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I recenti sviluppi politici in Ungheria e l’impatto che le scelte del governo di Budapest potranno avere sui rapporti con le istituzioni europee sono state il tema centrale del dibattito tenutosi giovedì 14 giugno al Senato, presso le sale dell’ex hotel Bologna. All’incontro, organizzato dalla sezione di Roma della Gioventù Federalista Europea, hanno partecipato esponenti del mondo politico, istituzionale e accademico.

L’occasione è servita a riflettere sul futuro dell’integrazione europea alla luce delle critiche mosse da diversi ambienti ai provvedimenti adottati dal governo Orban, fra i quali spiccano una  controversa legge sulla stampa e la nuova Costituzione ungherese, da alcuni considerata di stampo nazionalista. Il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo ha sottolineato nel suo intervento la necessità di continuare a lavorare con il primo ministro Viktor Orban per risolvere i punti più critici delle leggi varate dal Parlamento ungherese, in modo da evitare uno scontro frontale fra Ue e Ungheria.

Concetto ribadito da Federico Eichberg, consigliere della fondazione Farefuturo, che ha inoltre rilevato come la vicenda ungherese abbia messo a nudo alcune debolezze delle istituzioni europee. Gli interventi di Andrea Carteny, docente di Storia dell’Europa Centrale alla Sapienza, e dell’ambasciatore d’Ungheria in Italia Janos Balla hanno fornito una chiave di lettura degli avvenimenti dal punto di vista ungherese.

L’ambasciatore ha insistito sul fatto che le profondi trasformazioni politiche in Ungheria si siano svolte seguendo i principi democratici e non debbano perciò in alcun modo destare preoccupazioni negli altri Stati membri. Infine Giorgio Anselmi, esponente del Movimento Federalista Europeo, ha richiamato la necessità di costruire un’Europa federale per arginare il ritorno dei nazionalismi di cui il governo Orban sarebbe espressione.

Il moderatore, Luca Gramaglia, membro attivo della Gfe di Roma, ha saputo tener vivo il dibattito, introducendo gli ospiti e sollecitandoli ad esporre il loro punto di vista.

Il tema ha suscitato particolare interesse tra il pubblico, composto da studiosi, accademici e numerosi giovani studenti che sono intervenuti interpellando i relatori in merito ad alcune questioni.

Complimenti a tutti i ragazzi della Gioventù Federalista di Roma che hanno lavorato insieme per realizzare questo dibattito, dimostrando di non essere indifferenti ai temi della politica internazionale, in particolar modo di quella europea!

GFE Roma

 

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