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FIRMA L’APPELLO!

Campagna per la Federazione Europea

NOI, POPOLO EUROPEO”

CHIEDIAMO LA FEDERAZIONE EUROPEA

Per governare l’economia europea

Per una politica estera e di sicurezza europea

Per uno sviluppo equo e sostenibile

Per la pace e la giustizia nel mondo

APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO, ALLA COMMISSIONE EUROPEA,

AL CONSIGLIO EUROPEO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO E AI PARTITI

(da fare sottoscrivere a cittadini, poteri locali, sindacati e movimenti della società civile)

 

Il progetto di un’Europa libera e unita,che cominciò a circolare nel 1941 con il Manifesto di Ventotene,non ha ancora raggiunto la sua meta.

I cittadini europei hanno un Parlamento, una Corte di Giustizia e una moneta unica, ma non ancora uno Stato e un governo federali, perché i governi nazionali non vogliono cedere all’Europa le loro sovranità nel campo dell’economia e della sicurezza.

Condannano così gli Europei al declino politico, all’arretramento sociale, alla perdita di competitività, privano le giovani generazioni di un futuro, alimentano la crisi della democrazia e la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Noi, popolo europeo, vediamo nell’unità politica dell’Europa la risposta più alta alla crisi politica della società contemporanea.

Rivendichiamo

la Federazione europea

  • con un governo federale dotato di poteri limitati ma reali nel campo dell’economia, della finanza pubblica, della politica estera e di sicurezza, e responsabile di fronte a un Parlamento europeo che eserciti pienamente il potere legislativo insieme alla Camera degli Stati,

  • a partire dai paesi disponibili a rafforzare l’unità – l’Eurogruppo – e in particolare da quegli Stati che storicamente hanno promosso l’unificazione europea – la Francia, la Germania e l’Italia -, perché vogliamo:

– creare un governo democratico dell’economia europea e salvare l’euro attraverso il risanamento delle finanze pubbliche e lo stimolo alla crescita;

– attuare un Piano europeo di sviluppo economico ecologicamente e socialmente sostenibile, basato su investimenti in infrastrutture, la riconversione in senso ecologico dell’economia, incrementando l’uso di energie rinnovabili, l’attività di ricerca ed innovazione, l’erogazione di beni pubblici europei e finanziato da un aumento significativo del bilancio europeo con l’emissione di euro-obbligazioni e con imposte europee (come quella sulle emissioni di CO2 equella sulle transazioni finanziarie) a parziale sostituzione di imposte nazionali, realizzando una più equilibrata distribuzione del carico fiscale tra i diversi livelli di governo (locale, regionale, nazionale ed europeo);

– difendere il modello sociale europeo, tutelare i soggetti più deboli, stabilire standard sociali e di lavoro minimi a livello europeo, garantire a tutte le persone i diritti politici, civili e sociali stabiliti dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”;

– dar vita a un’unica politica estera, di sicurezza e di difesa, che consenta all’Europa di parlare con una sola voce nel mondo, per promuovere la pace, il disarmo, la giustizia internazionale, e dei diritti umani, a partire dall’area mediterranea, africana e mediorientale.

Chiediamo

la convocazione di una Assemblea-Convenzione costituente

  • composta dai rappresentanti eletti dai cittadini a livello nazionale ed europeo, nonché dei governi e della Commissione europea, con il mandato di  elaborare superando i veti nazionali una Costituzione federale, che dovrà essere ratificata con un referendum, da tenersi nei paesi che avranno partecipato alla redazione della Costituzione, in modo da fondare sulla volontà popolare l’unità politica degli europei.

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ISTITUTO DI STUDI FEDERALISTI “ALTIERO SPINELLI”

IL FEDERALISMO IN EUROPA E NEL MONDO

We, the European peopleFirma l'Appello per la Federazione europea!

Ventotene, 29 agosto – 3 settembre 2011

Scheda confino di Spinelli

La scheda del Ministero degli Interni su Altiero Spinelli

Scarica il programma del

SEMINARIO DI VENTOTENE

 

Alcuni possibili punti di programma per un nuovo governo

 

La questione italiana è centrale nell’attuale quadro politico dell’Unione europea, in quanto il nostro paese – membro fondatore che ha storicamente promosso il processo di integrazione – può risultare essenziale per il compimento del processo di unificazione federale dell’Europa, a partire dall’esigenza di dotarsi di un comune governo dell’economia sentita tra i paesi membri dell’Eurogruppo, qualora esso riassuma il ruolo di impulso e la competenza necessaria di cui ha dato prova nelle fasi fondative delle Comunità e dell’Unione. Attualmente, però, si constata facilmente la totale inadeguatezza del quadro politico e della attuale compagine di governo nazionale in tale prospettiva, con la conseguenza di rendere il nostro paese inaffidabile nei confronti dei partner e oggettivamente controproducente per il processo di integrazione europea.

