Roma capitale politica [sic!], Parigi capitale culturale e Berlino capitale economica, contro ogni bieco nazionalismo, devono guardare a Mosca, terza Roma, per portare pace e prosperità nel mondo” significa riciclare il penoso velleitarismo che ha portato il nostro Paese alla sconfitta e all’umiliazione della guerra mondiale. Indicare la Russia di Putin come proprio riferimento ideale e politico per salvare la libertà dell’Europa tradisce la profonda ambiguità dell’iniziativa. Accreditare il proprio movimento con immagini di violenza di piazza e di scontri con le forze dell’ordine ne qualifica la natura.

Il Movimento Federalista Europeo denuncia che le parole d’ordine e gli obiettivi proposti in vista della manifestazione mettono a rischio lo stesso sviluppo del processo d’integrazione europea e riafferma con forza, rivolgendosi in primo luogo ai giovani e a tutti i cittadini, l’urgenza di costruire un’altra Europa, democratica, federale e solidale tanto al suo interno che con gli altri popoli

http://www.bundeskanzlerin.de/Content/EN/Reden/2012/2012-11-07-merkel-eu.html;jsessionid=4F5CD514029E206A898238BCF566AE26.s2t1?nn=77278

La partecipazione federalista al Forum Firenze 10+1

Mobilitazione della società civile nella giornata dedicata all’Europa del Forum Firenze 10+10 (www.firenze1010.eu). Il Movimento Federalita Europeo (MFE) parteciperà a: ASSEMBLEA PER LA DEMOCRAZIA IN EUROPA (ore 9,30-16) con: Paolo ACUNZO, Valeria AGOSTINI, Paolo BENI, Raffaella BOLINI, Grazia BORGNA, Virgilio DASTOLI, Marina FAVALE, Sandro GOZI, Francesco GUI, Antonio LONGO, Lorenzo MARSILI, Massimo MINNETTI, Federica MOGHERINI, Roberto MUSACCHIO, Paolo PONZANO, Niccolò RINALDI, Lucio LEVI, Nicola VALLIN…

OTO, Massimo VANNUCCINI, Tommaso VISONE, Lamberto ZANETTI e tanti altri UNA INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI PER UN PIANO EUROPEO DI SVILUPPO SOSTENIBILE Sala Ottagonale, dalle 14 alle 18 Il Trattato di Lisbona offre l’opportunità a un milione di cittadinidi almeno 7 paesi dell’Unione di presentare un atto legislativo alla Commissione europea. L’ICE “Per un piano europeo di svilupposostenibile” ha lo scopo di rilanciare l’economia, l’occupazione, laricerca e l’innovazione. Il piano dovrebbe essere finanziato con la carbon tax e la tassa sulle transazioni finanziarie. Introduzioni/Introductions: – Lucio Levi, Presidente Mfe, “Un movimento dal basso per un cambiodemocratico europeo – Paolo Ponzano, Pres. MFE Roma, “Aspetti legalidell’ICE” – Virgilio Dastoli, Presidente Cime Interventi/Intervents: – Philippe Grosjean, Forum permanente società civile europea – Sandro Gozi, Pres. intergruppo federalista europeo, Camera dei Deputati – Paolo Beni, Presidente Arci – Niccolo Rinaldi, eurodeputato/vicepresidente gruppo Alde – Oliviero Alotto, Terra del Fuoco/Flare – Patrizia Sentinelli, Altramente – Massimo Vannuccini, Gioventù Federalista Europea e rappresentanti della rete europea. Le iniziative e gli interventi sono aperti a tutti gli interessati. Sarà diffuso materiale informativo del MFE/GFE. Per maggiori info su partecipazione MFE al Forum: http://www.mfe.it/site/index.php?option=com_content&view=article&id=661%3Ala-partecipazione-federalista-al-forum-firenze-1010&catid=40%3Anotizie&Itemid=37 Iniziative promosse da: MFE, CIME, CESI, Istituto Baccarini, European Alternatives, AltraMente, Centro Einstein di studi internazionali, MFE-Toscana, MFE-Liguria, MFE-Lazio e MFE Emilia-Romagna.

Il forum “Firenze 10+10: un’altra strada per l’Europa” si terrà a dall’8 all’11 novembre presso la Fortezza da Basso. L’iniziativa – organizzata nello spirito del Forum Sociale Mondiale – avrà luogo nel decennale del primo Forum Sociale Europeo di Firenze.