Dunque qualsiasi futuro governo, che abbia a cuore il futuro del nostro paese e che possa essere definito europeista non solo a parole, dovrebbe impegnarsi attivamente nella promozione dei valori, della cultura, delle necessarie riforme, delle battaglie indispensabili al conseguimento dell’obiettivo dell’Italia europea, ovvero al ripristino della credibilità, delle competenze, dell’efficienza e dell’impegno richiesti al nostro paese non solo per esser parte attiva dell’Unione e del mercato unico europeo, ma anche per condurre a termine il processo di integrazione federale dell’Europa come prioritario obiettivo della politica nazionale.

A tal fine alcuni possibili punti di programma di un prossimo governo potrebbero essere:

 

Risanamento finanziario e coesione sociale

– Riduzione della spesa pubblica, attraverso forti razionalizzazioni negli apparati amministrativi centrali e periferici e dello stato (eliminando sprechi ed inefficienze); riduzione del numero delle regioni, delle province e dei comuni ; drastico taglio dei costi della politica (dimezzamento del numero dei parlamentari, riduzione del numero dei consiglieri regionali, forte riduzione dei costi degli eletti, in linea con la media europea; nuova legge elettorale);

– Indicazione di obiettivi e misure precise per giungere nel Bilancio statale ad un avanzo primario (tra le quali, riduzione dell’area di evasione fiscale) ed impegno a portare il debito pubblico sotto il 100% del PIL nell’arco di cinque anni come premessa all’inserimento nella Costituzione di limiti all’indebitamento dello Stato e negli Statuti regionali e comunali dell’obbligo, a regime, del Bilancio in pareggio;

– Coesione sociale e attenuazione degli effetti devastanti della disoccupazione: promozione di un servizio civile europeo per i giovani; definizione in sede europea degli standard sociali minimi al fine di evitare politiche di dumping sociale; reddito minimo garantito; cittadinanza di residenza degli immigrati, secondo normative da definire in sede europea.

Federalismo fiscale e Legalità

– Completamento della riforma del Titolo V della Costituzione, con l’istituzione di un Senato delle regioni e, a livello regionale, di una Camera regionale delle autonomie locali, in modo che ciascun livello di governo sia responsabile di fronte ai propri cittadini dell’approvazione della legge di bilancio e della politica di perequazione di competenza;

– Assegnazione ai diversi livelli di governo della capacità fiscale impositiva in funzione dei beni pubblici da erogare;

– Lotta all’evasione fiscale ed all’economia sommersa, con l’obiettivo di giungere entro 5 anni ad una percentuale di evasione fiscale pari alla media di quella europea (circa il 13% del PIL) con un significativo recupero dei proventi fiscali da reddito di lavoro autonomo e d’impresa;

– Lotta alla criminalità organizzata ed alla collusione tra politica e affari, grazie anche alla responsabilizzazione degli amministratori locali a fronte di una finanza locale autonoma e tendenzialmente autosufficiente.

Politica europea

– Azione volta a far prevalere l’interesse europeo nella costituzione del “governo economico” attraverso il ricorso al metodo federale, anziché a quello intergovernativo;

– Potenziamento del bilancio europeo, con l’introduzione di un’imposta europea ed il ricorso agli “UnionBonds”, legati all’avvio di un Piano europeo di sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile;

– Promozione del suddetto Piano europeo di sviluppo sostenibile, basato sulla costruzione di infrastrutture europee, su investimenti in formazione, ricerca e innovazione soprattutto nel settore delle nuove tecnologie (green economy);

– Completa attuazione delle disposizioni del Trattato di Lisbona, anche con il ricorso allo strumento delle cooperazioni rafforzate, per quanto riguarda l’attuazione di una politica industriale europea nei settori dell’industria avanzata e della ricerca, al fine di sostenere la produttività e la crescita;

– Iniziativa per realizzare cooperazioni strutturate nel campo della difesa e della politica di sicurezza, volte a creare una “difesa europea” ed un sistema di sicurezza europeo in tema di lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata, nella certezza che una politica europea di questi campi è più efficiente e meno costosa, grazie alle economie di scala, e nel contempo consente di ottenere forti risparmi nei corrispondenti capitoli dei bilanci nazionali;

– Iniziativa di cooperazione strutturata nel settore dell’energia, basata sulla creazione di una rete energetica comune, un mercato europeo dell’energia con “campioni” europei, e volta a sviluppare un piano energetico europeo a partire da un forte impulso per la ricerca e lo sviluppo delle energie rinnovabili, anziché perseguire le velleità di un’impossibile politica energetica nazionale, inevitabilmente subalterna ai paesi fornitori di gas e petrolio;

– Iniziativa volta a definire una politica europea nel settore dell’immigrazione, con la definizione di norme europee in tema di gestione dei flussi, accoglienza e avviamento al lavoro, diritti politici e sociali, cittadinanza europea sulla base della residenza dopo un certo numero di anni;

– Lancio dell’obiettivo della federazione europea, anche tra un’avanguardia di stati, attraverso un metodo costituente democratico implicante deliberazioni e ratifiche fondate sul principio della doppia maggioranza dei cittadini e degli stati; le elezioni europee del 2014 dovranno essere il tempo e il luogo del rilancio del processo costituzionale europeo.

 

A cura di

Commissione nazionale di studio “Per un’Italia europea”

MFE – Movimento Federalista Europeoi

 

i Per informazioni contattare il Coordinatore nazionale della Commissione, Paolo Acunzo c/o MFE – Roma, Piazza della Libertà, 13 00192 Roma. www.mferoma.eu Tel/Fax 0636001705 Email: mfe@mferoma.eu

 

di Paolo Acunzo

Lo scorso 18 luglio il MFE Roma ha lanciato la raccolta di firme all’appello “Noi popolo europeo chiediamo la Federazione europea”, coinvolgendo nella distribuzione di materiale informativo le altre forze federaliste (AICCRE, CIFE, CIME, ecc.) e le Rappresentanze in Italia di Commissione e Parlamento europeo. Per l’occasione il MFE Roma ha organizzato una Giornata sull’Europa, allestendo presso l’area Caracalla uno stand con bandiere e magliette federaliste, predisposto il volantinaggio dell’appello, della dichiarazione “l’ultimo campo di battaglia”, di una sintesi della mozione “Per un’Italia europea” e di materiale informativo della GFE a beneficio delle centinaia di persone che incuranti del caldo hanno partecipato alla giornata. Tale evento è stato organizzato nell’ambito del dibattito conclusivo della serie di incontri “La Festa Democratica incontra l’Europa”, promossa da Ines Caloisi insieme ad altre attiviste del PD presso la Festa dell’Unità di Roma, a cui hanno partecipato numerosi iscritti al MFE Roma (tra i relatori dei vari incontri Acunzo, Bronzini, Caloisi, Di Giovan Paolo, Gozi, Gui, Pietrosanti, Serracchiani e Visone), con il risultato di suscitare un largo interesse sulle questioni europee e un generale consenso per la causa federalista.

Nella stessa giornata si è tenuto il dibattito “il contributo per un’Italia Europea” durante il quale si sono toccate diverse problematiche dell’attualità europea: il precariato e il mondo giovanile (Brando Benifei); la questione di genere e il ruolo delle donne nelle società europee (Marzia Ventimiglia); la situazione politica in Ungheria e i suoi effetti nel contesto comunitario (Stefano Fundelizzi). Con i quattro parlamentari europei intervenuti la brava giornalista RAI Marcella Sullo che ha condotto le interviste si è maggiormente concentrata sulle questioni di fondo del processo di integrazione europea. Debora Serracchiani ha lamentato la mancanza di un’arena politica europea, resa ancora più grave in Italia dall’incapacità di costruire una reale classe dirigente europea. Concetto ripreso da David Sassoli, Capo delegazione del PD al Parlamento europeo, come causa essenziale di perdita di peso dell’Italia in Europa. La dettagliata analisi sulle ragioni finanziarie della crisi europea svolta da Roberto Gualtieri è stata ripresa dal Vice Presidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella, il quale ha evidenziato la necessita di creare una Agenzia di rating dell’Unione europea e l’introduzione di EuroBonds per incentivare la crescita. Il Vice Segretario nazionale MFE, Paolo Acunzo, ha presentato gli ideali che ispirarono settant’anni fa il Manifesto di Ventotene e ripreso molti degli spunti proposti dai relatori (“L’Europa è bloccata da 27 interessi nazionali”, Serracchiani; “Occorre assumere scelte coraggiose, ma non ci sono leaders europei all’altezza”, Pittella; “All’Europa serve una svolta politica per rilanciare il processo di integrazione”, Gualtieri) per rilanciare la necessità immediata di dotarsi di un Governo europeo dell’economia come premessa per la costruzione non più rinviabile degli Stati Uniti d’Europa.