In quella occasione (Firenze, novembre 2002) l’Mfe e la Gfe parteciparono attivamente al forum promuovendo un seminario su un “referendum europeo per la costituzione europea”, intervenendo in sessioni plenarie con oltre mille partecipanti e organizzando “Un referendum per l’Europa” con due urne (la prima dentro la Fortezza e la seconda in Piazza della Repubblica) per chiedere il voto sul processo costituente europeo. In quattro giorni una cinquantina di militanti federalisti, coordinati da Gastone Bonzagni, raccolsero 2000 schede e oltre il 90% si espresse a favore di una Costituzione federale europea. I risultati del referendum furono spediti al Presidente della Convenzione europea dal sindaco di Firenze. Purtroppo l’energia e le proposte dei 60.000 partecipanti al forum di Firenze si dispersero perché i movimenti non seppero cogliere la sfida avviata dalla Convenzione europea dividendosi sulle prospettive europee.

A distanza di dieci anni e dopo la crisi economica iniziata nel 2007, le organizzazioni e i movimenti sociali che promuovono Firenze 10+10 sembrano aver capito la necessità di superare la dimensione nazionale dell’agire politico e associativo. Obiettivo di Firenze 10+10 è la costruzione di una convergenza paneuropea e la definizione di un’agenda, di azioni e campagne comuni a livello europeo (l’appello di Firenze 10+10 “Unire le forze per un’altra Europa” si può leggere al seguente indirizzo http://www.firenze1010.eu/index.php/it/promotion/55-appello-italiano ).

Il forum Firenze 10+10 è suddiviso nelle seguenti cinque aree di lavoro all’interno delle quali costruire alleanze: “Democrazia in Europa”, “Finanza – governo dell’economia – debito – austerità”, “Lavoro e diritti sociali”, “Beni comuni naturali e sociali e servizi pubblici”, “L’Europa nel Mediterraneo e nel mondo”. Un sesto gruppo trasversale dovrà far emergere una proposta condivisa di azione comune da realizzarsi nel breve termine, oltre che una proposta di azione/strategia comune condivisa per il medio-lungo termine (azioni che verranno presentate domenica 11 novembre, a conclusione di Firenze10+10).

L’Mfe e la Gfe partecipano attivamente a Firenze 10+10 e, in particolare, sono impegnati:

–  a organizzare un seminario di presentazione dell’iniziativa dei cittadini europei per un piano europeo di sviluppo sostenibile che si terrà venerdì pomeriggio (9 novembre) dalle 14 alle 18 presso la Sala Ottagonale della Fortezza Da Basso. Tra gli interventi federalisti si segnalano: Lucio Levi (presidente Mfe), Paolo Ponzano (Istituto Universitario Europeo), Virgilio Dastoli (presidente Cime), Massimo Vannuccini (Gfe). Seguirà il programma completo. Il referente è Grazia Borgna, Mfe Torino (cell. 345.2474547 email: grazia.borgna@fastwebnet.it).

–  a organizzare un banchetto per raccogliere firme sui nostri appelli e per distribuire materiale durante le quattro giornate del forum. Il referente è Giulio Saputo, Gfe Firenze (cell. 3397737796 email: giulio.saputo@gmail.com).

–  a seguire i lavori del gruppo sulla democrazia in Europa partecipando ai lavori preparatori e ai seminari che si terranno durante il forum. Il referente è Nicola Vallinoto, Mfe Genova (cell. 347.0359693 email: nicola.vallinoto@gmail.com).

Le sezioni, i centri regionali e i singoli militanti sono invitati a segnalare la propria disponibilità a partecipare attivamente al Forum Firenze 10+10 contattando i referenti organizzativi. In particolare occorre garantire una buona partecipazione al seminario sull’ICE (in contemporanea si svolgono decine di eventi) e una copertura delle quattro giornate per il banchetto informativo.

Il Comitato Promotore di “Firenze 10+10” ha stipulato un accordo con Trenitalia per i partecipanti a Firenze 10+10 che arriveranno in treno con sconti dal 20% al 40%. Informazioni dettagliate possono essere reperite al seguente indirizzo:

http://www.firenze1010.eu/it/info-logistiche/187-biglietti-treno-sconto-firenze-10-10

L’iscrizione al Forum costa 20 euro e include il pass wifi nell’area della Fortezza da Basso, una tariffa speciale per i trasporti pubblici, l’accesso alla Fortezza da Basso per le quattro giornate, e sconti vari su pranzi e alberghi.

Il programma completo del Forum e altre informazioni possono essere consultati sul sito: www.firenze1010.eu

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