Tutti i relatori si sono ritrovati concordi sulla necessità di costruire un’Italia europea per far riacquistare al nostro paese il suo tradizionale peso e ruolo in Europa. Questo obiettivo dovrebbe divenire l’elemento identificativo di tutte le forze di progresso, in netta contrapposizione con quelle spinte xenofobe, populiste ed euroscettiche di cui la destra è portatrice in tutta Europa. Passando alle proposte operative da un canto Sassoli ha paventata l’idea di realizzare incontri periodici con i parlamentari europei in modo da poter avere uno scambio di opinioni sulle questioni scottanti dell’Agenda europea, mentre dall’altro Gualtieri ha invitato ad aprire un approfondimento politico – culturale per costruire un fronte comune in Europa delle forze progressiste e federaliste europee. Il MFE ha dato subito la sua disponibilità a dare seguito ad entrambe le proposte operative e ripromesso di organizzare altre simili iniziative visto l’interesse suscitato tra i partecipanti.

Di Ines Caloisi


Le iniziative europee svoltesi durante la festa dell’Unità A Roma, IV Festa Democratica, sono risultate molto partecipate. Il PD Roma, inizialmente ha affrontato con scetticismo il tema pur concedendo uno spazio ampio per la prima volta ad un programma completamente europeo ma, nel momento in cui si è reso conto che aveva presa su coloro che partecipavano, lo ha sostenuto e si è congratulato con coloro che lo hanno organizzato.

I temi dei dibattiti che avevano connotazioni e obiettivi federalisti hanno dato esito positivo su tutti i temi.

I vari relatori hanno tutti auspicato una Unione politica più forte. Da Vincenzo Visco che ha toccato i temi della governance a Guido Milana che ha affrontato il tema del reddito minimo di cittadinanza a Roberto Di Giovan Paolo, David Sassoli, Sandro Gozi, Debora Serracchiani, Gianni Pittella, Roberto Gualtieri sui temi del programma PD per un’Italia Europea, tutti hanno rilevato la necessità e hanno mostrato un impegno a costruire una maggiore cultura europea in Italia auspicando in vari casi la realizzazione degli Stati Uniti d’Europa. Agli incontri sono stati coinvolti anche giovani democratici provenienti da vari circoli che hanno mostrato il loro interesse e la volontà di contribuire alla creazione di un’Europa più forte e di un’Italia che ne recepisca mentalità e approccio politico, culturale ed intellettuale.

Nell’ambito dell’iniziativa, presentati anche due libri, uno di Sandro Gozi sul Governo dell’Europa, che ha visto la presenza di due giovani federalisti, Stefano Pietrosanti e Tommaso Visone, e di Silvia Costa, Europarlamentare, e l’altro di Gianfranco Martini e Roberto Di Giovan Paolo incentrato sulla tematica federale Europea, essendo ambedue ex segretari Generali AICCRE (www.aiccre.it).
Presente anche Lapo Listelli, responsabile esteri PD, che ha cercato di mantenere un equilibrio tra temi UE e politica estera dimostrando che ancora c’è da fare per un raccordo sul nazionale in merito ai temi europei. Presente per Mfe Roma, il Segretario Paolo Acunzo, in qualità anche di vice segretario nazionale MFE.
L’iniziativa è stata curata da me, Antonella Orlacchio (assistente politica G. Pittella), Giulia Urso (coordinatore PD Centro Storico) con il sostegno dei Municipi I e XVI di Roma e il coinvolgimento del circolo PD Donna Olimpia a cui sono iscritta e presso il quale già promuoviamo le iniziative
europee “Europa nel territorio”.
Organizzare iniziative nel PD a livello territoriale e raccontare l’Europa ai cittadini, che in realtà sentono di non averla scelta completamente, sembra una delle strade da seguire. L’Europa federale, con gli obiettivi che l’MFE si propone, non può essere decisa dall’alto ma deve essere una scelta consapevole, prima di ogni altro, dei cittadini, di questo, personalmente, sono profondamente convinta.
Durante la stessa serata si è organizzata la Festa dell’Europa a cui hanno aderito varie organizzazioni europee e federaliste quali CIFE, CIME, AICCRE, MFE, questo ha consentito la diffusione di materiale e documentazione proveniente dalle Istituzioni Comunitarie e la raccolta firma per la campagna MFE in corso.

Ines Caloisi (Responsabile Formazione MFE Roma)

Vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, l’on. Debora Serracchiani, l’on. Roberto Gualtieri, l’on. David Sassoli, Paolo Acunzo (Segretario MFE Roma), Brando Benifei, Marzia Ventimiglia, Stefano Fundelizzi; ha moderato Marcella Sullo (Radio Rai)

Hanno partecipato: il Vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, l’on. Debora Serracchiani, l’on. Roberto Gualtieri, l’on. David Sassoli, Paolo Acunzo (Segretario MFE Roma), Brando Benifei, Marzia Ventimiglia, Stefano Fundelizzi; ha moderato Marcella Sullo (Radio Rai)

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